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La parola contraria: incontro con Erri De Luca

Presentazione di La parola contraria, nuovo libro di Erri De Luca. La libreria Feltrinelli di Lecce ha accolto l’autore per raccontare la vicenda sulla lotta dei NO TAV in Val Di Susa.

 

La TAV va sabotata, i danneggiamenti ai cantieri sono necessari.

 

A causa di quest’affermazione il noto scrittore e poeta italiano, Erri De Luca, è stato incriminato dalla procura di Torino per istigazione, in merito alle sue dichiarazioni sulla lotta NO TAV in Val di Susa.

Conosciuto per i suoi romanzi tra i quali Il giorno prima della felicità, Non ora, non qui, In alto a sinistra, Tu mio, In nome della madre, Il peso della farfalla, Montedidio, E disse, I pesci non chiudono gli occhi, Erri De Luca ha da poco pubblicato un nuovo libro edito Feltrinelli, La parola contraria tradotto anche in Francia, Spagna e Germania.

Ho avuto il piacere di incontrarlo in un piovoso giovedì pomeriggio presso la Feltrinelli di Lecce. Con il suo sorriso coinvolgente e uno sguardo sereno, lo scrittore napoletano ha raccontato ciò che gli è successo davanti agli occhi di tantissime persone di età diverse, che lo hanno ascoltato con attenzione e interesse.

Sono stato aggredito da una denuncia.  Questa denuncia vuole sabotare il mio diritto di parola contraria. Sono un testimone di questa resistenza e di questa volontà di respingere la censura. La parola contraria ha piena cittadinanza in questo paese, grazie alla Costituzione, quindi si tratta di ribadire questo diritto che in questo mio caso personale è compromesso,  è sotto esame.
Conosco bene il significato della parola “sabotaggio”, l’ho praticata negli anni ’80, per 37 giorni e 37 notti sono stato alla Fiat Mirafiori, dove con gli operai abbiamo bloccato la produzione. Il verbo sabotare ha un significato molto ampio. Lo usava anche Gandhi e Mandela.
Sabotare non ha solo un significato di danneggiamento materiale. Ha un significato più vasto, fa parte del linguaggio delle democrazie. Per questo è importante insistere su quest’argomento, anche perché non voglio far credere che posso ritrattare questo verbo perché sono stato accusato, anzi da quando sono stato accusato, non faccio che ripeterlo.

In La parola contraria scrive dei motivi che l’hanno spinto a diventare anarchico e del significato del termine “istigazione” ma principalmente racconta ciò che gli è accaduto sulla lotta NO TAV.

Durante la presentazione, a noi che eravamo intenti a guardarlo e lo ascoltavamo con attenzione, ha precisato: Sono stato accusato di istigazione a commettere crimini, per cui mi sono detto: sarà la volta buona che conoscerò un nuovo tipo di avventura!.

Anche se La parola contraria, paragonato ai romanzi scritti in passato da Erri, potrebbe sembrare insolito e diverso, presenta molti tratti che fanno sentire i lettori partecipi e vicini ai suoi libri.

Attraverso il me stesso di quell’età cerco di immaginare cosa muova un giovane di oggi a esporsi in una lotta massicciamente diffamata e repressa come quella della Val di Susa. Forse a questa persona non serve un Orwell che le racconti una grande lotta di popolo. Le basta sapere che esiste una volontà di resistenza civile, popolare, per unirsi. Ma se ci fosse nella sua occasione di lettura un Orwell di oggi che la inneschi, vorrei essere io. Proprio così, vorrei essere lo scrittore incontrato per caso, che ha mischiato le sue pagine ai nascenti sentimenti di giustizia che formano il carattere di un giovane cittadino.

De Luca mentre parlava alla folla di ammiratori ha aggiunto che lui, essendo uno scrittore, ha il compito di difendere le proprie parole, ma anche quelle degli altri, come ha già fatto in precedenza: difendo le mie parole, sono nel mio campo e non ho nessun timore di ribadire il verbo “sabotare”.

Il fatto che uno scrittore venga accusato di istigazione, e quindi in un certo senso gli venga impedita la libertà di pensiero, non è stato reso noto pubblicamente se non attraverso la solidarietà dei cittadini. Erri a tal proposito ha affermato che in Italia c’è la peggiore libertà d’informazione d’Europa.

E quando gli è stato chiesto come mai non ha mai preso parte ad un premio letterario italiano, la sua risposta è stata:

Non partecipo e non ho partecipato a nessun premio letterario in questo Paese e dunque non ne ho ricevuto nessuno. Sono completamente vergine, non appartengo a nessuna delle consorterie che distribuiscono premi e mentre distribuiscono premi scrivono libri e si fanno premiare dalle giurie dei premi nei quali sono implicati. C’è un piccolo pasticcio non strano nel quale mi sono tenuto fuori fin dall’inizio. Dei premi letterari italiani non me ne importa un gran che.

Nonostante tutto lo scrittore si dice fiero di vivere in Italia:

Sono un cittadino italiano che si mobilita di fronte alle cose, come i rifiuti a Napoli, la TAV e la TAP… Sono fiero di essere un cittadino italiano, di essere nato a Napoli. Amo questo paese ed amo la mia lingua ancora di più di questo Paese.

Ha poi aggiunto:

Probabilmente sarò il primo e ultimo scrittore ad essere accusato. Ho detto che la TAV va sabotata adoperando un uso nobile del termine “sabotare” e questo non è un crimine. Io sono sotto accusa in un’aula di tribunale italiano, ma quell’aula è sotto gli occhi della comunità internazionale e di quella accusa l’Italia prima o poi sarà chiamata a rendere conto.

Erri De Luca si è detto tranquillo, grazie anche all’appoggio che ha avuto da Feltrinelli nel pubblicare il suo libro e grazie ad un gruppo di suoi amici che hanno aperto campagna social su internet pro Erri in cui, attraverso l’hashtag #iostoconerri, ha avuto molto sostegno anche da parte dei suoi  fedeli seguaci.

 

Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa.
(La parola contraria)

Al termine dell’incontro Erri De Luca ci ha salutato con alcuni versi non ancora pubblicati. Probabilmente è stato un suo modo per dire grazie a tutte quelle persone che si sono dimostrate solidali con lui e con la sua causa.

Erri-de-luca-sara-rucco-incontro

Mare nostro che non sei nei cieli,
Che abbracci i confini dell’isola e del mondo,
Sia benedetto il tuo sale,
Sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremiti imbarcazioni,
Senza una strada sopra le tue onde,
I pescatori usciti nella notte,
Le loro reti tra le tue creature
Che tornano al mattino con la pesca dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
All’alba sei colore del frumento,
Al tramonto dell’uva di vendemmia.
Ti abbiamo seminato di annegati più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli
Tu sei il più giusto della terra ferma,
Pure quando sollevi onde a muraglia
Poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute,
Come foglie sul viale fai da autunno per loro.
Da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte,
Madre e padre prima di partire.

 

Per approfondire: Sul peso delle parole e del loro senso di giustizia

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Studentessa in Scienze Politiche e delle relazioni internazionali è una blogger con una grande passione per i libri. Si considera una sognatrice come i sognatori descritti da Dostoevskij nel romanzo "Le notti bianche". Adora leggere in compagnia di una fumante tazza di tè.

Numero di articoli : 3

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