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Volevo essere una gatta morta di Chiara Moscardelli

Volevo essere una gatta morta romanzo d’esordio di Chiara Moscardelli: un libro che si legge con freschezza e adatto a chi vuole farsi due sane risate.

Volevo-essere-una-gatta-morta-Chiara-moscardelli-copertina-libroChiara è nata podalica. Voleva nascere gatta morta.

I suoi continui disastri amorosi, la sua insicurezza nella vita, le disavventure che spesso va a cercarsi e raramente le capitano per caso convincono Chiara che dovrebbe studiare la gatta morta, una categoria da cui imparare ad essere vincenti.

Ed è così che mentre sta entrando in sala operatoria per un intervento al seno le scorre davanti agli occhi la sua vita e la fa conoscere al lettore con ironia e un masochismo che la rende imbranata all’eccesso: a tratti è stupida da dar fastidio, a tratti è così divertente da farti sorridere mentre leggi le sue battute comiche.

Il suo è un sarcasmo disarmante che dipinge il percorso della sua vita come se fosse la peggiore delle donne, in senso buono naturalmente. Avete presente il film Bridget Jones e le protagoniste del telefilm Sex and the City?
Bene, non hanno niente a che vedere con Chiara: lei è un caso disperato imparagonabile anche alle più imbranate di cinema e tv! Al contrario di Bridget è grassa e sa di saperlo ma non fa nulla per migliorare il suo aspetto fisico; non incontra uomini piacenti e ricchi che prima la prendono in giro e poi si innamorano di lei.  A differenza poi delle bellocce di Sex and the city è così spiantata che non può concedersi aperitivi in location suggestive e non incontra uomini favolosi in strada.
Chiara è proprio sfigata e sapendo di esserlo non fa nulla per cambiare la sua posizione, anzi la peggiora evitando di seguire i consigli degli amici.
Si considera pazza ogniqualvolta ripete gli stessi errori, difende con consapevolezza il suo ostinato tentativo di scegliere uomini e situazioni sbagliate. È convinta di amare Francesco, amico dall’adolescenza e accanito latin lover, con poco cervello e con un unico pensiero in testa: andare a letto con le ragazze, anche mentre è fidanzato o sta per sposarsi.
Come se non bastasse Chiara non sa cosa significa farsi desiderare dagli uomini: si concede al primo incontro ma non per leggerezza, per paura di non avere seconde possibilità, e lo fa con così tanta ironia che ti vien quasi voglia di spiegarle le regole di seduzione che anche la donna più imbranata conosce.
La nostra strana amica ne combina davvero tante e nel ricco panorama delle sue disavventure a far contorno ci sono sempre gli stessi amici da anni: Matelda, Luca, Michele, Chiara e Rosa. Sono personaggi strani, ognuno con un carattere particolare, addirittura inverosimile e a mio parere finto.

Volevo essere una gatta morta è un libro carino che si legge con freschezza, soprattutto in estate e se si ha voglia di non affrontare una lettura importante. È scritto bene ma non è esilarante e alcune parti appaiono forzate e poco credibili. Non ho amato i dialoghi né l’espressione stilistica dell’autrice ma l’ho letto con piacere e avevo voglia di conoscere come sarebbe andata a finire.
Brutte le descrizioni dei personaggi, troppo calcate e non entrano nella mente di chi legge, ma per dovere di cronaca c’è un unico personaggio, il capo di Chiara, che è veramente spassoso e ben delineato.

Consiglio Volevo essere una gatta morta a chi ha voglia di farsi due risate mentre legge qualcosa di frivolo. Non aspettatevi un libro brillante, è semplicemente un libro!

VOTO: 6.5

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Chiara Moscardelli
TITOLO: Volevo essere una gatta morta
EDITORE: Einaudi – Stile libero Extra
PAGINE: 248
EURO: 13,50
ISBN: 9788806198299
Formato Kindle:Volevo essere una gatta morta (Einaudi. Stile libero extra)

NOTA SULL’AUTRICE:

Chiara-MoscardelliChiara Moscardelli  romana, quarant’anni, vive a Milano. Il suo romanzo d’esordio, Volevo essere una gatta morta (Einaudi Stile Libero, 2011), ha ottenuto un grande successo di pubblico ed è oggetto di un tenace culto, soprattutto tra i lettori della rete. Nel 2013 ha pubblicato, sempre per Einaudi Stile Libero, La vita non è un film (ma a volte ci somiglia).

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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laureata in comunicazione e pubbliche amministrazioni è copywriter freelance, web writer e blogger compulsiva. La trovi sul suo sito professionale Copywriter4you e su Sono una mamma, un diario virtuale sulla gravidanza e la maternità. L'amore per i libri ha fatto nascere Leggeremania.

Numero di articoli : 89

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