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Le donne di Giuseppina Torregrossa: intervista

Giuseppina Torregrossa ginecologa Palermitana e autrice di romanzi con protagoniste femminili che raccontano la loro quotidianità. Nelle sue storie ci sono le donne, la cucina e la sua Sicilia.

Giuseppina Torregrossa_leggeremania

Giuseppina Torregrossa

Leggeremania le ha fatto qualche domanda per conoscere meglio come nascono i suoi romanzi e grazie alle sue risposte, concise ma precise, abbiamo scoperto qualcosa in più della scrittrice Torregrossa.

Gustatevi la sua intervista!!!

Giuseppina, la prima domanda mi viene spontanea. Se non fosse stata ginecologa prima e scrittrice dopo sarebbe diventata una cuoca?
No, il cibo è per me solo un atto di cura, non avrei potuto farne un mestiere.

In alcuni suoi libri è forte l’unione tra ricette e dialetto siciliano. Che cosa lega la sua scrittura con il cibo e la sua terra?
Non lo so, il legame c’è ed è anche molto evidente. Ma non capisco se è un elemento oggettivo o è solamente nella mia anima. Certo è che l’uno rimanda all’altra e poi all’altra ancora…

Nel suo libro L’Assaggiatrice nei ringraziamenti confessa che ha iniziato a scrivere per gioco. Come si fa a giocare con le parole?
L’aspetto del gioco è quello più bello. Ho usato le parole come pezzetti di una costruzione LEGO. Il risultato era imprevedibile e quando ho visto i pezzi montati sono impazzita dalla gioia.

Parliamo di Panza e Prisenza: una donna è innamorata di due uomini dal carattere molto diverso. Il trio è legato da una bella amicizia che nasconde nei loro cuori un grande sentimento d’amore. Esiste l’amicizia tra uomo e donna ed è possibile amare due uomini contemporaneamente?
Tutto è possibile. Ho molti amici uomini e donne, non ho mai sentito la differenza. Anche l’amore per più di un uomo è possibile, in fondo il cuore è un muscolo e più è allenato, più è capace di amare.

La protagonista di Panza e Prisenza è una donna che vive per la carriera e che non ha costruito una famiglia di cui ora sente la mancanza. In L’Assaggiatrice la donna protagonista è stata lasciata dal marito con due figlie che vengono nominate raramente. Perché vuole far emergere così esplicitamente la figura di donna nella sua sensualità e non nella sua visione materna?
Perché i due aspetti non sono antitetici. Nei libri successivi c’è anche molta maternità. Penso alla mamma di Romilda, Maricchia, in Manna e miele. L’amore in tutte le forme si porta dietro una grande carica di sensualità. Tiziano dipingeva delle donne rotonde e con una piccola pancia sporgente, molto probabilmente erano tutte gravide.

Adele è un monologo teatrale molto intenso in cui si racconta con semplicità di un matrimonio riparatore e forzato dalla famiglia e della figura della donna siciliana. Ci aiuti a capire com’è la donna siciliana rispetto a quella milanese, toscana, sarda.
La femminilità non è diversa da regione e regione, semmai diverso è il modo di esprimerla. C’è nella donna siciliana un che di trattenuto, non espresso che me la rende particolarmente interessante. La femminilità al nord è più esplicita, ma si tratta di un retaggio culturale. E poi in epoca moderna, con la globalizzazione è difficile generalizzare ed esprimere delle categorie.

I matrimoni riparatori fanno parte del passato o sono ancora presenti nella realtà del Meridione?
Credo che siano passato remoto, ma in certi strati della popolazione forse ancora esistono.

Una domanda sulla Sicilia e sulla condizione delle donne: che ruolo ricoprono nella società di oggi? E’ ancora presente la prevaricazione maschile, la gelosia e la poca libertà della donna? Le faccio questa domanda perché da donna mi piacerebbe che Lei, siciliana doc, sfatasse dicerie e preconcetti degli uomini del Sud.
Purtroppo tutto il mondo è paese. Il controllo del corpo delle donne è un fenomeno globale.

Che cosa pensa del femminicidio, che cosa si può fare per fermarlo e come è possibile che in questi ultimi anni il fenomeno sia aumentato in maniera così esponenziale?
Certa violenza becera vive di emulazione, e così il maschio latino si appropria dell’acido che è stato uno strumento punitivo dell’uomo del Bangladesh. L’aggressività poi è aumentata in maniera esponenziale, la qualità di vita pessima, specie nella società occidentale, per non parlare della solita ovvietà della perdita del ruolo che induce nel maschio insicurezza e genera violenza.

Ha messo “il punto” sul suo prossimo libro? Soddisfi qualche nostra curiosità: come sarà la nuova protagonista donna?
Un’ altra donna, dolce e femminile, forte e resistente, dalla pelle ambrata e che profuma di caffé.

Bene Giuseppina, non vediamo l’ora di leggere il tuo prossimo romanzo. E grazie per averci concesso un po’ di te con quest’intevista!

 

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA




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laureata in comunicazione e pubbliche amministrazioni è copywriter freelance, web writer e blogger compulsiva. La trovi sul suo sito professionale Copywriter4you e su Sono una mamma, un diario virtuale sulla gravidanza e la maternità. L'amore per i libri ha fatto nascere Leggeremania.

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