Sei in: Accueil » Approfondimenti » La forma nuova della saggistica

La forma nuova della saggistica

Mussolini censore: Storie di letteratura, dissenso e ipocrisia e Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti.

mussolini_censore_siamo_piacenti_guido_bonsaver_gian_carlo_ferretti

Due saggi che partono da uno stesso periodo, di cui hanno la stessa visione. Due lavori che partono da rifiuti e dalla censura quindi dalla letteratura negata.

Mi capita spesso che mi si chieda cosa sto leggendo. In parte è dovuto al fatto che, con il tempo e con l’allenamento, sono diventata una lettrice veloce e quindi mi si vede cambiare velocemente i libri anche a distanza di pochi giorni e poi anche perché, per recuperare quelli che io chiamo i tempi morti, leggo camminando o in coda alla cassa al supermercato, alla posta, dal medico. Quello che mi distingue è il sapermi calare in quei due minuti di lettura, ritagliati e inseriti nei momenti più disparati, e nella capacità di non andare a sbattere contro qualche palo della luce.

Dicevamo che spesso mi si chiede che leggo e quando è un saggio posso distintamente veder cambiare l’espressione del mio interlocutore; sembra quasi che io stia dichiarando di leggere la Treccani. E’ una reazione abbastanza comune ma infondata: negli ultimi tempi infatti mi è capitato di leggere saggi di argomenti vari e di ritrovarmi in mano testi che funzionano come la narrativa, ma propongono al lettore materiale di studio e di ricerca che dà quel valore aggiunto che un romanzo, seppur ancorato alla Storia con la “S” maiuscola, non potrà mai dare.

Gli studiosi che fanno parte di questo gruppo di pionieri hanno aderito ad una corrente nuova che vede molti storici, critici e studiosi a vario titolo riuniti nel lasciare le posizioni fino ad oggi difese a spada tratta che vedevano la netta separazione della saggistica dalle altre forme di scrittura. L’apertura verso un pubblico più ampio e con preparazione culturale di livello diverso non significa che la qualità del materiale prodotto sia inferiore ma solo che viene proposta in maniera più accessibile e che i lavori compresi in questa categoria funzionino come ponte fra il mondo conosciuto della narrativa e quello che mette più soggezione della saggistica classica.

E’ il caso di alcuni libri usciti negli ultimi mesi come “Mussolini censore. Storie di letteratura, dissenso ed ipocrisia” di Guido Bonsaver (Laterza Editori, ed. 2013, prezzo 18,00€). E’ uscito un po’ in sordina, il tema non è dei più cari agli italiani perché ci ricorda un periodo buio della nostra storia, ma rappresenta un caso unico nel suo genere. Nella quarta di copertina si legge:

 “Prima di Benito Mussolini, nessun capo del governo dedicò una simile attenzione alla produzione editoriale del proprio paese. Il Duce, forse per abitudine professionale da esperto redattore quale era, forse per appagare le sue ambizioni d’intellettuale autodidatta, lo fece costantemente, durante l’intero Ventennio. In questo modo divenne una sorta di primo censore  dell’editoria italiana”

In questo passo è racchiuso praticamente tutto il lavoro di Bonsaver, che si occupa di questo periodo storico e del rapporto con l’editoria da anni. Il “Mussolini censore” non era quello che la sua effige tanto famosa rappresentava. E’ un uomo che conosce le dinamiche editoriali e della comunicazione, tant’è che all’inizio del suo lavoro l’autore di questo saggio dice che “era più preoccupato per i giornali che per i libri”. Ma questa sua “attenzione” è abbastanza semplicistica e dovuta ad una serie di considerazioni di base “rassicuranti”.

Nell’Italia di quel periodo buona parte della popolazione è analfabeta o semianalfabeta, la maggioranza di coloro che riescono a leggere anche un po’ guarderanno ai giornali, non si inoltreranno ad affrontare libri e, quindi, il controllo dei giornali è importantissimo. Per tutta risposta dall’altro lato ci sono editori come Mondadori, Einaudi, Bompiani (che è un ex collaboratore di Mondadori) e tanti altri piccoli e grandi compresa anche Laterza. C’è chi di loro sceglie la propria linea e non l’abbandona senza scendere a compromessi con il regime a rischio della censura come Laterza, e chi sceglie la via del compromesso e del sollazzo dell’ego di ministri e di Mussolini stesso, proponendo le “censure a monte”, ovvero chiedendo “consigli” su sezioni che volutamente segnala come censurabili nella speranza che poi venga salvata la pubblicazione, e sperando nella compiacenza di coloro a cui veniva richiesto il consiglio.

Ci sono casi eclatanti di furberie, come i libri cui veniva imposta l’imposizione di non andare oltre la prima stampa e che continuavano ad essere stampati con la distinta “1° stampa” e quelli che passavano indenni alla censura perché non erano andati in mano a delatori e i funzionari non se n’erano accorti.

