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Il gioco del mondo (Rayuela) di Julio Cortázar

Quando nel 1963 venne pubblicato Rayuela (Il Gioco del mondo, nell’edizione italiana) era chiaro a tutti che Cortázar aveva profondamente sovvertito i canoni della letteratura.

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Se già Joyce, nel 1922, con il suo Ulysses e il suo stream of consciousness aveva scosso il concetto stesso del “narrare”, Cortázar lo ribalta, la sminuzza, lo frammenta e dà vita a qualcosa di unico. Rayuela non è un libro, Rayuela è il libro. Rayuela è una corsa folle attraverso una labirintica Parigi; Rayuela è un piccolo universo. Rayuela è un salto nel buio della coscienza di Horacio Oliveira, il protagonista argentino, nella quale veniamo proiettati fin dall’incipit del romanzo stesso quando questi si chiede: ” Incontrerei la Maga? (¿encontraría a la Maga?).”

La trama si sviluppa in su due piani temporali. “Il lato di qua” attorno al già citato personaggio che fonda, insieme a altri giovani bohémien il Club de la Serpiente e con i quali passa il tempo a dialogare di arte, letteratura, ascoltare musica e fumare oppio e che vive una relazione amorosa tormentata con Lucía ( detta la Maga), una giovane donna uruguayana, madre di un bimbo,  Rocamadour, che si trasferisce a Parigi per intraprendere la carriera di cantante) e  “il lato di là” che si svolge a Buenos Aires e i cui avvenimenti si collocano qualche mese dopo rispetto a quelli parigini.

Caratteristica principale di Rayuela è la disposizione dei capitoli in quanto può essere letto in almeno tre modi: dall’inizio del capitolo 1 fino al 53; seguendo l’ordine suggerito dall’autore stesso (ovvero partire dal capitolo 73 e poi via via fino al 131 e 58 che rimandano sempre a se stessi, quasi a suggerire che si tratti di un libro sostanzialmente infinito; oppure sta al lettore combinare e scombinare i capitoli a suo piacimento.

Il secondo modo è ciò che rende unico e geniale il libro stesso perché questi capitoli inframmezzati, che lo stesso autore considerava “prescindibili” sono invece la vera essenza di Rayuela. Si tratta di capitoli scritti in modo completamente inaspettato, capitoli in cui si sovrappongono il pensiero del protagonista e quello del libro che sta leggendo; capitoli in cui Cortázar usa  un idioma completamente inventato, il gíglico, per descrivere un amplesso; capitoli che narrano di fatti di cronaca, torture, violenze, ma anche dell’amore da qualsiasi punto di vista.

Questa esigenza del coinvolgere fino a tal punto il lettore che può decidere come leggere il testo nasce essenzialmente dal pensiero di un altro scrittore argentino le cui idee hanno influenzato molti altri scrittori dell’ambiente porteño: Macedonio Fernándezil quale concepiva la scrittura e la letteratura come un gioco sottointeso tra autore/lettore. Quest’ultimo era chiamato a essere parte del testo stesso, era chiamato a calarsi all’interno della narrazione, seguire le regole del gioco senza mai farsi domande.
Per farvi capire quanto leggere Rayuela sia un’esperienza totalizzante vi propongo qui uno dei capitoli che più mi è piaciuto, il capitolo 7, in cui viene riportata una lettera che Horacio scrive alla Maga. E’ un testo in prosa talmente bello, da sembrare quasi una poesia:

Tocco la tua bocca, con un dito tocco il bordo della tua bocca, comincio a disegnarla come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano ha scelto e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con la sovrana libertà che scelgo per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che, per un azzardo che non cerco di comprendere, coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti sta disegnando.

Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino e allora giochiamo a fare il ciclope, ci guardiamo tanto da vicino che i nostri occhi si allargano, si attaccano tra di loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirano confusi, le bocche s’incontrano e lottano nel tepore, si mordono con le labbra, appoggiano appena la lingua tra i denti, giocano nei loro recinti là dove un’aria pesante va e viene col suo profumo antico e il suo silenzio. Allora le mie mani cercano di immergersi nei tuoi capelli, di accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre noi ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranze oscure. E se ci addentiamo, il dolore è dolce, e se affoghiamo in un breve e terribile assorbirsi dell’alito, quell’istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare su di me come una luna nell’acqua.

Potrei dire moltissime cose su Rayuela che ho avuto modo di conoscere grazie a un esame universitario e ne sono subito rimasta colpita, ma spero di avervi stuzzicato la curiosità e vi assicuro che non ve ne pentirete.

Cortázar è uno scrittore a dir poco sorprendente e del quale vorrei leggerne l’intera bibliografia.

 

SCHEDA LIBRO

AUTORE: Julio Cortàzar
TITOLO: Il gioco del mondo
EDITORE: Einaudi – ET scrittori
PAGINE: 550
EURO: 15,50
ISBN: 9788806175924
Formato Kindle:Rayuela

 

NOTA SULL’AUTORE

Julio_cortazarJulio Cortázar, nato a Bruxelles nel 1914, è considerato fra i maggiori autori di lingua spagnola del xx secolo. Morì di leucemia nel 1984 a Parigi, dove è sepolto. Tra i suoi libri pubblicati  ricordiamo Storie di cronopios e di famas (1971), Ottaedro (1979), Il viaggio premio (1983), Il persecutore (1989), Fine del gioco (2003), Carte inaspettate (2012) e Gli autonauti della cosmostrada ovvero Un viaggio atemporale Parigi-Marsiglia (2012), diario di viaggio scritto a quattro mani con la moglie Carol Dunlop.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in Lingue e Culture Moderne e attualmente studia per ottenere la laurea in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente. Le sue passioni sono: la lingua e la letteratura spagnola e i gatti. Generalmente predilige i thriller, ma non disdegna altri generi.

Numero di articoli : 6

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