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Noi siamo infinito di Stephen Chbosky

Noi siamo infinito di Stephen Chbosky: un po’ teen, un po’ rock, un po’ audace, un po’ nineties, un po’ grunge, un po’ psicologico, un po’ effervescente …

Noi-siamo-infinito-stephen-chbosky-romanzo-copertinaNoi siamo infinito (Sperling & Kupfer) di Stephen Chbosky è questo e molto altro. Un mix di mondo adolescenziale e adulto, un analisi originale e d’impatto del passaggio dal mondo dell’infanzia a quello dei teenagers confusi, arrabbiati e rammaricati. In prima persona, il giovane timido e impacciato Charlie scrive delle lettere a un amico ignoto per parlargli di lui, della sua vita, della sua famiglia e delle sue innumerevoli perdite. Il tutto narrato nel tono dell’adolescente alle prime armi, dell’ingenuo che vede il mondo con occhi annebbiati e che cerca tentennando il tasto fendinebbia. Ne troverà due di tasti: Sam e Patrick, due fratellastri che lo conducono sulla via della conoscenza di sé. L’uno rappresenta la seduzione, il sesso e il proibito; l’altro si fa portavoce del trasgressivo, dell’amore omosessuale e della spontaneità. Charlie si avvia con loro in un tunnel tortuoso, oscuro, pieno di trappole e insidie, tutto sesso, droga and rock’n’roll ma anche tutto scuola, routine, compiti, famiglia e speranze per il futuro.

Charlie ne uscirà vittorioso? Sconfiggerà gli scheletri nell’armadio?

La verità è che l’obiettivo non è arrivare al dunque, non è trovare la soluzione, non è dare la risposta. L’autore sembra suggerire che la vita non ha una serratura e non esiste una chiave di volta. Né tantomeno un ragazzino può pretendere di trovare una soluzione ai suoi perché.
Dietro la facciata apparentemente disillusa da Alice’s Adventures in Wonderland per cresciutelli in vena di fare gli adulti, il romanzo Noi siamo infinito cela una riflessione profonda. Charlie si sforza di capire la sua diversità, ma i suoi sforzi non vengono ripagati: la risposta alle domande non è nella ricerca, ma nel vissuto. O meglio, nel vivere. Vivere il presente, senza adagiarsi sul passato né tantomeno trastullarsi con un futuro che non sembra voler accordare promesse solide.
Charlie si apre a nuove esperienze, a nuove tendenze, a nuove infinite chiavi di lettura della vita: infinito è il mondo, infiniti sono i sentimenti, infiniti sono i nostri perché e le nostre necessità, infinito è il nostro destino. Ed è proprio per questo che Charlie interagendo e vivendo con gli altri rafforza il suo carattere, si apre al mondo spalancando le braccia al vento dall’alto del tettino della macchina di Patrick, aprendosi all’interezza dell’esistenza, nel negativo e nel positivo.
A primo impatto (e anche alla fine) Noi siamo infinito rischia di apparire negativo, chiuso in se stesso e nel circolo vizioso dei problemi adolescenziali e familiari del protagonista. Questo perché una lezione di vita è presente, ma non si impone. E’ indiretta, tra le righe, tende la mano ma non ti schiaffeggia con violenza, ti sfiora ma allo stesso tempo ti scalfisce. Il lettore è libero di fare la sua scelta: lasciar sfuggire la sabbia bollente al vento o trattenerla a rischio di bruciarsi. Le lettere di Charlie fanno ingenue proposte di lettura sull’esistenza, ma sta sempre al lettore stabilire quanto siano affidabili, soprattutto se si tratta di un liceale senza esperienze. Nulla è imposto o teorizzato, tutto è discutibile e messo in questione. Questo è il punto di forza di questo best-seller internazionale.
Chbosky, inoltre, sembra rivolgersi prettamente a un pubblico adolescenziale ma a volte privilegia proprio quello adulto: spalanca un portone sul mondo di una generazione confusa e impaurita, ma non necessariamente si tratta di adolescenti. A volte, al contrario, sembrano proprio gli adulti ad essere impauriti, ad aver bisogno di certezze e conferme dai più giovani. Un esempio lampante è il professore di Charlie, ancora incerto sulle sorti del suo futuro professionale. O la madre del protagonista che sembra essere incapace di avere una vera e propria conversazione con i figli. O ancora il padre del protagonista che nasconde la sua commozione per l’ultimo episodio della sua serie preferita alla famiglia.

In definitiva, quello che si presenta come un romanzo di semplice lettura presenta invece molte sfumature importanti e si presta a infiniti punti di vista. Perdite, traumi infantili, sconfitte ma anche vittorie che non conducono sulla via dell’autodistruzione, bensì sulla strada della crescita e della spensieratezza. Il lettore, leggendo l’ultima riga del testo, non si sente angosciato ma speranzoso, ottimista, fiducioso.

Noi siamo infinito: un romanzo adatto a tutte le stagioni e i mood, ma non a lettori con pregiudizi e paraocchi sulla vita e sugli adolescenti.

VOTO: 8

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Stephen Chbosky
TITOLO: Noi siamo infinito
EDITORE: Sperling & Kupfer 
PAGINE: 288
EURO: 16,90
ISBN: 978882005322
Formato Kindle:Noi siamo infinito: Ragazzo da parete (Pandora)

NOTA SULL’AUTORE:

Stephen-ChboskyStephen Chbosky, nato a Pittsburgh nel 1970, è scrittore, editor, sceneggiatore. È anche il regista di Noi siamo infinito, il film con protagonisti Emma Watson e Logan Lerman tratto da questo suo primo romanzo, un vero e proprio fenomeno di culto che ha venduto più di mezzo milione di copie in America e ispirato centinaia di siti web.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Noi siamo infinito di Stephen Chbosky, 5.0 out of 5 based on 3 ratings

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Numero di articoli : 5

Commenti (1)

  • Marcolino

    Io… non ho parole! leggendo questa recensione (scritta evidentemente da una persona di rara sensibilità) mi sono innamorato per la seconda volta di questo libro letto qualche mese fa in un giorno invernale pieno di pioggia nel quale avevo trallaltro la febbre e… si!,lo ammeto: il cuore innamorato e nn corrisposto quindi desideroso d’immergermi in una storia che alla fine mi ha dato veramente tanto…. dalle lacrime al sorriso… iniziato per sfogo o per cercare compagnia mi ha piano piano portato in un mondo dolcissimo ma non ovattato…. anzi, a tratti molto schietto, profondo… non mi sono reso conto subito di quale fosse il personaggio in cui mi rivedevo perchè in ognuno di loro ho trovato un pò delle mie paure, ma anche dei miei sogni delle mie speranze e del mio bisogno d’amore che è rimasto per vari motivi adolescenziale…. alla fine credo di essere un pò Charlie quindi innamorato spesso di persone troppo più in là dei miei sogni più sfrenati…. persone appena toccate ma irraggiungibili seppur a modo loro tremendamente umane e imperfette…. proprio come me!
    non so cosa dire…. alla fine ho descritto non il libro ma le emozioni che può dare, o almeno quelle che ha dato a me, ne sono entrato in punta di piedi e col cuore pieno di malinconia e ne sono uscito con con qualche lacrima d’emozione mista ad un sorriso speranzoso… pieno di voglia di ricominciare a credere nell’amore e che si!, esistono ancora storie e libri che veramente possono farci crescere nel poco tempo di un pomeriggio di pioggia passato a leggere….

    Marcolino.

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