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Vela bianca di Sergio Bambarén

Vela bianca di Sergio Bambarén: storia di un viaggio alla ricerca dei propri sogni perduti e del risveglio dell’anima dal torpore di una realtà limitante che non parla più al cuore.

Vela-bianca-di-Sergio-Bambaren-copertina-libroLa Nuova Zelanda, l’oceano con i suoi colori e le sue creature marine, un uomo e una donna, un amore da salvare, una barca a vela sgangherata e un dono prezioso per il viaggio. Mettete insieme tutti questi ingredienti e otterrete la trama di un delizioso romanzo, Vela Bianca, scritto da un autore che con le sue opere regala ai lettori storie leggere che sanno scrutare a fondo nell’anima, facendo riemergere pensieri sommersi a causa della frenesia quotidiana e allo stesso tempo messaggi di speranza per migliorare la propria esistenza.

Micheal e Gail, i protagonisti di Vela bianca scritto da Sergio Bambarén e pubblicato dalla Sperling & Kupfer nel 2000, decidono di intraprendere un viaggio avventuroso alla ricerca di sé stessi, dopo essersi persi nelle monotona routine quotidiana scandita dal ritmo affannoso di un lavoro compiacente che garantisca ogni agio e che ha finito col mettere a rischio la bellezza dell’amore che li lega. Decisi a riconquistare le loro esistenze nella loro autentica essenza partono a bordo di una modesta imbarcazione, battezzata con il nome di Vela bianca, che si rivelerà un’amica preziosa nel corso del viaggio. Viaggiano così alla volta delle acque dell’emisfero australe verso terre non segnate sulle carte geografiche, lasciandosi cullare dalle onde del mare e dal vento del loro intuito. Giunti in mare aperto si decidono ad aprire una scatola misteriosa dove è riposto un libro molto vecchio donato loro da un anziano e sapiente libraio di Auckland. A parte la dedica iniziale scritta dallo stesso libraio, le pagine del libro sono tutte bianche. Come per magia queste si riempiranno nel corso del viaggio di messaggi e di pensieri tutte le volte che i protagonisti apprendono conoscenze e consapevolezze nuove.

Il viaggio dunque come metafora di acquisizione di nuove verità è al centro degli eventi narrati in Vela Bianca. Il coraggio di correre il rischio di lasciarsi tutto alle spalle per esplorare terre sconosciute non è nuovo nella storia della letteratura, basti pensare a l’Odissea di Omero o al Milione di Marco Polo, giusto per citare i più noti. Una volta rientrati, i protagonisti di questi viaggi segnati dal fascino di terre sconosciute e abitate da personaggi seducenti, non saranno più gli stessi, arricchiti nella mente e nell’anima.
Questa volta la scoperta che spetta ai personaggi del romanzo di Sergio Bambarén è di carattere prettamente spirituale, legata alla conquista di verità che possono aiutare a leggere fra le righe di una realtà che porta in sé i segni dei limiti, come la competizione, l’avidità, la morte. Quando Gail e Micheal vengono invitati dal saggio capo di un piccolo villaggio delle Isole Tonga, questi dirà loro che

per alcuni il tempo è un nemico che li perseguita fino alla fine dei loro giorni. La paura della morte ossessiona coloro che sanno di sprecare la loro vita. Ma per chi ha finalmente trovato la pace in se stesso e compreso l’essenza della mortalità fisica, il tempo diventa un silenzioso compagno, un tesoro, uno stimolo ad apprezzare ogni momento della propria vita senza darlo per scontato.

Dal momento in cui il viaggio si rivela annunciatore di grandi verità, Gail ripensando ai dubbi da cui erano stati assaliti prima di prendere la coraggiosa decisione del viaggio, dirà a suo marito:

Pensa che cosa ci saremmo persi, se avessimo deciso di rinunciare. Tutto questo è sempre stato qui, e non dovevamo fare altro che venire a vederlo. Mi domando quante persone si rendano conto dell’importanza di certe scelte, di quanto possano incidere sul resto della loro vita.

La coppia, ritrovati entusiasmo e voglia di condivisione, realizzerà che la realtà che ognuno si costruisce dipende dalle proprie scelte e dagli atteggiamenti mentali con cui la si affronta perché in fondo “L’unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio”. Una volta compreso che “Il mondo sta finalmente diventando un luogo più spirituale, e sempre più gente sta imparando ad apprezzare i veri tesori della vita, quelli che non si possono comprare, né vendere”, i protagonisti non potranno fare a meno di voler condividere le loro scoperte con quante più persone possibili, affinché chiunque possa scoprire realtà alternative, riprendendosi in mano la propria vita dopo essersi fermati a riflettere sul motivo per cui si è diventati altro da quello che si desiderava essere in realtà.

La storia di Vela bianca è raccontata con uno stile che sfiora la didascalia e che fa perdere il valore mistico delle scoperte dei protagonisti, al punto che sembra di leggere un manuale divulgativo sulla filosofia new age. Al lettore che ha già raggiunto un elevato grado di consapevolezze della vita, la storia potrebbe apparire banale, ed è proprio la forma stilistica troppo diretta a far correre il rischio al lettore di sentirsi poco coinvolto dagli eventi narrati.
Nell’insieme il libro si lascia leggere per le atmosfere leggiadre che infondono le descrizioni dei paesaggi e i messaggi di positività, elemento di cui in questo periodo storico particolarmente arido di sentimenti e di voglia di andare incontro agli altri, ne abbiamo, forse, tutti un po’ bisogno.

VOTO: 6

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Sergio Bambarén
TITOLO: Vela bianca. Lasciati portare dal vento della felicità
EDITORE: Sperling & Kupfer Editori – 2000
PAGINE: 192
EURO: 9,30
ISBN: 88-200-3007-186-1-01
Formato Kindle: Vela bianca : Lasciati portare dal vento della felicità

NOTA SULL’AUTORE:

Sergio_bambarénSergio Bambarén (Lima, 1 dicembre 1960) è uno scrittore australiano di origine peruviana trasferitosi negli Stati Uniti dopo gli studi superiori. Le sue grandi passioni sono il mondo marino e il surf, grazie alle quali ha tratto ispirazione per le sue storie. E’ impegnato in battaglie ecologiste per la salvaguardia dei mari. Con il romanzo Il delfino nel 1996 ha raggiunto grande notorietà. Tra gli altri suoi scritti ricordiamo L’onda perfetta e Lettera a mio figlio sulla felicità.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Laureata in Filosofia, collabora per una rivista automotive come redattrice freelance. Adora leggere sin dalla tenera età e da sempre crede nel potere terapeutico dei libri. Appassionata di critica letteraria, è anche autrice di recensioni di libri e articoli di approfondimento letterario per alcuni siti e blog.

Numero di articoli : 52

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