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Splendore di Margaret Mazzantini

Splendore. Quando l’amore sembra impossibile.
Pubblicato da Mondadori nel novembre 2013 Splendore è l’ultima fatica letteraria che Margaret Mazzantini regala ai sui affezionati lettori.

 

E davvero accadde, e fu contro natura, e davvero vorrei sapere cos’è la natura”.

splendore-margaret-mazzantini-copertina-libroQuando si attende con trepidazione il nuovo romanzo di un’autrice tanto amata dal pubblico, come lo è ormai da anni Margaret Mazzantini, le aspettative si moltiplicano. Si è impazienti di ricreare intorno a sé quella sacrale atmosfera che sa di estasi mentre ci si immerge fra le pagine di libri che sai già ti resteranno appiccicati addosso come un vestito cucito apposta per te. E mentre aspetti, ti chiedi se ti innamorerai ancora una volta di quelle che l’autrice stessa definisce anime sgangherate, azzoppate dal dramma della vita, le cui vicende vengono narrate in maniera talmente impetuosa con parole aspre e taglienti che solcano le vene fino a far traboccare un tossico veleno dolce-amaro, fino a farti sentire per giorni quel flusso di pensieri rimbombare nella testa.

Anche la sottoscritta, lettrice appassionata, ha atteso Splendore inquieta, come altre migliaia di devoti lettori.

La copertina dal colore tenue e delicato è lì, al di là dello schermo nelle prime recensioni online, poi ti insegue attraverso le vetrine delle librerie durante le giornate delle Feste natalizie, poi finalmente te la ritrovi ad accarezzarla fra le mani percependone i lisci contorni mentre cominci timidamente ad assaporare il profumo delle oltre 300 pagine del volume che sfogli ansiosa. E arrivano le prime parole, poi le frasi, i paragrafi, infine i capitoli … e poi le prime domande. Perché proprio due omosessuali? Perché una donna e mamma felicemente sposata decide di entrare in queste due vite e violarne il pensiero, condendolo con raffermi luoghi comuni? Una punta di delusione e la voglia di lasciare incompiuta la lettura e subito dopo il rimorso. No, la beffa dell’inconcludenza non deve avere il sopravvento su un labile pregiudizio, perciò liberiamo la mente e riprendiamo il filo.

E allora accade … accade che tutto lo splendore di un’intensa storia d’amore ti sorprende in pieno, ti avvolge dai capelli alla punta dei piedi e ti ritrovi avviluppata in un sudario di belle emozioni. Le nuove pagine cantano. Risuonano ora cupe ora soavi le note di quella melodia distorta che accompagna una storia sofferta, come tutte le storie d’amore devono essere prima di raggiungere il loro apice, sublime o atroce che sia.

“Tutte le relazioni d’amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante per farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci”.

La Mazzantini, con il consueto stile visionario dalle incisive metafore esistenziali, scende nelle viscere dei suoi personaggi e si inabissa in fondali sconosciuti, calpestando i resti ancestrali di un parto mai compiuto, quello nel mondo asessuato, perché è impossibile credere che esistano solamente o il maschile o il femminile, impacchettati nel rigido cellophane dell’ottusità sociale. Un amore può essere impossibile solo se lo si ritiene tale, se non si ammette che lo splendore c’è, ed è in ognuno di noi, quando incontriamo la parte autentica del nostro essere e decidiamo di farne un tutt’uno con noi stessi, quello che temerariamente Guido, attraversando i drammi della sua vita, aspetta, perché “la vita raglia e cavalca nel suo incessante splendore”.

