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Ricordi di un vicolo cieco di Banana Yoshimoto

Ricordi di un vicolo cieco di Banana Yoshimoto: semplicemente la vita, imparando ad essere effettivamente consapevoli di sé stessi attraverso esperienze che fanno intimamente male.

ricordi-di-un-vicolo-cieco-banana-yoshimoto-copertina-libroIl giorno e la notte si alternano. Così è la vita, ci sono momenti speciali e gioiosi ma anche momenti di sconforto e disperazione. Bisogna vivere appieno ogni istante perché spesso ci si dimentica di che dono prezioso sia la vita, essa è un gioiello di inestimabile valore che abbiamo la fortuna di possedere.

Ricordi di un vicolo cieco, scritto da Banana Yoshimoto e pubblicato da Feltrinelli nel 2006,comprende cinque racconti che inducono a riflettere sul nostro modo di vivere, su come affrontiamo le situazioni che incontriamo lungo il cammino della vita e a riconoscere quanto la realtà sia magnifica nella sua semplicità.

Quanto sappiamo essere veramente noi stessi e quanto sappiamo offrire di noi, senza chiedere nulla in cambio? Porsi nei confronti degli altri senza avere aspettative ci permette di cogliere la vera natura delle cose e, si sa, la natura è generosa, regala sempre buoni frutti. Sono questi i pensieri che emergono leggendo il primo racconto “La casa dei fantasmi” dove viene messa in luce l’amicizia, semplice e pura, tra due ragazzi universitari, Setchan e Iwakura, legame che in seguito si trasforma in amore. Entrambi i ragazzi provengono da un ambiente familiare fortemente legato alle tradizioni e alle abitudini consolidate nel tempo. Mentre il personaggio femminile, Setchan, trova conforto e sicurezza nel suo habitat naturale, Iwakura si sente soffocato perché non riesce ad esprimere il proprio io e per questo decide di partire per la Francia. I due si incontreranno dopo diversi anni e decideranno di sposarsi.
L’amicizia che unisce i due protagonisti è fatta di un semplice parlare, sapersi ascoltare, di silenzi e di sogni condivisi. Ma la consapevolezza di amare la vita attraverso la quotidianità e di scoprire la complicità verso cose completamente nuove, la si acquisisce solo da adulti:

Questa apparenza potrebbe sembrare una vita semplice, ma in realtà appartiene a un’immensa corrente, non meno trascinante di un’avventura nei sette mari.

Le ferite dell’anima, sappiamo riconoscerle e gestirle? Se non permettiamo al nostro dolore di uscire, ma lo teniamo nascosto chiuso a chiave, si avrà sempre la sensazione di non riuscire a vivere appieno la nostra esistenza. La vita, prima o poi, ci mette di fronte alla nostra parte oscura e, se non siamo in grado di affrontarla da soli, ci saranno eventi che ci costringeranno ad aprire quella chiave. È quello che accade a Matsuoka, la protagonista di “Mammaaa”. Matsuoka è una donna che lavora in una casa editrice e mangia, inconsapevole, del curry avvelenato. La sua vita, fino ad allora era, apparentemente, piena di pace e tranquillità, ma dopo l’incidente la donna vivrà la sensazione di non avere una via d’uscita e di non capire quale sia il suo posto nel mondo. Il padre è morto quando era ancora una bambina, la madre l’aveva abbandonata e quindi era stata affidata ai nonni. Solo ritornando nei luoghi d’infanzia, dai suoi cari nonni, si rende conto quanto dolore fosse rintanato dentro se stessa e di quanto ciò la portasse ad essere rigida e a controllare ostinatamente la sua vita e gli altri. Aprendo gli occhi su ciò che non vogliamo o non sappiamo vedere, possiamo imparare a sentirci parte di questo mondo.

Quanto l’apparenza inganna? Tutti abbiamo una maschera, ma in quanti riescono a vedere oltre? Queste le domande che ci si pone leggendo invece “La luce che c’è dentro le persone”. Mitsuyo è una scrittrice alle prese con alcuni ricordi della sua infanzia. Sin da bambina è affascinata dal fiume, considerato misterioso, e il suo movimento le ha sempre trasmesso sicurezza. Il suo migliore amico, Makoto, muore tragicamente. Nonostante ciò, Mitsuyosi rende conto che la vita continua, che il tempo segue il suo corso, proprio come il fiume.

La paura che suscita il fiume è l’insondabilità e la spaventosità dello scorrere del tempo.

