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Sul peso delle parole e del loro senso di giustizia

Sul peso delle parole e del loro senso di giustizia: il 28 gennaio Erri De Luca dovrà difendersi in tribunale dalle accuse dalla procura di Torino per istigazione a delinquere.

 

La parola ha una responsabilità, porta peso e conseguenza di quello che dice, molto lontano dall’uso della parola moderna in cui chiunque può smentire il giorno dopo quello che ha detto.
Erri De Luca

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Lo aveva annunciato già da settembre scorso che sarebbe stato pubblicato, dalla casa editrice La Feltrinelli, uno scritto che avrebbe contestato all’accusa il sabotaggio della libera parola che c’è in Italia. Lui che di parole se ne intende, lui che le parole le rigira fra i pensieri, le trasforma da una lingua all’altra e le imprime nei ricordi dei lettori.

E’ Erri De Luca, lo scrittore che scala la montagna delle parole e raggiunge vette di pura poesia, l’autore partenopeo che, con il suo stile lirico ed evocativo ha conquistato una vasta fetta di pubblico nostrano e francese, al punto da essere insignito del premio ”Femina”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari d’Oltralpe.

Il legame fra Erri De Luca e la montagna è noto al suo pubblico. Scalatore e amante di questi paesaggi, nel 2009 ha pubblicato, sempre per Feltrinelli, Il peso della farfalla e due anni dopo E disse, in cui i protagonisti sono luoghi solitari, i più vicini al cielo, nel tentativo di raggiungere le cime più alte di quel senso di spiritualità innato nell’uomo che si stacca dal suolo terrestre .

Ma quali sono state le parole pronunciate dall’autore, che gli sono valse l’accusa di istigazione a delinquere dalla procura di Torino?

La Tav va sabotata.
Ecco perché le cesoie servono: sono utili a tagliare le reti.

Questo è quanto aveva affermato lo scrittore durante un’intervista rilasciata al giornale on-line Huffington post nel settembre 2013 in merito alla costruzione nella Val di Susa del tratto ferroviario Torino-Lione ad alta velocità, parole contestate dai pm torinesi Andrea Padalino e Antonio Rinaudo. La preoccupazione che suscita nei contestatori la messa in opera di tali interventi, aveva sottolineato sempre lo scrittore, riguarda l’avvelenamento del territorio con scarti chimici e radioattivi dannosi e pericolosi e le montagne della Val di Susa sono cariche di amianto, le cui polveri si diffondono nell’ambiente in seguito alle trivellazioni.

L’importanza del peso delle parole per l’Italia era già stata sottolineata dall’autore nel 2012, quando sul blog di Beppe Grillo, aveva pubblicato una lettera in cui sottolineava la perdita di responsabilità della parola nel nostro Paese. Nell’introduzione scriveva così:

L’argomento della perdita di significato e di peso della parola mi riguarda, perché sono uno che traffica con la scrittura e quindi più che perdita di senso della parola credo che nei nostri tempi ci sia una perdita di responsabilità della parola e cioè la parola è diventata prevalentemente pubblicitaria, cioè deve servire in quel momento esaltare il proprio argomento e il proprio prodotto, ma poi non porta a nessuna responsabilità, se afferma il falso e può essere smentita in ogni momento, anche successivamente, la parola pubblica senza che chi la abbia pronunciata falsa ne subisca le conseguenze. Uno può dire una qualunque affermazione senza bisogno di verificarla, di controllarla, anzi sapendo anche che è imprecisa, usando e spacciando un vocabolario falso, senza che se ne porti discredito alla sua carriera e autorità.

Questo accadeva un anno prima che gli fossero rivolte contro le accuse da cui il 28 gennaio dovrà difendersi in tribunale.

La parola pronunciata gli si è dunque ritorta contro, con tutto il suo peso e la responsabilità di cui è stata caricata, ma non la possibilità di difendersi con le stesse parole, quelle che non smette di scrivere, contenute nel breve pamphlet La parola contraria pubblicato il 14 gennaio a due settimane dal processo.

Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa”si legge nella sinossi del nuovo scritto e, nelle pagine:“Nell’aula del tribunale  non sarà in discussione la libertà di parola. Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo. Per questo diritto sto nell’angolo degli imputati. Ho detto le mie convinzioni a un organo di stampa e i pubblici ministeri le hanno fatte rimbalzare su tutti gli altri. Se quelle frasi istigavano, la pubblica accusa le ha divulgate molto di più, ingigantendole e offrendo loro un ascolto di gran lunga maggiore.

E’ il dado che rimbalza ancora una volta sul tavolo verde del gioco dei ruoli di poteri che decidono da che parte deve stare l’opinione pubblica, una mossa per niente sconosciuta nella storia dell’Italia che annovera numerose accuse e condanne alle voci fuori dal coro nel mondo della letteratura (basti solo ricordare il caso di Pasolini, che lo stesso De Luca cita nel suo nuovo pamphlet).

In seguito agli eventi di violenza che negli ultimigiorni hanno scosso l’Europa facendo scendere in piazza cittadini e uomini di potere in difesa della libertà di parola e opinione (nella speranza e fiducia che fra tutti quei partecipanti ci fosse davvero l’urgenza di una contestazione), la presa di posizione di un intellettuale del nostro Paese  non può che echeggiare più forte e imporre l’urgenza di decidere da che parte stare.

Decidere è un dovere che il cittadino italiano deve assumersi, una responsabilità che va dimostrata sempre, perchè, parole di De Luca:

C’è una giustizia nelle parole, o una ingiustizia, che dobbiamo riconoscere e dobbiamo rivendicare. La faccenda è che uno si impadronisce del proprio vocabolario a forza di leggere, di leggere tanto, a me è capitato così, fino da ragazzino, di imbottirmi la testa e anche di soffocare un po’ del mio tempo libero, buona parte di questo, leggendo, leggendo e straleggendo, e questo mi ha dato un diritto di cittadinanza dentro la lingua.

In rete è nato il blog Iostoconerri dove si raccolgono firme di adesione, si condividono parole i e si segnalano iniziative di sostegno sulla vicenda.

E voi, avete già firmato?

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in Filosofia, è attualmente giornalista freelance per una rivista del settore automotive. Adora leggere da quando ha 8 anni sviluppando subito una predilezione per i classici della letteratura straniera dell’800. Le sue letture spaziano in tutti i generi. Nel tempo libero si diletta a scrivere racconti brevi e poesie.

Numero di articoli : 48

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