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Il diario di Frida Kahlo

A maggio 2014 ha fatto il suo ingresso in libreria il facsimile integrale del diario di Frida Kahlo (1907- 1954), l’artista messicana diventata un’icona contemporanea.

il-diario-di-Frida-Kahlo-Carlos-Fuentes-autoritratto-copertinaIl manoscritto, tenuto sottochiave per quasi cinquant’anni in Messico, è stato pubblicato da Electa, in occasione della mostra che vede la Kahlo protagonista alle Scuderie del Quirinale di Roma dal 20 marzo al 31 agosto 2014.

Dopo un’introduzione dello scrittore Carlos Fuentes, prendono vita i pensieri, le poesie e i desideri che l’artista ha messo su carta durante il periodo che va dal 1944 al 1954, che coincide anche con l’ultimo travagliato decennio della sua vita. Frida Kahlo. Un autoritratto intimo è il titolo del resoconto riportato da questa donna che ha passato gli ultimi dieci anni della sua esistenza dentro e fuori dagli ospedali, minata nella salute, ma non nello spirito.

Già all’età di sei anni la Kahlo ha dovuto fare i conti con la poliomelite, che le ha compromesso il corretto utilizzo di una gamba. In seguito, un incidente nel 1925 ha cambiato per sempre la sua vita.

Eravamo saliti da poco sull’autobus quando ci fu lo scontro. Prima avevamo preso un altro autobus, solo che io avevo perso un ombrellino. Scendemmo a cercarlo e fu così che salimmo su quell’autobus che mi rovinò. L’incidente avvenne su un angolo, di fronte al mercato di San Juan, esattamente di fronte. Il tram procedeva con lentezza, ma il nostro autista era un ragazzo giovane, molto nervoso. Il tram, nella curva, trascinò l’autobus contro il muro.

E ancora, la terribile testimonianza di quei momenti.

“Non è vero che ci si rende conto dell’urto, non è vero che si piange. Io non versai una lacrima. L’urto ci spinse in avanti e il corrimano mi trafisse come la spada trafigge un toro. Un uomo si accorse che avevo una tremenda emorragia, mi sollevò e mi depose su un tavolo da biliardo finché la croce rossa non venne a prendermi”.

Frida Kahlo ha esorcizzato quel dolore utilizzando l’arte come terapia per sanare le ferite di un’anima colpita duramente dalle sciagure della vita. In seguito a questo tragico evento, che la vide giovanissima rimanere vittima del pauroso incidente, la Kahlo fu una donna menomata nel fisico, con gravi problemi motori. Ma questo non le ha impedito di disegnare, senza sosta, anche quando si trovava costretta a letto. Una  figura carismatica la sua, alla quale si riconosce un grande coraggio nello scegliere di dipingere quasi sempre se stessa,  esponendo senza filtri i propri difetti fisici. Nei suoi ritratti Frida ha rinunciato all’idealizzazione di sé e ha puntato sull’amore per il proprio corpo, imperfetto, ma intensamente vivo. L’anima è riuscita a sopravvivere ad un corpo moribondo.

Il diario vuole essere una sorta di resoconto del suo stesso “decadimento fisico”, dove sempre presenti si trovano i ricordi del passato, gli amori della giovinezza, narrati in modo criptico, e i pensieri a proposito di quel rapporto burrascoso col marito Diego Rivera. Alla scrittura rapida di Frida, che vuole trasporre su carta l’emozione nella sua immediatezza, si intrecciano acquerelli, settanta in totale, che rivelano il suo lato più spontaneo. Un incontro di immagini e parole a testimoniare la forza di questa donna che il destino ha messo a dura prova e non si è arresta.

L’angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient’altro che un processo per esistere.

 

Fondamentale l’impegno politico, a proposito del quale si legge:

Sono molto preoccupata per la mia pittura. Soprattutto voglio trasformarla in qualcosa di utile per il movimento rivoluzionario comunista, dato che finora ho dipinto solo l’espressione onesta di me stessa, ben lontana all’usare la mia pittura per servire il partito. Devo lottare con tutte le mie energie affinché quel poco di positivo che la salute mi consente di fare sia nella direzione di contribuire alla rivoluzione. La sola vera ragione per vivere.

Senza dubbio il diario di Frida Kahlo rappresenta un importante documento letterario per poter comprendere la personalità e l’iter creativo dell’artista messicana. La sua arte, la sua personalità tormentata e il forte ideale rivoluzionario continuano ad affascinare il mondo. Mentre lei era giunta ad un’unica conclusione.

 

 A che mi servono i piedi se ho ali per volare.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Frida Kahlo
TITOLO: Il diario di Frida Kahlo
EDITORE: Mondadori Electa
PAGINE: 296
EURO: 24,90
ISBN:  978-8837099930

NOTA SULL’AUTRICE:

frida_kahloFrida Kahlo nasce a Coyoacán, in Messico, nel 1907, Si iscrive alla facoltà di medicina e dopo il tragico incidente che nel 1927 la costringe a letto immobile per diversi anni, si avvicina all’arte iniziando una serie di piccoli autoritratti. L’arte di Frida Kahlo è caratterizzata dal rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato rappresentato senza orpelli, segnato da innumerevoli interventi chirurgici.

 

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Nata a Ferrara nel 1970, vive a Padova. Laureata in lettere, è una grande appassionata ed autrice di poesia. Ama l'arte, la filosofia e la lettura. Collabora per alcune riviste online, dove scrive recensioni e articoli di attualità.

Numero di articoli : 7

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