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Il treno dell’ultima notte di Dacia Maraini

Il treno dell’ultima notte, romanzo storico di Dacia Maraini pubblicato da Rizzoli nel 2008 e ambientato durante la Rivoluzione Ungherese del 1956.

 

Ogni treno in fondo viaggia verso il regno dei trapassati

il-treno-dellultima-notte-9788817032629Mi trovo alla mia seconda esperienza con Dacia Maraini. La prima è stata La lunga vita di Marianna Ucrìa, romanzo che diversi anni fa mi ha lasciato l’amaro in bocca ma che mi ha davvero colpita. Solitamente non leggo opere contemporanee ma questo libro mi è stato consigliato e prestato da un parente e quindi mi sono immersa nella lettura perchè la sete di conoscenza e la curiosità sono tali che non mi precludo mai nulla.

Il treno dell’ultima notte è un romanzo pubblicato da Rizzoli nel 2008, ambientato nell’Europa del 1956, nel pieno della rivoluzione ungherese. La protagonista è Maria Amara Sironi – nome tutt’altro che dolce – che da Firenze si mette in viaggio in treno per cercare Emanuele, quello che tredici anni prima era un adolescente-bambino-ragazzo spensierato, suo grande amico e amore, e che in quel periodo deve avere più o meno ventotto anni. Ma le uniche cose che le restano di lui sono delle lettere e un quaderno, scritti durante la persecuzione degli ebrei. Il quaderno, in particolare, le viene spedito da qualcuno di cui non si scoprirà l’identità, ma alla fine della lettura si possono azzardare diverse ipotesi.

Amara decide di iniziare le sue ricerche da Vienna, passando poi per ciò che resta dell’inferno di Auschwitz-Birkenau e per l’Ungheria che sta vivendo la rivoluzione, incontrando alcuni personaggi che l’accompagneranno nel suo viaggio. Il primo è Hans, “l’uomo delle gazzelle”, perchè la prima volta che si sono incontrati portava una maglia con delle gazzelle che correvano, “mezzo ebreo, mezzo ungherese e mezzo austriaco” che si guadagna da vivere accompagnando le spose all’altare come un padre in affitto; l’uomo si mostra desideroso di aiutare Amara, soprattutto per quanto riguarda la lingua che la ragazza non conosce. L’altro compagno di viaggio è Horvath, un ex soldato ungherese che ha vissuto gli orrori della guerra e poi è diventato bibliotecario, avendo anche scritto un libro di testimonianze epistolari di altri soldati, e che decide di partire con gli altri due per movimentare la sua vita.

I tre, quindi, vanno in cerca di tutti gli omonimi di Emanuele, tutti gli Orenstein che riescono a trovare sugli elenchi, per poi finire in Ungheria, accolti nella casa del padre di Hans che vive ormai con un ex musicista, Ferenc. Casa dalla quale saranno costretti ad andar via, data la situazione pericolosa che il paese vive, e data anche la voglia di rimettersi in viaggio per trovare il bambino scomparso tredici anni prima.

La vicenda è spesso interrotta da stralci del quaderno o delle lettere di Emanuele che ci fanno conoscere le atrocità che gli ebrei nei ghetti (e poi nei campi) hanno dovuto sopportare, ma che ci riportano anche indietro al passato di Amara, nei pressi di Firenze e nella bella villa di Rifredi, proprietà degli Orenstein, a quel tempo benestanti. A tratti si respira l’aria della spensieratezza e dell’allegria giovanili, e a tratti, invece, quella dell’abisso in cui è sprofondata la civiltà del Novecento in contrapposizione alla speranza e alla lotta dei popoli che non accettano gli orrori.
E’ anche presente qualche parentesi sulla vita di Amara al di là del suo amato scomparso: intanto si è rifatta una vita, sposando l’uomo delle carezze, Luca Spiga, da cui ha divorziato, ma col quale è rimasta in contatto. Si racconta anche un po’ della storia del padre, Amintore Sironi, che quando lei era piccola non vedeva di buon occhio la sua amicizia con il piccolo Orenstein, ma che adesso è malato e non riconosce più la figlia, confondendola, nel suo delirio, con la moglie scomparsa tanti anni prima.

Riuscirà Amara a trovare Emanuele?

Questo sta al lettore scoprirlo. Ma la protagonista è animata fin dall’inizio da una grande speranza che il suo amico, a differenza dei genitori, si sia salvato e sia da qualche parte. E’ però consapevole che, qualora dovesse trovarlo, lui non sarebbe più quel ragazzino sempre allegro, ribelle e intelligente che era all’età di quindici anni. Sarebbe, al contrario, il risultato di una delle peggiori barbarie che il mondo abbia mai conosciuto.

 

SCHEDA LIBRO

AUTORE: Dacia Maraini
TITOLO: Il treno dell’ultima notte
EDITORE: Rizzoli – La scala – 2008
PAGINE: 430
EURO: 21,00
ISBN: 978-88-17-02166-1
Formato Kindle:Il treno dell’ultima notte (Contemporanea)

NOTA SULL’AUTORE

Dacia_MarainiDacia Maraini (Fiesole, 1936) scrittrice e drammaturga, è tra le più conosciute scrittrici italiane. Nel 1990 esce il romanzo La lunga vita di Marianna Ucrìa, vincitore di numerosi premi tra cui il Super Campiello e tradotto in film da Roberto Faenza. Seguono Bagheria, la raccolta poetica Se amando troppo e molti altri. Nel 1999 esce Buio, racconti sugli abusi all’infanzia che le vale il Premio Strega. Scrive sul quotidiano “Il Corriere della sera”. Nel 2011 è uscito il suo ultimo libro, La grande festa (Rizzoli).

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in lingue e culture moderne e studentessa in lingue e letterature moderne dell'occidente e dell'oriente. Siciliana, amante della sua terra e dei libri, coltiva anche altre passioni come danza e sport. Generalmente predilige i grandi classici, soprattutto italiani e inglesi, ma ama spaziare in tutti i campi della letteratura senza precludersi nulla.

Numero di articoli : 41

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