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Blues di mezz’autunno di Santo Piazzese

Blues di mezz’autunno di Santo Piazzese: Lorenzo La Marca: “per un ritratto del protagonista da giovane”.

Blues-di-mezz-autunno-santo-piazzese-sellerio-editore-copertinaMi si perdoni la semicitazione joyciana nel titoletto, perchè Blues di mezz’autunno di Santo Piazzese con James Joyce non c’entra nulla, ma leggendolo verrebbe in mente a chiunque, pure a Piazzese che infatti la usa nelle note dell’autore. Blues di mezz’autunno non è come gli altri romanzi dell’autore palermitano, nonostante ne condivida il protagonista e qualche altro personaggio, ma è un viaggio indietro nel tempo fino alla giovinezza di Lorenzo La Marca. Come dice Piazzese, è l’evoluzione di un racconto che lui ha scritto per un editore parigino del 2001, intitolato L’estate di San Martino e inserito in un’antologia pubblicata anche in Italia da Mondadori col titolo di 14 colpi al cuore. Santo Piazzese aveva pensato di liberarsi per un po’ di Lorenzo, classico protagonista dei suoi romanzi, ma un personaggio del genere forse è troppo difficile da zittire, prende vita e ha bisogno di esprimersi. Ed è successo proprio ne L’estate di San Martino, racconto che è piaciuto molto ad Elvira Sellerio, la quale consiglia a Piazzese di ricavare qualcosa.  Arriviamo così a Blues di mezz’autunno, appunto “per un ritratto del protagonista da giovane”.

Lorenzo La Marca si trova ad Erice, nel trapanese, per un workshop al centro Ettore Majorana, insieme a Michelle Laurent (con cui ormai fa coppia) e le sue due pupille del dipartimento di via Medina-Sidonia, Francesca e Alessandra. Andando in giro per il paese incontra casualmente Rizzitano, un suo vecchio amico di quando frequentava l’università. Questo incontro scatenerà in lui un lungo flashback, tanto che ci ritroviamo improvvisamente al momento in cui, al secondo anno di biologia, Lorenzo chiede la tesi ad un professore che lo manda ad imbarcarsi sul peschereccio Santa Ninfa per studiare certe peculiarità dei pesci. Così il nostro protagonista va per mare e inizia a conoscere cose e persone che rimarranno nella sua mente per sempre. Accanto ai componenti dell’equipaggio, grande rilievo avranno “gli stravaganti” dell’isola della Spada, posto fittizio nel quale sembrano confluire individui della più strana specie e dalla più diversa provenienza. Tutta questa gente si riunisce abitualmente nel bar dell’Edelweiss gestito da Milocco, un friulano arrivato lì nel dopoguerra insieme a Marianna, la sua bellissima, anche se non più giovanissima, moglie.
Il tutto è raccontato col classico linguaggio di Santo Piazzese, che con la sua sottile ironia è capace di rendere divertentissime storie che in fin dei conti sono serie. Assistiamo quasi alla nascita di questo personaggio e alla sua formazione personale. Lorenzo è giovane ma è già provvisto di quella sagacia e di quel sarcasmo fuori dal comune che lo rendono così amato dai lettori, anche, come succede qui, in uno scenario diverso dal capoluogo siciliano e quasi multiculturale. Sono infatti piacevolissimi i personaggi di Mohamed e Karim coi quali La Marca fa dei veri e propri scambi culturali arabo-siculi, dalle Camel in cambio del narghilè, chiamato shisha, ai saluti classici:

Da loro avevo imparato pure il classico saluto islamico, assalamu aleikum, e relativa risposta obbligata: aleikum salam. Ovvero i salamelecchi. Così simili a certi scambi cui avevo assistito a casa di zia Carolina, quando c’era una pausa di conversazione troppo lunga e nessuno sapeva come riempirla: essemu ccà, sentenziava qualcuno; ccà semu, rispondevano gli altri in coro. Però capitava di rado che ci fossero lunghe pause di conversazione, con la zia Carolina. O che nessuno sapesse cosa dire.

In parti di questo tipo magari chi non è siciliano può un po’ sentirsi fuori posto, ma Santo Piazzese piace proprio perchè dipinge in maniera ironica la civiltà isolana, ricordando abitudini, rituali e scene tipici di questa terra. Ed è inevitabile leggere quelle parole in dialetto con la cadenza siciliana!

Nonostante sia un libretto molto carino, non mi sento però di dargli quel dieci che ho sempre dato ai precedenti romanzi di quest’autore. Lo vedo più come un chiarimento, una parentesi o un approfondimento sul personaggio di Lorenzo La Marca e sul suo passato, dato che è tutto incentrato su ricordi e non c’è un fatto concreto come l’omicidio nei gialli. Ma la distanza tra i giudizi non è poi tanta, vale comunque molto e Sellerio è sempre una garanzia, soprattutto se, come in questo caso, si associa al nome di Elvira.

 

VOTO: 8

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Santo Piazzese
TITOLO: Blues di mezz’autunno
EDITORE: Sellerio (Collana La memoria)
PAGINE: 157
EURO: 12,00
ISBN: 88-389-3109-7
Formato Kindle:Blues di mezz’autunno (La memoria)

NOTA SULL’AUTORE:

santo-piazzeseSanto Piazzese, è scrittore e biologo, è nato a Palermo e per la casa editrice Sellerio ha pubblicato I delitti di via Medina-Sidonia (1996), La doppia vita di M. Laurent (1998) e Il soffio della valanga (2002), tutti raccolti anche nel volume della collana «Galleria» Trilogia di Palermo (2009), e Blues di mezz’autunno (2013).

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in lingue e culture moderne e studentessa in lingue e letterature moderne dell'occidente e dell'oriente. Siciliana, amante della sua terra e dei libri, coltiva anche altre passioni come danza e sport. Generalmente predilige i grandi classici, soprattutto italiani e inglesi, ma ama spaziare in tutti i campi della letteratura senza precludersi nulla.

Numero di articoli : 41

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