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Non volare via di Sara Rattaro

Non volare via di Sara Rattaro (Garzanti 2013) è un romanzo che tratta il difficile tema della disabilità e delle dinamiche che si sviluppano all’interno di una famiglia quando un figlio nasce con un handicap.

non-volare-via-sara-rattaro-copertina-libroLa forza motrice della storia è senza dubbio l’amore, senza il quale nulla sarebbe possibile; così come i dubbi e le incertezze che attanagliano l’essere umano, colpendolo quando meno se lo aspetta e mettendolo di fronte a delle scelte. Soddisfare il proprio egoismo, cercando una vita diversa e appagando una passione nei confronti di un altro partner, oppure soffocare tutto e pensare soltanto al bene della famiglia, a quello dei figli? A quel ragazzo “speciale”, che non avrà mai una vita ordinaria, e che ha tanto bisogno di noi? Qualunque scelta si faccia, si ha sempre la sensazione di avere sbagliato.

Per essere straordinari non è necessario nascere perfetti. Matteo ama la pioggia, adora avvertire quel tocco leggero sulla pelle. È l’unico momento in cui è uguale a tutti gli altri, in cui smette di sentirsi diverso. Perché Matteo è nato sordo.

Nonostante sia nato audioleso, Matteo è un bambino fortunato, perché è circondato da una famiglia che lo ama e che ha sempre fatto di tutto per donargli ciò di cui ha più bisogno: la serenità. Lunghe sedute dalla logopedista, una madre che non si è mai arresa al solo linguaggio dei segni e una sorella maggiore che si è sempre impegnata ad insegnargli tutto ciò che sa, compreso il gioco degli scacchi, nel quale il bambino eccelle, poiché nel silenzio trova la sua concentrazione. Dal canto suo, Matteo è un bambino sensibilissimo, portato a chiedersi il perché delle cose, mentre tutti gli altri sembrano concentrarsi sul solo lato pratico.

L’unico anello debole in tutto questo è Alberto, il padre, che ad un certo punto si sente sopraffatto dalle responsabilità e cerca una via di fuga. Infrange il patto che aveva fatto anni prima con la moglie Sandra, di vivere per Matteo, e trova rifugio fra le braccia di Camilla, sua ex compagna di scuola e suo primo grande amore. Quest’ultima, una ballerina di danza classica, alla fine del liceo lo aveva lasciato per far carriera a Parigi.

Camilla torna in Italia all’improvviso, dopo quasi trent’anni, mettendo in crisi Alberto, che si sente responsabile per la sua famiglia, ma al tempo stesso non sa cedere alla passione per la donna che crede di non avere mai dimenticato. Camilla si è sempre rifiutata di crescere e di mettere radici. La sua vita di “apolide” l’ha sempre portata a fuggire e a quantificare nello spazio di una valigia le poche cose di cui ha bisogno per vivere. Alberto invece ha una famiglia, ha costruito qualcosa, per questo la scelta risulta così sofferta. I due amanti, ormai quarantacinquenni, regrediscono al periodo della loro adolescenza, prendendosi e lasciandosi più volte, così come fanno i ragazzini che non hanno le idee ben chiare.

Alberto è la voce narrante della maggior parte della storia, concepita come una partita di scacchi, dove vige la regola “proteggi il tuo re”. È un uomo tormentato dai dubbi, che mal sopporta il senso di colpa. Appare in balìa degli eventi, come se il suo esistere fosse sempre una conseguenza di scelte altrui. Solo alla fine, egli saprà riscattare la propria figura. Finalmente prenderà una posizione afferrando le redini e divenendo artefice del destino di tutta la famiglia.

Mettere in ordine significa trovare una logica, fare una selezione, quindi perdere qualcosa. O qualcuno.