Arriva la legge razziale del ’38 e tedeschi e italiani dichiarano quali libri/autori erano da considerarsi censurati perché scritti da ebrei o su ebrei (per ragioni convenienza si decide di salvare i testi strettamente specialistici di fascia accademico/scientifica) che siano stati pubblicati da inizio secolo in poi. A fronte di una lista precisa e sintetica tedesca, gli italiani rispondono con 900 fra titoli e autori costringendo la Germania a rivedere e incrementare la propria; la selezione fascista era approssimativa e mal organizzata comparivano titoli di libri o pieces teatrali affiancati a solo nomi di alcuni autori, per i quali veniva implicitamente presa in considerazione tutta la produzione mentre ci furono casi di Libri/scrittori non presi in considerazione o “dimenticati” per questioni di mera opportunità o perché, ad esempio, scrivevano con uno pseudonimo.

Il quadro generale che viene dipinto da tutte queste informazioni che Bonsaver racchiude in questo lavoro rappresenta la parte più interessante e il Mussolini che ci restituisce è un uomo “limitato” nei rapporti e nelle azioni perché concentrato nei dettagli e nelle sfumature ma che al contempo, non ha una veduta d’insieme. Accentra il potere e si circonda di una serie di ministri dalle abitudini clienterali che fanno sì che “certi scritti” passino la censura e che sia più facile ottenere aiuti di stato per poter viver di scrittura se si conosce o si è presentati da qualcuno.

Altro lavoro, in tema editoria, che si dimostra interessante e fuori dal comune è “Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti” di Gan Carlo Ferretti (Bruno Mondadori Editore, ed. 2012, prezzo 20,00€). Anche in questo caso il lavoro è il risultato di una ricerca durata anni, anche perché il suo autore è spesso un punto di riferimento (accademico) per questo argomento, per un altro dei suoi libri “Storia dell’editoria letteraria in Italia. 1945-2003” (Einaudi Editore, ed. 2004, prezzo 24,00€).

In “Siamo spiacenti” il focus è sui manoscritti rifiutati attraverso i quali si ricostruisce la Storia anno per anno e scrittore per scrittore. Ci sono “rifiuti” di vario genere; si passa dalla lettera di comunicazione di impossibilità a pubblicarlo del responsabile di collana, che non vede aderenza con la propria mission o che non vede nello scritto un futuro roseo (come avvenne per “Se questo è un uomo” di Levi rifiutato per ben due volte da Cesare Pavese o “Il gattopardo” che non fu preso in considerazione da Mondadori e rifiutato da Einaudi – e non da Vittorini come dicono le leggende metropolitane – e che fu un successo postumo);  ci sono rifiuti che non sono dell’editore ma dell’autore, che pretende anticipi spropositati o che non vuole tagli sul suo lavoro o rifiuta la riscrittura e ci sono riscritture che cambiano il “sapore” dello scritto al punto tale da comportare un rifiuto finale e definitivo alla pubblicazione.

Ma Ferretti ci tiene a sottolineare che c’è sempre una “provvidenza degli scrittori” che si adopera perché gli autori trovino sempre una strada alternativa per la stampa, chiaramente se si tratta di lavori validi, anche attraverso pubblicazioni a pagamento o autopubblicazione. Quindi, in fondo, i casi letterari come quelli di oggi, tipo “Cinquanta sfumature di grigio”, non sono così nuove ma hanno, come tutto ciò che accade, radici lontane.

Lo scorrere dei decenni è cadenzato da date nomi e titoli e nella maggior parte dei casi si accenna alla trama che viene rifiutata e quindi non solo è interessante vedere “chi” subisce il “no” ma anche cosa non è piaciuto e  permette al lettore di intravvedere l’evoluzione dei gusti e del pensiero dagli anni venti ad oggi. Ci si può accostare con la curiosità di conoscere un elenco di gossip storici e anche cogliendo l’opportunità di conoscere, attraverso uno studio puntuale, le scelte editoriali che, nel tempo, hanno preso le case editrici per contrastare le varie crisi delle vendite e il disamore degli italiani per la lettura.

Due saggi che partono da uno stesso periodo, di cui hanno la stessa visione. Due lavori che partono da rifiuti e dalla censura quindi dalla letteratura negata. Due idee per leggere qualcosa di differente che si presenta al lettore con uno stile nuovo e con temi trattati con percorsi che vanno controcorrente e ci raccontano di un’Italia poco raccontata dalle cronache storiche in questi termini.

Se prendessimo alla lettera l’assunto steineriano che sostiene che la percezione differente  di ogni scritto a seconda della cultura, esperienza e sensibilità del lettore che vi si accosta probabilmente i temi prevalenti che vi ho evidenziato sono destinati ad aumentare. E’ comunque un modo per evadere dalle solite proposte di mercato.

Buone letture!

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/5 (2 votes cast)

La forma nuova della saggistica, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Autore

Numero di articoli : 2

Lascia un commento

Copyright © 2017 Leggeremania - Tutti i diritti riservati. P.I. 01889710891

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi

Torna su