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Le ali spezzate di Kahlil Gibran

Le ali spezzate di Kahlil Gibran. Quando la prosa si fa poesia e accarezza l’anima con tocco soave.

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Avevo diciotto anni quando, con il suo raggio fatato, l’amore mi aprì gli occhi, e per la prima volta sfiorò la mia anima con le sue dita di fuoco.

Si apre così il breve e unico romanzo Le ali spezzate scritto dal poeta, filosofo e pittore libanese Kahlil Gibran nel 1912. Non tutti forse sanno che l’autore, oltre ad aver prodotto scritti in versi sotto forma di aforisma e di digressione esistenziale che trattano i temi dell’amore, del Cristianesimo, della morte, della sofferenza, si è cimentato anche con la prosa. Molti di noi probabilmente si saranno ritrovati spesso a riflettere sulle sue parole intrise di saggezza e di profonda spiritualità. A volte magari abbiamo deciso di trascrivere alcuni versi del poeta per comporre un biglietto di auguri in modo da colpire il destinatario con una frase a effetto, o semplicemente perché, toccati in profondità dal tono mistico dei suoi aforismi, abbiamo trovato delle risposte alle nostre inquietudini interiori.

Anche io conoscevo Kahlil Gibran per le sue perle di saggezza e ne avevo sempre apprezzato lo stile simbolico e aulico, poi un giorno, nel periodo dell’adolescenza, mi ritrovai fra le mani il breve romanzo Le ali spezzate in un’edizione della Newton, di quelle che si trovavano a un prezzo bassissimo presso le edicole e con cui riempivo le librerie della mia stanza colmando la sete di lettura in un periodo in cui le domande abbondavano più delle risposte.

Ricordo bene che all’epoca fui colpita piacevolmente dallo stile visionario della sua narrazione e dall’intensità con cui veniva trattato il tema dell’amore. Cominciai a condividere questa gradevole sorpresa prestando il libro a più persone, per lo più amiche coetanee, affinché potessero godere di una lettura delicata e passionale allo stesso tempo, che donasse l’illusione dell’esistenza di un amore autentico e puro. Anni dopo lo regalai, in una diversa edizione, anche al mio ragazzo, oggi marito, in occasione di un suo compleanno per suggellare la nostra unione con parole di incomparabile emozione.
Ho amato a tal punto Le ali spezzate da ritenerlo il libro più bello in assoluto fra le mie letture fino a quel momento e devo dire che tutt’oggi detiene il primato. Quest’estate ho deciso infatti di rileggerlo per sentire risuonare in me l’eco dei ricordi di fanciulla e per rendermi conto se le emozioni provate all’epoca avessero ancora la magia di una volta alla luce delle esperienze vissute nel corso degli anni. Devo dire che l’esito dell’esperimento ha confermato la mia teoria: Le ali spezzate resta il mio romanzo preferito.

Il tema centrale degli eventi narrati è quello dell’amore nella forma più elevata, quella della purezza dell’anima, dello spasmo esistenziale che anela all’infinito. E’ la storia di due anime che si incontrano e che nello spazio di un attimo sentono di essersi trovate dopo essersi a lungo inseguite alla ricerca della spiritualità.

Il vero amore è figlio di un accordo spirituale e se non sboccerà in un solo attimo non si risveglierà in un anno né in un’intera generazione.

scrive Gibran nel romanzo, convinto che

L’amore limitato persegue il possesso dell’amato, mentre l’amore infinito non desidera se non se stesso […] l’amore che nasce nel grembo dell’infinito e viene al mondo insieme ai segreti della notte e non si accontenta se non dell’eternità.

In realtà non è facile individuare una vera e propria trama, lo sviluppo degli eventi è scarno e per niente incalzante, predominano piuttosto una narrazione visionaria e l’intento etico.

