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Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella

Non dirmi che hai paura, romanzo di Giuseppe Catozzella è scritto per dare voce nuova e rinnovata dignità a coloro i quali tutto è stato tolto nella loro esistenza, ma nel cui animo scoppia forte la voglia di vivere.

“Avevo lo stadio vuoto, tutto per me e illuminato solo dalla luce della luna, era bello come conquistare la stoffa trapuntata del cielo”.

non-dirmi-che-hai-paura-giuseppe-catozzella-copertina-libroQuando ci avviciniamo a libri che narrano di  mondi realmente esistiti, di vite realmente vissute,  di qualunque vita si stia raccontando in quelle pagine,  dovremmo arrivare a farlo  sempre con rispetto e delicatezza, in punta di piedi,  perché stiamo entrando in un mondo  che non conosciamo e che non ci appartiene, e  non dovremmo mai, in alcun modo, arrivare a giudicare ma solo poterci immergere nella loro lettura. Ancor di più, quando leggiamo di mondi che sono così lontani dalla nostra quotidianità, così, forse, inimmaginabili. Se poi ci avventuriamo a leggere pagine di  vita  di un immigrato, la storia di chi da sempre abbiamo definito come “extra comunitario”, dovremmo a maggior ragione ancor di più cercare di ampliare il nostro concetto di esistenza.  Perché il racconto  potrebbe emotivamente coinvolgerci totalmente se veniamo a sapere, come in Non dirmi che hai paura, che Samia  ha un grandissimo ideale da raggiungere, ma ha un solo pasto al giorno,  un frugale pasto al giorno. E  c’è anche  la  guerra che le sfiora la pelle in ogni istante. E ci sono gli integralisti che vorrebbero annientarla. Ma scopriamo che Samia vuole correre, e vuole vincere. E noi lettori,  allora, non possiamo fare  altro che  sprofondare  in silenzio nel suo racconto di essere umano, sempre di più, in ogni pagina sempre di più

La storia che  Giuseppe Catozzella ci propone  in questo Non dirmi che hai paura è molto di più del semplice racconto della vita di Samia Yusuf Omar. È il racconto di chi ha un proprio ideale e non si ferma davanti a nulla per poterlo raggiungere. È il racconto di una bimba divenuta ragazza che vuol correre, e vuole arrivare a partecipare alle Olimpiadi, nonostante la miseria, nonostante le umiliazioni  e i morsi della fame che mortificano il proprio corpo, nonostante  le bombe le cadano accanto e ricoprano col il loro odore ogni poro della sua pelle. Lei  ha infatti  la voglia di correre nel sangue, fin da piccolissima, e si allena ogni giorno, anche e soprattutto di nascosto, perché correre non è accettato né concesso nel suo paese, la Somalia.

I aabe, certe cose si sanno.
Io lo so da quando ancora non parlavo bene che un giorno sarò una campionessa.
È da quando ho due anni che lo so.

E allora Catozzella ci racconta le sue giornate durante la devastazione delle guerriglie,  con una leggerezza e una dolcezza senza uguali, giornate trascorse in famiglia con aabe Yusuf, suo padre, e sua madre, hooyo, e Hodan, la sua adorata sorella, i suoi fratelli e Alì, il suo amico di sempre

Da quando siamo venuti al mondo, ogni giorno io e Alì abbiamo condiviso il cibo e il bagno. E ovviamente i sogni e le speranze, che nascono insieme al mangiare e alla cacca (..).

Tutto è bianco a Mogadiscio. I muri degli edifici, bucherellati dai proiettili o mezzi abbattuti dalle granate, sono quasi tutti bianchi, o grigi, o ocra, o giallini, comunque, chiari. Anche le case più povere, come la nostra, fatte di fango e ramaglie, presto diventano bianche come la terra delle strade, che si deposita sulle facciate come su ogni altra cosa.

Samia continua a correre, vuole arrivare a vincere; anche senza un vero paio di scarpe, lei corre e arriva a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino, all’ultimo posto, ma diventando comunque un simbolo per le donne musulmane di tutto il mondo.
Intorno a lei i massacri continuano ma lei vuole arrivare  a  vincere per il suo Paese,  solo per il suo Paese

Con Non dirmi che hai paura Giuseppe Catozzella ci fa entrare nel vivo  della vita della protagonista proprio  grazie alla voce di Samia stessa, in prima persona, e leggiamo così  i suoi pensieri, i suoi sogni, le sue paure. Il lettore respira  attraverso le  sue parole l’odore della guerra e della disperazione  ma non ne viene travolto perché la voce che ha il sopravvento è sempre quella della speranza di Samia, la speranza di poter arrivare a correre per le Olimpiadi di Londra nel 2012.

