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La metà di niente di Catherine Dunne

La metà di niente di Catherine Dunne: la speranza di non essere mai metà.

La-metà-di-niente-Catherine-Dunne-copertina-libroMai come quest’anno mi è capitato di leggere tanta letteratura al femminile. Generalmente non bado se un libro è scritto da un uomo o da una donna, per fortuna la maggior parte delle volte è il libro che sceglie me.
Il 2013, invece, è stato un anno dedicato alla saggistica al femminile. Ho iniziato con Simone de Beauvoire, Elena Gianini Belotti, Robin Norwood, e poi ho proseguito con Loredana Lipperini (che ho avuto anche il piacere di intervistare per leggeremania), Chiara Lalli, Michela Murgia.
Tutte donne che lottano per le donne, in anni in cui ogni due giorni una donna, in Italia, viene uccisa. Letture impegnate, quindi, e impegnative, perché ognuna di loro, in qualche modo, descrive la sofferenza delle donne.
Ho sentito la necessità di seguire un filone di lettura al femminile anche per una ricostruzione personale, e spesso, leggendo le storie di donne che amano troppo, che si dedicano esclusivamente alla vita del proprio uomo/compagno, che non accettano una separazione o che vengono ammazzate per “troppo amore”, non posso fare altro che piangere.
Tra le varie scrittrici, che però si dedicano al romanzo, quest’anno ho conosciuto Elena Ferrante e Catherine Dunne.
Mi viene da citarle in coppia perché mentre leggevo La metà di niente di Catherine Dunne, ho pensato spesso a I giorni dell’abbandono della Ferrante.  Io, sinceramente, quest’ultimo libro non sono riuscita a finirlo. Ad un certo punto mi son dovuta fermare perché mi stava angosciando, e non è certo questo il sentimento che ricerco tra le pagine del libro.

Allora perché l’ho citata e la paragono a Catherine Dunne?
Semplice. Leggete i titoli e la trama.
I giorni dell’abbandono: una donna viene abbandonata dal proprio uomo, perché ama un’altra. Lei non riesce a sopravvivere senza lui.
La metà di niente: una donna viene abbandonata dal proprio uomo, perché ama un’altra. Lei senza di lui si sente la metà di niente.
Perché purtroppo, troppo spesso, noi donne diventiamo la metà del nostro uomo. E non nel senso romantico del termine, “la metà della mela”, ma proprio nel senso pratico.
Casa, lavoro, bollette, auto, estratti conto: per molte di noi, senza un uomo tutto ciò diventa insormontabile, tragico. Perdiamo metà della nostra personalità.
Ora, in I giorni dell’abbandono non vedevo una luce in fondo al tunnel, la protagonista per molte e molte pagine non riusciva a reagire, a ricostruirsi non dico una vita ma almeno una dignità. Mi dicono che alla fine ce la fa. Ma sono io, che non ce la faccio a seguirla nel percorso autodistruttivo. È un mio problema, lo so. Riproverò a leggerlo più avanti.
Mentre Rose, la protagonista di La metà di niente, è una donna che ho stimato da subito, proprio perché dal primo giorno ha cercato di tirare avanti, chiedendo aiuto alle amiche più care e anche ai propri figli.
Rose e Ben abitano a Dublino, hanno tre figli, una bella casa e un’attività da portare avanti.
Una mattina Ben entra in cucina dove Rose sta preparando la colazione e le comunica che andrà via di casa.
Rose all’inizio non capisce. Poi realizza: Ben la sta lasciando.
La priorità di Rose è non traumatizzare troppo i suoi figli: con l’aiuto del più grande, Damien, che ormai sta diventando un uomo, cerca di mantenere un’ordine familiare. Contemporaneamente deve però occuparsi anche della situazione economica. Infatti, era Ben che si occupava delle entrate e delle uscite.
Cosa sa fare Rose? Niente, è sempre stata la segretaria di suo marito, la madre dei suoi figli, “la metà di una rispettosa, solida coppia borghese”.
Ora, invece, si ritrova ad essere la metà di niente.
Dopo aver realizzato questo concetto Rose, grazie a due care amiche, riesce finalmente a prendere in mano la sua vita e la reinventa.
Perché non è vero che Rose non sa fare niente, semplicemente non ha mai pensato di realizzarsi. Perché era convinta di esserlo, accanto a suo marito.
Un romanzo, questo, che consiglio a tutti e soprattutto a tutte.
Perché spesso, noi donne, dimentichiamo che per essere complete non abbiamo bisogno di diventare la metà di qualcuno.

VOTO: 8

SCHEDA LIBRO:

AUTRICE: Catherine Dunne
TITOLO: La metà di niente
EDITORE: Guanda
ANNO PUBBLICAZIONE: 1998
PAGINE: 292
EURO:
ISBN: 88-7746-975-7
Formato Kindle:La metà di niente (Guanda Narrativa)

 NOTA SULL’AUTRICE:

Catherine-DunneCatherine Dunne è nata a Dublino nel 1954, dove risiede. Ha studiato letteratura inglese e spagnola al Trinity College e ha lavorato come insegnante. Tra i suoi romanzi ricordiamo: Una vita diversa,  L’amore o quasi, Un mondo ignorato, Se stasera siamo qui, Donna alla finestra, Tutto per amore, Quel che ora sappiamo, e il suo ultimo romanzo La grande amica.




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Autore

laureata in lettere, di professione fa l'editrice presso la casa editrice "Voltalacarta", della quale è fondatrice. Ama leggere, viaggiare, cucinare e bere buoni vini.

Numero di articoli : 24

Commenti (1)

  • domizia

    giuste riflessioni! le donne da troppi secoli sono state oscurate e soffocate dalla società maschilista, per fortuna è arrivata la ribellione e perchè no, anche il femminismo! la donna, mi hanno fatto notare una volta, è tendenzialmente “lunare”, con le sue fasi e i suoi cambiamenti continui… sì la donna sa trasformarsi, morire e rinascere. w le donne!

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