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Racconto di un naufrago di Gabriel García Márquez

Racconto di un naufrago di Gabriel García Márquez: un testo in cui si ha la sensazione di essere risucchiati nelle parole.

racconto-di-un-naufrago-gabriel-garcia-marquez-copertinaCon Racconto di un naufrago la sensazione è quella di esserne risucchiati fin dalle prime righe. Quella di essere gettati in un mare di fittissime parole e di non riuscire piacevolmente a uscirne. Quella di annaspare tra le pagine, di afferrare disperatamente una frase dopo l’altra e di trovare finalmente un’ancora al capitolo successivo… e così fino alla fine. La magnifica sensazione – mentre si legge un libro – di doversi fisicamente aggrappare a qualsiasi cosa vi sia intorno per paura di caderci troppo dentro. È la sensazione che si prova quando si legge Marquez. E che ho provato leggendo questo racconto.

Sono gli anni Cinquanta e il quotidiano colombiano ElEspectador pubblica una storia in quattordici puntate, la storia di Luis Alejandro Velasco – un giovane della marina colombiana. Il 22 febbraio 1955 il cacciatorpediniere A.R.C. “Caldas”, che dal porto di Mobile in Alabama deve arrivare a Cartagena in Colombia, perde otto dei suoi marinai in quella che si dirà essere una tempesta. Solo Velasco si salverà: rimarrà, per dieci giorni, su una zattera in mare e verrà riaccolto in patria come un eroe.

Sarà il giovanissimo cronista Gabriel García Marquez a raccogliere le parole del naufrago in una versione che differirà da quella ufficiale e che farà luce sull’accaduto. Il governo – sotto la dittatura di Gustavo Rajas Pinilla – aveva dichiarato, infatti, che i marinai erano morti a causa di una tempesta, ma la nave, che trasportava un carico di elettrodomestici di contrabbando e che non rispettava le norme di sicurezza, si era ribaltata a seguito di un’onda.

Dopo la pubblicazione su ElEspectador, il regime fa chiudere il giornale e Velasco – dapprima accolto come un eroe – viene abbandonato dal governo e gettato in un dimenticatoio. Ma il romanziere Márquez, andando oltre la cronaca e indagando sui retroscena dei fatti e sulle responsabilità del governo colombiano, trasformerà questo piccolo episodio in un pezzo di storia del proprio paese.

Ripubblicato in volume nel 1970, Racconto di un naufrago diventerà un romanzo breve che in un centinai odi pagine riassume le peripezie del protagonista. È un libro denso di cose, sebbene di fatti ve ne siano pochi: la caduta in mare, il disperato tentativo di raggiungere la zattera, i compagni che uno ad uno scompaiono sotto le onde e poi il nulla. Solo il mare, il mare calmo e piatto e il mare in tempesta; il sole torrido del mezzogiorno e quello tiepido del tramonto; il vento gelido della notte e la calda brezza delle prime luci dell’alba; la fame e la sete più atroci, le allucinazioni degli ultimi giorni e la costante presenza di pescicani; il buio, la pioggia e la perdita di qualsiasi tipo di orientamento, il corpo coperto di bolle e di piaghe,le spalle e il viso scottati.

Quello che Marquez fa, in maniera straordinaria, è prendere una storia avara di sorprese e restituirci un racconto palpitante, denso, che cattura sin dalle prime righe. Una storia che si colloca su uno scenario nitidamente visivo e minuziosamente descritta con un linguaggio fluido, rapido, stringato e deliziosamente cinematografico. Un romanzo tutto azione, dove l’azione non è altro che la ricchissima analisi dei continui cambiamenti di stato d’animo del protagonista e della sua lotta per la sopravvivenza, continuamente sospesa tra la vita e la morte.

È un libro che si legge tutto d’un fiato e non perché è breve, ma perché non si può fare a meno di divorarlo. Ho dovuto interromperne la lettura e riprenderla la sera successiva, ed è capitato che, per tutto il giorno, la mia mente tornasse continuamente a quel marinaio sperduto in mare, sotto il sole del mezzogiorno e in mezzo gelo della notte; che mi sentissi in colpa per averlo lasciato lì in mezzo al nulla per continuare a fare le mie cose. Ed è capitato, poi, quando ho finalmente riavuto tra le mani il libro, di ritrovare un compagno di viaggio, di rimettermi accanto a lui in quella piccola zattera dai contorni ormai quasi reali e di rannicchiarmi lì in silenzio, a condividere di nuovo speranza e rassegnazione. Il motivo è che quello di Marquez è un racconto autentico e vero, privo di qualsiasi ambiguità, unicamente proteso verso l’esistenza e verso quello scarto che esiste sempre e costantemente – sia che ci si trovi sperduti in mare o al sicuro sulla terra ferma – tra la morte e la vita; quella vita che, nonostante tutto, irrompe prepotente; quella vita che, anche quando ci sembra che non ci sia più spazio per niente, torna a galla e vince.

Quella mattina avevo scelto tra la vita e la morte. Avevo deciso per la morte, e tuttavia ero ancora vivo, con un pezzo di remo in mano, disposto a continuare a lottare per la vita. A continuare a lottare per l’unica cosa di cui non mi importava più nulla.

Racconto di un naufrago è tante cose: una cronaca giornalistica, un reportage che svela i retroscena di un evento insabbiato dal governo, ma ancora di più, è un appassionante apologo sulla disperata volontà di sopravvivenza. Una volontà condivisa da tutti, naufraghi in mare o nella vita.

VOTO: 8

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Gabriel García Márquez
TITOLO: Racconto di un naufrago
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 140
EURO: 9,00
ISBN: 9788804469117

NOTA SULL’AUTORE:

gabriel-garcia-marquez Gabriel García Márquez (Aracataca, 1927 – Città del Messico, 2014), ha vinto il premio Nobel nel 1982 con Cent’anni di solitudine (1967) che l’ha consacrato al pubblico internazionale. Fra le sue opere principali ricordiamo: Cronaca di una morte annunciata, Nessuno scrive al colonnello, L’amore ai tempi del colera, Memoria delle mie puttane tristi, Dell’amore e degli altri demoni. 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Autore

Siciliana e studente di Lingue e Letterature Straniere. Dopo gli studi classici, si è laureata con una tesi su Cesare Pavese e "Il mestiere di vivere". Attualmente prosegue i suoi studi con un master in Marketing e una laurea specialistica in Letterature Comparate. E' redattrice presso alcune riviste online in cui si occupa di attualità, arte e cultura. Bibliofila e femminista.

Numero di articoli : 5

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