Fino a quando, però,  la vita diviene troppo difficile per lei a Mogadiscio. Gli integralisti arrivano ad avere sempre più potere e lei è costretta a correre solo di notte e con il burqa e a soffrire l’allontanamento del suo amico di sempre Alì. Ora sì, per lei non ha più senso restare nella sua terra d’origine, pensare di correre per il suo Paese, se il suo Paese non la vuole davvero e, anzi,  chi  ne  detiene il comando  arriva ad umiliare i suoi abitanti. Decide allora, di nascosto e sola, di intraprendere il Viaggio che, dall’Etiopia, al Sudan e attraverso il deserto del Sahara,  passando per la Libia, la porterà al mare e poi in Europa, dove sua sorella Hodan era già riuscita ad arrivare  anni prima.
Parte così  per il suo Viaggio sognando il suo futuro, pochi oggetti personali in un sacchetto e un po’ di soldi che non le basteranno di certo.

Le pagine raccontate da Catozzella diventano a questo punto  un misto di struggente commozione, di drammatico realismo, di dolore palpabile. Le parole utilizzate da Samia per raccontarsi entrano negli occhi del lettore ed egli , incerto di fronte a quelle immagini così crude, non può far altro che spalancarli e sperare che nulla di ciò che sta leggendo possa davvero essere accaduto, che nulla di ciò che sta leggendo potrà davvero accadere  ancora.

È chiamato “Viaggio della speranza” perché negli occhi Samia continua a esserci la voglia di correre e di vincere, la voglia di essere libera, nonostante il deserto, nonostante il corpo sia stremato e non ce la faccia più, nonostante il mare. Già, quel mare che non ha mai potuto davvero toccare; quel mare che non potrà fare altro che accoglierla e coccolarla nel proprio grembo, per sempre.

Le parole che lo scrittore riesce a utilizzare per Samia, sono candide, pulite; sono parole colme di poesia e di dolcezza che riempiono di vibrazioni  e di incredulo stupore gli occhi del lettore  per l’incredibile realtà che gli viene mostrata tra le pagine. Sono parole di chi vede la distruzione della guerra, ma non vuole arrendersi e sa per certo che oltre i confini del proprio Paese la vita può ricominciare in modo diverso, quasi sicuramente  allo sbaraglio, ma pur sempre  in modo diverso.

È un libro speciale questo di Giuseppe Catozzella, un libro che arriva a donare luce dove luce non c’è e arriva a donare parti di cuore e di anima a noi lettori,  pur  tra il sibilo delle pallottole e l’odore acre  delle bombe. .È stato scritto grazie a Hodan, che si è fatta portavoce di sua sorella Samia e portavoce anche della sua personale esperienza del Viaggio.

Non dirmi che hai paura  un libro scritto per dare voce nuova e rinnovata dignità a coloro i quali tutto è stato tolto nella loro esistenza, ma nel cui animo scoppia così forte la voglia di vivere, e di sopravvivere,  da decidere di intraprendere comunque il proprio personale  Viaggio. Sapendo che tutto in esso potrà essere contemplato, tranne il poter avere la certezza di arrivare a vederne la meta.

VOTO: 9

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Giuseppe Catozzella
TITOLO: Non dirmi che hai paura
EDITORE: Feltrinelli 
PAGINE: 240
EURO: 15,00
ISBN: 9788807030772

NOTA SULL’AUTORE:

giuseppe-catozzellaGiuseppe Catozzella, nato a Milano, si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano. Inizialmente ha pubblicato poesie, racconti e reportage su riviste. A ottobre 2013 ha rappresentato l’Italia a New York, insieme a Robert Pinsky, per l’anno italiano della cultura negli Stati Uniti. Ha pubblicato i racconti Il ciclo di vita del pesce, Fuego  e i romanzi Espianti, Alveare , Non dirmi che hai paura nel 2014.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Nella vita di tutti i giorni si occupa di numeri e di gestione aziendale ma la sua vera passione è scrivere e appena può fugge in quel mondo che realmente le appartiene, ossia in quello della composizione, sia in poesia che in prosa.

Numero di articoli : 17

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