 

Altra cosa sono invece le figure femminili della storia di Non volare via. Sandra, la moglie, granitica, immensa, portentosa. Animata da coraggio e forza di volontà, qualità che vorremmo avere tutte. Indelebile la scena nei bagni della scuola dove Matteo si è rinchiuso dopo essere sfuggito ad un episodio di bullismo che lo ha lasciato sotto shock. La Sandra che corre in suo aiuto è una leonessa che si batte per il suo cucciolo, una figura che va oltre le titubanze del marito, oltre le apparenze dei benpensanti. Un amore di madre che si erge sopra tutti e sopra tutto. Avrei voluto farle un applauso. Una Sandra che sacrifica la sua vita per quella dei figli, ma che, al tempo stesso, manifesta tratti umani e trova un suo spazio, non sapendo rinunciare ad una “debolezza” per il dj Davide, un uomo che non la saprà apprezzare. E poi la figlia, la saggia e giudiziosa Alice, la sorella maggiore che tutti vorremmo avere. Cresciuta troppo in fretta, così come accade ai fratelli maggiori di ragazzi con handicap, si batte strenuamente affinché Matteo acquisti la sua indipendenza.

Non volare via è una storia commovente, espressa attraverso una prosa semplice ma perfetta. Poche le descrizioni: le scene sono affidate ai dialoghi e ai sentimenti dei protagonisti. Una scrittura corale, in cui ciascun membro della famiglia porta la sua testimonianza, e Sara Rattaro è credibilissima nei “panni” di ognuno. Certo, legittimo è chiedersi cosa sarebbe successo se entrambi i rispettivi partner fossero stati disponibili, ma così va anche la vita. A volte prendiamo strade alle quali non siamo giunti da soli o di nostra spontanea volontà che, col senno di poi, si rivelano quelle giuste.

E vorrei concludere questa riflessione su un libro che consiglio caldamente a tutti coloro che credono nella forza della famiglia e dei legami di sangue, con quella che è la mia parte preferita. Le parole di Alberto per la moglie Sandra, proferite a “giochi fermi”.

Sono le candeline spente per la mia festa, o quando hai insegnato ai bambini a corrermi incontro tutte le volte che rientravo dal lavoro. Lo fanno ancora adesso. Sono i vestiti che non hai mai comprato, i ristoranti in cui non siamo mai andati e quell’infinito elenco di posti che avresti voluto visitare che sono rimasti sulla carta. Sono il braccio che ti sei slogata per cercare Alice o la forza con la quale avresti sfondato la porta per liberare Matteo da quel bagno. Sei tu, che hai saggezza da vendere e che sei sempre pronta a portarci in salvo.

Non importa come si sia arrivati a tutto questo. Quello che importa è aver udito una delle più belle dichiarazioni d’amore mai fatta da un marito alla propria moglie. Quella per cui una madre sa aspettare e continuare a vivere.

VOTO: 8 e 1/2

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Sara Rattaro
TITOLO: Non volare via
EDITORE: Garzanti Libri
PAGINE: 224
EURO: 14,90
ISBN: 978881168442-8
Formato Kindle: Non volare via (Garzanti Narratori)

NOTA SULL’AUTRICE:

sara-rattaroSara Rattaro è nata nel 1975 a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha frequentato il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino prima di essere assunta come informatore farmaceutico. Coltiva da sempre la passione per la scrittura, le sue storie si ispirano ai racconti delle persone che incontra. Nel 2009 esce il suo romanzo d’esordio, Sulla sedia sbagliata. A marzo 2012 il suo romanzo Un uso qualunque di te con 20.000 copie vendute in una settimana. Non volare via (2013) è stato per mesi nelle classifiche dei libri più venduti e ora Sara è in libreria con suo nuovo romanzo, Niente è come te.

 

 ©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Nata a Ferrara nel 1970, vive a Padova. Laureata in lettere, è una grande appassionata ed autrice di poesia. Ama l'arte, la filosofia e la lettura. Collabora per alcune riviste online, dove scrive recensioni e articoli di attualità.

Numero di articoli : 7

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