La storia di Guido e Costantino, inquieto e ribelle borghese, figlio unico e sofferente per l’assenza emotiva materna il primo, riservato e di umili origini, abituato a rinunce e sacrifici il secondo, coinvolgono il lettore in un crudele gioco di negazione e speranza, due facce della stessa medaglia di una storia travagliata che attraversa decenni della storia d’Italia e supera i confini anglosassoni. Raggiunti i vent’anni, dopo una breve parentesi sentimentale con Costantino, Guido fugge dal suo Paese, dalla capitale lacustre non ancora pronta a tutto quello e si rifugia a Londra, la metropoli dove gli scandali si vedono agli angoli delle stradee nessuno si sconvolge. Ma a Londra Guido non sfugge ai suoi pensieri, i tormenti grattano come tarli l’anima e fanno sentire la pesantezza dei suoi organi che ogni volta si illude di alleggerire con alcol e droghe. E non è solo in quel tormento, accanto gli appaiono larve umane che celano nel cuore il bozzolo di una farfalla ferita. Intreccia storie con donne dall’animo soffice e materno, quel contatto a lui negato durante l’infanzia. Sposa Izumi, che ha già una figlia, Leni, che gli regalerà la gioia di sentirsi padre.

La sua anima però non è mai calice del tutto sazio e allora fanno ritorno prorompenti le tempeste interiori all’avvento degli incontri con il suo amore perduto, anch’egli sposato e padre, sfavillanti sprazzi di luce che illuminano istanti di vita, in cui due anime si sfiorano senza mai toccarsi realmente.

“Non guardare nel buio, guarda me, guarda questo splendore”.

 

E gli anni passano, la vita va avanti, ma ci sono buchi oscuri che diventano vortici che trascinano in brevi attimi di felicità, subito sporcati dal principio di realtà che incendia e riduce in polvere ogni tentativo di afferrare speranza e coraggio. Tra alti e bassi l’amore fra Guido e Costantino, anch’egli sposato, si muove come le onde del mare, ora riposa ora travolge, e la sua violenza è troppo forte per placare gli sguardi, i pregiudizi, le malvagità di chi guarda senza osservare, di chi addita ma non prova a capire. I volti amici vengono trascinati nel vortice della sofferenza e quella verità è troppo forte da accettare, impossibile da allontanare per alcuni, facile da soffocare per altri. E se non sei davvero pronto al viaggio, la forza dell’amore ti abbatte e ti costringe e fermarti, se invece vuoi bagnarti ancora di tutto quello splendore che trasuda acremente dalla pelle e si rifugia dritto al cuore sotto forma di balsamo rigenerante, ti fermi e aspetti che torni a trascinarti via.

Una prova sofferta l’ultima della Mazzantini, la quale scende impavida negli inferi del dolore più atroce, quello che scoppia dentro e ferisce le budella, lo strazio dell’amore difficile, travagliato, quasi impossibile. L’autrice affonda la sua penna come un’arma pericolosa in un terreno minato, ma corre il rischio, perché per questo viaggio chiamato Amore ci vuole davvero un immenso coraggio.

VOTO: 8.5

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Margaret Mazzantini
TITOLO: Splendore
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 309
EURO: 20,00
ISBN: 978-88-04-63808-7
Formato Kindle:Splendore

 NOTA SULL’AUTRICE:

margaret_mazzantiniMargaret  Mazzantini nasce a Dublino il 27 ottobre 1961. Il suo esordio in letteratura è del 1994 con Il catino di zinco e si impone subito a pubblico e critica per la forza evocativa della sua prosa. Seguono Manola nel 1999, Non ti muovere, che pubblica nel 2001 e Zorro del 2004. Nel novembre 2008, dopo pochi mesi di lavoro appassionato e febbrile, esce Venuto al mondo con il quale vince il premio Super Campiello 2009 e da cui è stato tratto il film omonimo. Nel 2011 esce Nessuno si salva da solo e nel 2012 Mare al mattino. Splendore è il suo ultimo lavoro letterario.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Laureata in Filosofia, collabora per una rivista automotive come redattrice freelance. Adora leggere sin dalla tenera età e da sempre crede nel potere terapeutico dei libri. Appassionata di critica letteraria, è anche autrice di recensioni di libri e articoli di approfondimento letterario per alcuni siti e blog.

Numero di articoli : 54

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