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Parlando con le api di Peggy Hesketh

Parlando con le api di Peggy Heskeh: il romanzo di chi non si sofferma esclusivamente su ciò che è visibile agli occhi poiché sa che la realtà è creata da molti mondi intorno a noi, anche dal battere d’ali di un’ape.

parlando-con-le-api-peggy-hesketh-copertina-libroParlando con le api è il racconto delicato in cui i battiti d’ali delle api si muovono all’unisono con i battiti del cuore umano, in un linguaggio e un intreccio peculiare e accattivante. Nostalgia e rimpianto in una narrazione poetica e struggente. La volontà della Natura che, sempre e comunque, realizza il suo universale progetto e ci fa sentire esseri umani talvolta impotenti, ma quanto mai necessari alla realizzazione della vita stessa

Questo primo romanzo di Peggy Hesketh viene definito, come genere, un giallo. Lo è, perché si narra anche di un omicidio a cui non mancano vari colpi di scena. Non vi aspettate, però, di trovare in esso l’andatura e la struttura tipica del giallo. E’ un romanzo narrato dalla voce del protagonista, un anziano apicoltore ottantenne della California del Sud. Egli, riflettendo sulla sua vita fin dagli anni dell’infanzia, scopre che ciò che ha prevalso, nella sua quotidianità, sono state le parole non dette e, fondamentalmente, il potere incancellabile della verità, anche se non pronunciata. Pagina dopo pagina, il lettore viene avvicinato a un mondo, ai più sconosciuto, che riesce ad associare la vita delle api alla vita degli esseri umani. Per questo, non è possibile definirlo solo un giallo ma è anche un romanzo fatto di dettagli e di personaggi memorabili in cui il mistero della vita e quello della morte si intrecciano con delicata introspezione e poesia.
Ogni capitolo inizia con la definizione, precisa e meticolosa, di tutto ciò che rende il mondo dell’alveare così tipico e talvolta inconsueto all’occhio umano. Leggendo, scopriamo così, cos’è il “bacio delle api” o “lo spazio-ape” o la definizione di “sciame” e quella di “pungiglione”.

L’anziano Albert Honig, protagonista e voce narrante, ci descrive la sua intera vita e quella delle sue vicine di casa “Le signore delle api”, Claire e Hilda, facendo continui riferimenti alla vita dell’alveare. È indubbiamente uno svolgersi peculiare della narrazione, il suo. Il linguaggio è delicato e i pensieri del protagonista sono colmi di amore ma anche di solitudine e di malinconia. Sono le parole di una persona anziana che non si è mai mossa fisicamente dalla propria abitazione ma che ha saputo, anche grazie alle sue innumerevoli letture di autori classici e di filosofi, viaggiare nel cuore delle persone che gli sono state accanto e, con altrettanta delicatezza, ha saputo essere lungimirante riuscendo a risolvere il caso del duplice omicidio.

Le api viaggiano lungo i fili dell’alta tensione, proprio come una frase vera ne segue un’altra. Non so bene perché si spostino in questo modo, ma sospetto che abbiano i loro buoni motivi, e i loro buoni motivi hanno certamente a che fare con l’omicidio delle Signore delle Api.

Ciò che emerge dal romanzo è che all’interno della famiglia ciò che non viene detto e quindi interiorizzato, si ripercuote inevitabilmente sulle future generazioni e, più che mai, c’è eco in queste pagine della citazione biblica “le colpe dei padri si ripercuotono sui figli”: perché i segreti rimangono sospesi nei cuori dei familiari e ne inacidiscono i comportamenti, deviandoli in pulsioni, spesso distruttive. I segreti rimangono nell’aria e vengono respirati senza che, purtroppo, ci vengano dati i giusti antidoti per potercene difendere.

La verità, fui costretto a concludere, è quantomeno una scienza elusiva e la filosofia è la magra consolazione del dubbio.

La vita organizzata delle api, che l’autrice ci propone, spesso fa a pugni con la realtà circostante l’alveare perché nella casa delle api tutto è come dev’essere e la legge suprema di Madre Natura stabilisce i ritmi e le gerarchie. E non c’è cattiveria nella morte dei fuchi dopo aver concepito l’ape regina, semplicemente quello è il compito a cui sono chiamati nella loro vita di ape.
Ma noi esseri umani, quando ci è dato davvero di capire cosa siamo chiamati a fare e, soprattutto a divenire? Quando è il peculiare momento di ognuno di noi in cui si palesa il nostro percorso che madre Natura ci ha chiamato a compiere?
Riflessioni di un pomeriggio di mezza estate, potrete definirle, voi lettori che state leggendo questa mia recensione. Ma saranno domande che vi sorgeranno spontanee e strettamente legate alla lettura di questo romanzo che si sviluppa in un continuo disegno tra il mondo così pulito delle api e il mondo di noi esseri umani così avvolti dalle nostre pulsioni interiori e, spesso, dalla nostra cecità interiore.

Alcune api vaganti si sono fermate all’ingresso dell’arnia numero uno. Hanno agitato lentamente le ali come se volessero spiccare il volo, per l’ultima volta, alla ricerca di qualcosa di dolce da gustare prima del calar della notte.

Una cosa è certa. Terminata la lettura di questo romanzo, non potrete non aver voglia di assaporare subito, nella vostra bocca, il gusto di un po’ di dolce miele che, sciogliendosi, vi riempirà anche il cuore di tenerezza.

 

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Peggy Hesketh
TITOLO: Parlando con le api
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 283
EURO: 16,50
ISBN: 978-8854506442

NOTA SULL’AUTORE:

peggy-heskethPeggy Hesketh è giornalista di lunga data e ha pubblicato su importanti riviste letterarie americane come Calliope e AntietumReview. Peggy Hesketh insegna scrittura e retorica all’Università della California, Irvine.  Parlando con le Api è il suo primo romanzo.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Nella vita di tutti i giorni si occupa di numeri e di gestione aziendale ma la sua vera passione è scrivere e appena può fugge in quel mondo che realmente le appartiene, ossia in quello della composizione, sia in poesia che in prosa.

Numero di articoli : 17

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