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Lo scopatore di anime di Pablo T

Lo scopatore di anime: il libro che anticipa la rivoluzione emotiva del terzo millennio, che squarcia il velo dell’ipocrisia per mostrare scomode verità e per scuotere gli animi dal torpore in cui oggi è imprigionato il genere umano.

 

Così, a volte, gli equilibri andavano rotti, proprio per ritrovare il proprio equilibrio.

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C’è un momento della giornata in cui il silenzio avvolge le strade, le ombre si sostituiscono alle luci e le anime inquiete vagano per la città, alla ricerca di cosa, forse nessuno veramente lo sa. Sono individui smarriti, che hanno perso il centro di gravità permanente, questo pensa la società perbenista che sempre più spesso passa loro dinanzi durante il giorno, stringendosi al soprabito della sua ottusa indifferenza con l’illusione di difendersi da una verità che considera sbagliata, pura follia. Si può forse abbandonare una vita sicura e agiata per vivere per strada di stenti e di elemosina? Si possono perdere i fili di un’esistenza già tracciata e decisa da un sistema che produce, in massa, cervelli sempre più ristretti?

Che ne pensate di questa dicotomia lettori, riuscite a prendere una posizione? Qual è la vostra vera vita? Quella che vi porta al guinzaglio come cani con la lingua penzolante, assetati di un senso di giustizia che sapete già in partenza non verrà mai fatta, o quella di una belva selvaggia, fiera di essere al mondo?

Su questo e altro ancora rifletterete se deciderete di leggere Lo scopatore di anime di Pablo T, edito dalla casa editrice David and Matthaus nella Collana ArteMillenium, un libro che graffia l’anima e rende cenere budella e pensieri, per poi veder rinascere, da queste truci macerie, una fenice avvolta in un fascio di luce.

Dicevamo dunque della strada di notte, abitata da creature solitarie. Vi siete mai soffermati a parlare con loro? Con un barbone ubriacone, una meretrice infreddolita, un ragazzo fuggito di casa perché considerato un diverso dalla propria famiglia? Rendié, il protagonista del romanzo, lo fa, e sapete perché? Perché lui sa che si tratta di gente vera, autentica, che non scende a compromessi con il mondo, che non si uniforma alla massa, perché sono anime che con la loro sensibilità, passando per la sofferenza della solitudine, hanno intravisto una nuova luce. Al il clochard felice, Nadine la puttana ribelle e Gérard il fragile omosessuale, se ne infischiano delle sovrastrutture, hanno deciso di rinfrancarsi dalla schiavitù sociale e vivono per strada dopo averlo liberamente scelto.

Ma chi è veramente Rendié? E’ l’urlatore di una sana rabbia contro un mondo che ha deluso, il profeta che dà voce allo sdegno per il genere umano che tutti proviamo ma che non abbiamo il coraggio di guardare in faccia. Scrittore e poeta che non compone da un po’, considerato negativamente dalla critica un autore del realismo urbano, rifugge dagli ambienti borghesi e, se frequenta salotti pseudo letterari, non riesce a tacere le proprie opinioni sull’ipocrisia dei frequentatori e dei loro sottoprodotti. Condivide un mini appartamento situato nella periferia della città con un vecchio sordo e di giorno lavora presso una società di assicurazioni come archivista e addetto ai reclami, dove viene considerato un asociale e un dipendente poco intraprendente. Di tanto in tanto frequenta Regina, una bionda intelligente dalle gambe di gazzella, alla quale dopo i loro incontri non riesce a smettere di pensare. Ma è così difficile aprirsi a lei, quando ci si sente inadeguati per il mondo.

Deluso, irritato e incapace di adattarsi, finirà col prendere una decisione estrema ma coraggiosa per gridare al mondo il suo disappunto attraverso parole che, per chi sarà in grado di ascoltarle attentamente, si riveleranno profetiche. Rendié, con le sue parole crude e dirette, si fa portavoce dell’orrore emotivo e spirituale in cui è sprofondato il mondo, diventa l’alter ego dell’anima del lettore che si lascia trasportare dalle sue fertili masturbazioni mentali fino a raggiungere gli strati più profondi e in cancrena della propria pelle, sede di quel subconscio assopito, inferno interiore dove riconciliarsi con la parte più autentica di se stessi è sempre difficile.

Lo stile utilizzato dall’autore è estremamente icastico, mordace e allo stesso tempo evocativo. C’è tanta poesia nelle sue parole, anche in quelle più turpi, al punto da ricordare la poetica baudelairiana.

La Poesia, quella autentica, quella eterna, nasceva dalle tempeste, dal buio, dalle distanze, dalla pioggia e dal sole ritrovato. Chi non conosceva tutto questo, poteva scrivere di poesia, ma non sarebbe riuscito mai a farla rivivere nella mente degli altri. Sì, perchè negarlo, ai giorni vuoti dei bigotti, preferivo le notti dei poeti, colme di vino e d’insolenza. Vivevo così: dondolandomi sulla schiena della vita. […].