Il tempo non potrà mai cancellare i ricordi e infatti la protagonista, del suo caro amico Makoto non potrà mai dimenticare il suo essere speciale e sensibile, qualità che le permettevano di vedere quella luce in fondo agli occhi, la luce dell’ anima.

Nel quarto racconto di Ricordi di un vicolo cieco, “La felicità di Tomo-chan”, la protagonista, Tom-Chan, è semplicemente felice. Non si pone troppe domande, altrimenti si dovrebbe chiedere perché Dio non c’era quando è stata sbattuta per terra e violentata, perché non ha fermato il padre che è scappato con la segretaria e ha abbandonato la famiglia, e dove era quando è morta la madre. A volte si può anche solo godere nell’ascoltare l’emozione che provoca una canzone, o solo perdersi nel buio della notte tra le stelle, proprio come il personaggio principale, perché si può percepire una presenza invisibile che riesce a darci forza e che ci avvolge come abbracciandoci. E questo Tom-Chan “.. lo sapeva”.

Ricordi di un vicolo cieco è il racconto, tra i cinque, che l’autrice dice di preferire non perché sia autobiografico, ma per l’emozione che le ha scatenato. In quest’ultima storia Mimì, la protagonista, scopre il tradimento del suo fidanzato e quello che credeva fosse un equilibrio ormai raggiunto, le viene a mancare. Questa grosso colpo la induce ad allontanarsi per un po’ dalla sua famiglia, sulla quale sapeva di poter contare sempre e del cui amore era certa. Ma “la sua ferita era sola sua”. Conosce così Nischiyama, del quale dice:

In lui c’era sempre qualcosa di speciale. Sapevo che aveva a che fare con la felicità, ma era impossibile spiegarlo chiaramente a parole”. L’incontro con questo ragazzo la porta in un mondo di autentiche riflessioni su se stessa e sulla vita e si domanda: “Esiste la felicità?”.

Affascina la Yoshimoto, con il suo stile pacato ma così profondo. La tristezza che traspare da questi racconti è così intensa, ma è parte della vita. Leggendo i racconti non possiamo non scorgere velati interrogativi esistenziali che per alcuni potrebbero risultare noiosi, ma tutti prima o poi finiamo per porgerceli.

Chi non rincorre la felicità? Eppure se ci soffermassimo, prenderemmo coscienza della vera essenza della vita. Nei momenti più bui possiamo scorgere la luce nel porto sicuro della nostra famiglia o nell’abbraccio silenzioso di un amico, o nella fede in un Dio che ci protegge, o ancora nell’incontro con una persona che funge da maestro spirituale.

Sappiamo veramente apprezzare la vita? Quanto amore si nasconde nel gesto quotidiano di una mamma che prepara la colazione per tutta la famiglia, oppure se pensiamo a quanta bellezza evoca guardare l’immensità del cielo, quanta amarezza c’è nelle lacrime versate per un amore finito, quanto dolore si cela nel nostro animo per la scomparsa di un nostro caro …“Questa è la vita” è un ammonimento a me molto caro, perché il mio papà me lo ripeteva sempre, essendo io un animo molto irrequieto e Ricordi di un vicolo cieco mi è scivolato tra le mani per caso, ma il caso, per me, non esiste. C’è sempre un perché.

VOTO: 7

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Banana Yoshimoto
TITOLO: Ricordi di un vicolo cieco
EDITORE: Universale Economica Feltrinelli
PAGINE: 159
EURO: 6,50
ISBN: 978-88-07-72002-4
Formato Kindle:Ricordi di un vicolo cieco (Zoom)

NOTA SULL’AUTRICE:

Yoshimoto-BananaBanana Yoshimoto, pseudonimo di Mahoko Yoshimoto, è una scrittrice giapponese che ha scritto numerosi romanzi. In Italia ha conquistato il suo pubblico con il romanzo Kitchen ed è diventata un vero caso letterario. Tanti i suoi romanzi, tutti pubblicati da Feltrinelli, tra cui ricordiamo: Ricordi di un vicolo cieco, Il coperchio del mare, Un viaggio chiamato vita, A proposito di lei, La luce che c’è dentro le persone. Fra i più recenti, Andromeda Heigts e Il dolore, le ombre, la magia.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Autore

Ex impiegata, è attualmente mamma a tempo pieno e, appena può, si dedica alla sua grande passione: la lettura. Adora i classici che hanno sempre qualcosa da insegnare, uno dei suoi preferiti è MollFlanders di Daniel Defoe. Fra i contemporanei predilige gli autori dal genere intimista e approfondisce tematiche sociali leggendo saggi di psicologia.

Numero di articoli : 16

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