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Madame Butterfly di Benjamin Lacombe

Madame Butterfly di Benjamin Lacombe: le note dell’autore toccheranno il vostro animo nel profondo come donna, come amante e come madre.

 

“Oh, Butterfly! Non si dice forse che sfiorando le ali di una farfalla la si condanna a morte?”…

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Ispirato alla celebre opera di Puccini, Madama Butterfly, e a Madame Chrysantème  il primo dei soggetti letterari ambientato in Giappone di Pierre Loti, il romanzo di Lacombe ci conduce  attraverso grandi tavole a olio in un Giappone dalla bellezza antica e misteriosa.

Franklin Pinkerton, aitante tenente della marina statunitense sbarca insieme al suo secondino e al console americano Sharpless alla baia di Nagasaki rapito dal fascino del paesaggio orientale: un passaggio stretto circondato da mura altissime dove uomini con cappellini a forma di paralume infagottati in mantelli di paglia conducono calessi.

Il magico e fatale incontro tra Pinkerton e Madame Butterfly avverrà in una casa del tè, il Giardino dei fiori. La cura nella descrizione dell’autore dei dettagli attraverso illustrazioni e parole rendono al lettore nitide e vive le immagini della scena:

 

l’aria del tè al gelsomino riempiva la stanza, quattro mura bianche e una grande stuoia di paglia sul pavimento, quattro giovani donne giapponesi sedute su una panchina. E tra queste Butterfly. Minuta, dalla vite sottile come un filo di seta , ornata dalle vesti di tenue rosa pallido decorate di farfalle dorate blu e nere. Butterfly , farfalla che volava e si si posava con grazia ed eleganza …

La famiglia ridotta al lastrico porta la giovane Cio-Cio-San, Madame Butterfly, a diventare una geisha. Immatura, inesperta, sognatrice e innamorata dell’amore si prepara ad incontrare il futuro sposo Parkinton con grande, ingenuo entusiasmo accettando il matrimonio combinato da Goro  «elegantissimo con il suo ordinato completo grigio , la bombetta e i guanti bianchi dal viso di topo ragno , il naso piatto e gli occhi quasi inesistenti

La ragazza non sa, però, che l’uomo è desideroso di godere a breve termine della sua giovane bellezza orientale e di sposarla con il folkloristico rito giapponese che, purtroppo, non ha alcun valore in America. Pinkerton ha già in mente, di lì a breve, di far ritorno in patria e continuare a vivere la sua vita da «yankee» spensierato, sciolto da questo passeggero legame.

Nonostante gli avvertimenti che egli riceve dal console americano, Sharpless, che lo mette in guardia e nonostante la stessa ragazza venga invitata da persone a lei vicine a desistere dallo sposare Pinkerton, il matrimonio viene organizzato ugualmente.

Giorno dopo giorno Butterfly è sempre più dolce e sempre più gentile con il suo sposo. Pinkerton invece sempre più distante e stanco di lei, dei suoi rituali e del suo essere orientale fino all’arrivo della lettera di reimbarco per lui che infrange il cuore della sposa e corruga il suo viso di pianto. In quell’istante nella speranza di una misera consolazione Pinkerton le farà la promessa che si rivelerà fatale del suo ritorno da lei “quando ci saranno le rose nella bella stagione e il pettirosso avrà fatto il suo nido..”

Butterfly , divenuta madre del figlio di Pinkerton, che ha i colori del padre, trascorre tre lunghi anni in giardino a fissare oltre il mare, fin quando un giorno la notizia da parte del console Sharpeless, di Pinkerton a Nagasaki, riaccende in lei la speranza.
Si convince che Pinkerton sia tornato per ricongiungersi con lei, per condividere la gioia di una vera vita coniugale come se il tempo non fosse mai trascorso, ma si fosse solo brevemente interrotto. Ma la situazione è profondamente cambiata come la fedele dama Suzuki e lo stesso console Sharpeless cercano di farle capire. Pinkerton ha un’altra donna, l’americana Kate, libera sorridente e indipendente, incontrata nella manifestazione per il diritto di voto alle donne davanti al Parlamento, giunta nella sua casa insieme a lui per sottrarle il figlio che lei non avrebbe mai potuto avere.

Chiedendo alla dama del figlio e ordinandole di lasciarlo giocare in giardino, con il cuore ormai consumato dalla disperazione, vede rischiararsi nel buio dei suoi patimenti una strada, l’unica percorribile, quella scelta anni prima da suo padre, il suicidio, compiendo il catartico, disperato e inevitabile gesto: l’hara-kiri : “Che muoia con onore colui che non può vivere con onore”…
Pinkerton accorre nell’abitazione di Cio-Cio-San e si getta impotente sul suo corpo ormai privo di vita.

Madama Butterfly: le note dell’autore toccheranno il vostro animo nel profondo come donna, come amante e come madre.


VOTO:
10

SCHEDA LIBRO: 

AUTORE: Benjamin Lacombe
TITOLO: Madame Butterfly
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 72
EURO: 30,00
ISBN: 978-8817076401

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Nasce nel capoluogo siciliano e si laurea presso la facoltà di Scienze Politiche di Palermo indirizzo Studi giuridici comunitari internazionali con una tesi sullo stupro come arma di guerra e crimine internazionale. Ha da sempre la passione per la letteratura e i libri, così come la scrittura, uno dei suoi più grandi amori.

Numero di articoli : 9

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