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Intervista a Valentina D’Urbano, voce limpida della letteratura italiana

Valentina D’Urbano, la giovane autrice italiana che ha conquistato il pubblico sin dal suo primo romanzo Il rumore dei tuoi passi, pubblicato nel 2012 da Longanesi, si racconta a Leggeremania e ci parla di Alfredo, spin-off del  suoprimo libro, da domani 12 novembre in libreria.

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  • Ciao Valentina, innanzitutto ti ringrazio per aver accettato di voler fare quattro chiacchiere con i lettori di Leggeremania. Per prima cosa mi piacerebbe chiederti com’è nata l’idea del tuo primo  romanzo “Il rumore dei tuoi passi”. Cosa ti ha spinto, nello specifico, a voler raccontare della Fortezza e dei suoi personaggi?

Ho scritto questo romanzo cercando di seguire la prima regola per un aspirante scrittore: “Scrivi di quello che conosci bene”. Sono nata in un quartiere popolare della periferia di Roma e pensandoci bene, l’unica cosa che conoscevo davvero era l’ambiente che mi circondava, un tessuto sociale fatto in larga parte di degrado, con un altissimo tasso di disoccupazione e delinquenza e un bassissimo livello di scolarizzazione. Volevo raccontare una storia con la voce e gli occhi di chi una realtà del genere, in qualche modo, l’ha vissuta.

  • Perché hai scelto di ambientare la storia nell’Italia degli anni 70/80 e, sempre in riferimento ai quartieri degradati e ai giovani che vi crescono, ritieni che sia cambiato qualcosa da quegli anni ad oggi?

Negli anni 70 e 80 il mio quartiere era una terra di confine. Ho deciso di partire da lì, di ricostruire l’ambiente non solo con le mie esperienze ma anche con quelle dei miei genitori, dei miei amici più grandi, quelli che certi anni li hanno vissuti davvero, quelli che hanno visto l’eroina portarsi via tantissimi ragazzi. Ora per fortuna molte cose sono cambiate, sia nel mio quartiere sia nelle altre realtà popolari. Ma quel senso di disagio, di non appartenenza alla società rimane intatto. Credo sia soprattutto un fatto di educazione.

  • Ti aspettavi di ricevere diversi riconoscimenti e di conseguenza di far tanto rumore? Nel senso positivo del termine.

In realtà no, non mi aspettavo neanche di venire pubblicata, figuriamoci di diventare una scrittrice! Tutto questo percorso che ho intrapreso mi ha riservato delle bellissime soddisfazioni.

  • Parlare dei giovani, della loro vita e delle loro emozioni non sempre è facile. La sensibilità’ di Alfredo, mascherata da reazioni burbere, la dolcezza di Beatrice, nascosta dalla dura corazza e poi ancora Arianna, superficiale solo in apparenza, e la disperazione di Massimiliano che lo porta a gesti estremi, ti hanno fatto denunciare verità dolorose in modo talmente naturale e soprattutto delicato. Cosa ti ha permesso di andare così in profondità?

Conoscevo bene i miei personaggi. Non sono persone reali, non esistono davvero, ma ho ritrovato in loro caratteristiche e asperità di tanta gente che ho incrociato durante la mia vita.
Credo che l’unico modo per tratteggiare un personaggio in maniera verosimile sia conviverci, imparare a volergli bene e ad accettarlo per quello che è, così come faresti con un amico. Ed è quello che succede ogni volta che scrivo una nuova storia.

  • “La cosa più strana di tutte è che impari in fretta, che improvvisamente cominci a riconoscere le cose, a chiamarle con il loro vero nome. Quando muore qualcuno che ami, arriva qualcosa che ti prende alla pancia e non ti lascia andare.” Anche parlare della morte non è mai semplice, o meglio parlare di ciò che provoca dentro noi la perdita di una persona cara. Nel dolore che descrivi, c’è qualcosa di autobiografico?

Sì. A un certo punto della vita, inevitabilmente devi avere a che fare con la morte. Credo che la scrittura in questo caso sia una specie di terapia, ti aiuta a tirare fuori cose che non sapevi dove fossero, e che facevano un gran male.

  • C’è, invece, qualcosa di Beatrice in te?

All’inizio ero convinta di no, poi invece chi mi conosce mi ha fatto notare che Bea in qualche modo mi assomiglia: ha un pessimo carattere, proprio come me! 😉

  • Oltre a Il rumore dei tuoi passi, hai scritto anche Acquanera e Quella vita che ci manca. Dal primo romanzo agli altri due, è cambiata Valentina D’Urbano?

Credo di essere cresciuta. Il Rumore dei tuoi passi è stata una storia scritta di getto, tutta di pancia. Con gli altri libri, ho voluto fare il salto, volevo capire se ero solo stata fortunata o se invece c’erano le basi per diventare una scrittrice professionista. E mi sono impegnata per riuscirci, e continuo a impegnarmi. Perché scrivere è divertente e terapeutico, ma non sempre è facile.

  • Possiamo sapere se stai già lavorando a un nuovo romanzo, e se la risposta è sì, ci puoi anticipare qualcosa?

Il 12 novembre uscirà in libreria “Alfredo” che è uno spin-off del primo libro, la storia raccontata dal punto di vista del protagonista maschile. Ma ora sto scrivendo un nuovo romanzo, su cui però non anticipo niente. Tra i tanti difetti che ho, sono anche scaramantica.

  • Oltre a scrivere, ti occupi di illustrazioni per l’infanzia. Creare opere per bambini ed essere attenta alle loro esigenze, è qualcosa di straordinario. Puoi dirci qualcosa in merito?

In realtà non è un processo molto diverso dallo scrivere. Si tratta di rielaborare una storia adattandola al pubblico che hai davanti. Nel caso dell’illustrazione il mio pubblico sono i bambini, con cui devo esprimermi in modo diverso, devo trovare una voce che sia adatta a loro, ed esprimere emozioni attraverso le immagini.

Anche qui, il lavoro è molto bello e gratificante, ma può essere complicato.

  • Esprimere se stessi attraverso diverse forme di arte è meraviglioso. Qual è il ruolo che preferisci, tra illustratrice  per l’infanzia e scrittrice di romanzi?

Credo che siano due cose diverse. Nell’illustrazione do corpo alla storia di qualcun altro, divento una specie di “traduttore di emozioni” nella scrittura invece non c’è questo passaggio, ed è sicuramente più immediata, più somigliante a quello che sono.
Sono due lavori diversi, e non potrei mai scegliere tra uno e l’altro.

Una voce naturale quella di Valentina d’Urbano, attenta ai sentimenti, in grado di descrivere realtà crude e difficili, nascoste tra le grandi città, con stile limpido e poetico.

Grazie a Valentina D’Urbano per la disponibilità. E non dimenticate, lettori, l’appuntamento in libreria per domani 12 novembre con “Alfredo”.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Autore

Ex impiegata, è attualmente mamma a tempo pieno e, appena può, si dedica alla sua grande passione: la lettura. Adora i classici che hanno sempre qualcosa da insegnare, uno dei suoi preferiti è MollFlanders di Daniel Defoe. Fra i contemporanei predilige gli autori dal genere intimista e approfondisce tematiche sociali leggendo saggi di psicologia.

Numero di articoli : 17

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