Le ali spezzate è narrato in prima persona e gli eventi si svolgono in Libano, nella città di Beirut, dove il protagonista, giovane poeta inebriato da sogni e illusioni giovanili, si reca presso la casa di un suo amico. Qui conosce un vecchio amico di suo padre, Faris Karamah. Questi, uomo ricco dal cuore nobile, in nome dell’antica amicizia, compiaciutosi dell’incontro, invita il giovane a fargli visita presso la sua dimora. La sera in cui il poeta decide di recarsi da Faris Karamah la sua vita cambia per sempre. Conosce, così come racconta “la prima donna che con la sua bellezza destò la mia anima”, una bellezza insita nella “nobiltà del suo spirito”. Il tocco delle mani fra loro, suscitano nel poeta un’emozione forte “simile quasi a un pensiero poetico quando incomincia a prendere forma entro la fantasia dello scrittore”. Quella sera fra i due giovani si celebra una comunione di sguardi fatti di reciproca comprensione, una profonda affinità spirituale, un’intesa che l’autore ritiene essere l’autentico amore. L’aura di felicità viene bruscamente spazzata via dalla decisione del Vescovo della città di dare in sposa la giovane donna al suo nipote avido e prepotente. Salma non potrà fare altro che accettare il suo destino di donna, messo nelle mani altrui, senza possibilità di replica. Si ritrova a essere una schiava, comprata da un uomo“ condotta dalla ricchezza di suo padre sulla piazza del mercato”. China il capo, pronta a obbedire e a servire un uomo che non ama. In realtà la donna non è del tutto prigioniera poiché interiormente, grazie alla conoscenza di sé stessa, ha raggiunto la libertà interiore, una libertà che le regala una certa serenità d’animo con cui si dirige verso un fato crudele.

Nel suo addio disperato, che non segna comunque la fine degli incontri con il suo amato, Salma gli dirà:

Il cuore di una donna non cambia con il tempo, non muta con le stagioni. Sa lottare strenuamente e sopravvivere. Esso è come una pianura che l’uomo adibisce a teatro di battaglia, a campo di massacro: egli sradica i suoi alberi, incendia le sue erbe, lorda le sue pietre con il sangue, le dissemina di ossa e di crani; ed essa resta calma, tranquilla, imperturbabile, in essa la primavera è sempre primavera, l’autunno sempre autunno, fino alla fine dei tempi.

Un aspetto del romanzo che ho rivalutato alla luce dell’evoluzione del mio ruolo di donna nella società, riguarda la digressione in cui Gibran si dilunga sulla condizione femminile libanese all’inizio del XX secolo. A un certo punto il protagonista si chiede: “Che cosa hai mai fatto la donna, o Dio, per meritare la tua ira?” . Il pensiero che l’autore esprime a riguardo denota una presa di posizione liberale che manifesta la sua tendenza a voler introdurre con la sua produzione artistica l’influsso occidentale nella cultura orientale. Le ali spezzate fa parte delle sue opere prime, scritte in arabo, in cui Salma rappresenta la donna orientale sulla via dell’emancipazione, che deve pagare il prezzo per le sue competenze intellettive e per le sue ambizioni. Secondo Gibran la donna ha conquistato in sapienza, ma agli occhi della società ha perso in virtù a causa degli ostacoli che

non mancano sulla via verso la cima del monte […] dalle tendenze e velleità confuse” in cui si trovano le donne “che con la propria esistenza sono l’emblema di ciò che prepara il futuro.

Non nascondo che il finale del libro risulterà struggente, elemento che non fa de Le ali spezzate un’opera sentimentale da quattro soldi, ma una lettura delicata che consiglio a chi sente il bisogno di erigere il proprio Tempio dell’Amore a livelli superiori, perché come afferma Gibran

Ciascuno di noi ha la sua Salma, che all’improvviso compare nella primavera della sua vita per donare alle sua introversione un significato poetico, e mutare lo squallore dei suoi giorni in consolazione, e popolare il silenzio delle sue notti di melodie.

VOTO: 10

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Kahlil Gibran
TITOLO: Le ali spezzate
EDITORE: BUR
PAGINE: 126
EURO: 5,90
ISBN: 17022200
Formato Kindle: Ali spezzate

NOTA SULL’AUTORE:

Kahlil Gibran (Bsharri, 6 dicembre 1883 – New York, 10 aprile 1931) poeta, filosofo e pittore di origine libanese trasferitosi in giovane età negli Stati Uniti dove compì i suoi studi, tentò con la sua produzione impegnata di introdurre l’influsso occidentale nella tradizione araba. Inizialmente le sue opere furono scritte in arabo, successivamente in inglese. Il profeta è il suo scritto più celebre; degni di nota sono anche Gli dei della terra, Sabbia e schiuma.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in Filosofia, è attualmente giornalista freelance per una rivista del settore automotive. Adora leggere da quando ha 8 anni sviluppando subito una predilezione per i classici della letteratura straniera dell’800. Le sue letture spaziano in tutti i generi. Nel tempo libero si diletta a scrivere racconti brevi e poesie.

Numero di articoli : 45

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