Dice Rendié a proposito della sua scrittura:

Voglio che i sentimenti crepino le anime e mettano radici … voglio tagliare il cielo … giocare con gli angeli … sprofondare nelle viscere … nascere e morire mille volte.

Come nei componimenti del poeta francese al quale ci si riferiva poc’anzi, ne Lo scopatore di anime non c’è disfattismo, ma solo crudo realismo

preferivo la realtà alle illusioni, il frigo vuoto e l’affitto da pagare. Una dura verità a una cortese menzogna […] Io che avevo visto più miracoli in strada, che dinanzi all’altare

e ancora

Non mi preoccupavo di ciò che dovevo essere, mi occupavo solo di ciò che ero realmente. In fondo, adoravo assomigliare solo a me stesso. Perché arrendersi era come morire, accontentarsi era come sparire, reagire era come vivere, provare a realizzare un sogno era come non avere mai fine.

La verità si osserva dunque per quella che è, si trova fra la spazzatura in cui affonda il genere umano, stringendo fra le mani tutto il suo putridume, dall’ipocrisia all’egoismo, dall’avidità alla più insulsa mediocrità, dal falso buonismo alla più completa indifferenza. Da questa consapevolezza possono nascere fiori, germogliati dal seme della speranza che racchiudono i sogni. “Non mi stancavo di chiedere alla gente di coltivare ideali – racconta Rendié – per far sì che l’albero del futuro crescesse sempre verde di speranze. Il sogno di un solo uomo è, forse, una nuova illusione, il medesimo sogno di due uomini è, forse, una nuova possibilità, l’identico sogno di cento uomini è, innegabilmente, una nuova realtà.

Pubblicato per la prima volta nel novembre del 2013, Lo scopatore di anime è giunto alla terza ristampa. Considerato “un nuovo manifesto in controtendenza”, la sua lettura ha suscitato sdegno in alcuni benpensanti. La penna dello scrittore morde e insulta violentemente, è vero, ma c’è anche tanto amore sotto quell’inchiostro che macchia l’anima e assorbe le più grandi paure umane inespresse. Come ad esempio un breve passaggio che riguarda la Chiesa, dipinta per quella che è, ben diversa da quella che dovrebbe essere, che ha provocato risentimenti. Ma non è forse vero che lo stesso Gesù ha guarito i ciechi permettendo loro di guardare meglio la realtà?

Ebbene, se qualcuno pensa che le parole di questo coraggioso autore del nostrano panorama letterario contemporaneo facciano scandalo solo perché sincere, beh allora, per dirla alla Rendié, che si fottano! Se si tratta di codardi, che muoiano schiacciati sotto il peso delle loro infime virtù, che si soffochino con la loro stessa lingua asciutta, indegna di pronunciare autentiche verità, che inaridiscano nel deserto della proprie misere esistenze.

In un’epoca in cui fingiamo orgasmi, a letto e nella vita, sapere che c’è chi riesce a scoparci l’Anima, arrivando laddove noi stessi non ci eravamo ancora spinti, permette di coltivare il sogno di una nuova vita che batte all’unisono con la parte più autentica che è dentro ognuno di noi.

Leggetelo lettori Pablo T perché, se anche voi siete stanchi di questo mondo in sfacelo, indignati per l’assenteismo del genere umano e arrabbiati con il sistema che schiavizza, allora dovete gridare un decisivo “no!” e ricominciare daccapo, dando valore alle vostre nuove scelte, a quella preziosa possibilità che in questa vita vi è stata donata.

VOTO: 9

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Pablo T
TITOLO: Lo scopatore di anime – The fucker of soul generation
EDITORE: David and Matthaus Collana ArteMillenium
PAGINE: 127
PREZZO: 12,90 €
ISBN: 978-88-98410-78-1

NOTA SULL’AUTORE:

Pablo T, diplomato in materie umanistiche, è scrittore, poeta, viaggiatore, attivista nel sociale, leader pacifista e pragmatico in Europa, artista di boulevard tra gli artisti di strada, autore di diverse riviste letterarie estere. Fondatore della Gape Generation, autore di diversi romanzi e di raccolte poetiche, ha pubblicato nel 2013 con la David and Matthaus Lo scopatore di anime – The fucker of soul generation, considerato un nuovo manifesto in controtendenza.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Laureata in Filosofia, collabora per una rivista automotive come redattrice freelance. Adora leggere sin dalla tenera età e da sempre crede nel potere terapeutico dei libri. Appassionata di critica letteraria, è anche autrice di recensioni di libri e articoli di approfondimento letterario per alcuni siti e blog.

Numero di articoli : 52

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