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Citazione su Il giornalino di Gian Burrasca

Citazione su Il giornalino di Gian Burrasca

La citazione del giorno riguarda Il giornalismo di Gian Burrasca e ci ricorda i tempi passati fatti di bambini dispettosi e simpatici in un libro che rappresenterà sempre un evergreen.

“Per me e per Mario Michelozzi è stata una grande soddisfazione quella di aver fatto cambiar regime ai nostri pasti, e ripensando alla nostra audace spedizione di stanotte, ai pericoli affrontati con tanto sangue freddo, mi par d’essere uno degli eroi di quelle imprese gloriose che si trovano in tutte le storie di tutti i popoli e che a farle devono essere state molto divertenti per chi le ha fatte, quanto sono noiose a leggerle per i poveri scolari perché devono poi impararle a mente con tutte le date…
E alla fin dei conti non si tratta forse delle medesime cause e dei medesimi fatti nei quali chi ha più cuore e più coraggio si sacrifica per il bene comune?
Anche nelle storie delle nazioni ci sono i popoli che ogni tanto si stancano d’aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltano fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finché per la loro abnegazione, non si passa alla pappa al pomodoro…
Che fa se il popolo ignora chi è stato che ha fatto cambiar minestra? A noi basta la coscienza d’aver fatto quel che abbiamo fatto per la felicità di tutti”.

Forse, leggendo il nome di uno dei protagonisti, Stoppani, quasi alla fine della citazioni, molti di voi avranno capito da quale libro proviene questo brano. E forse saranno tornati indietro con gli anni e i ricordi. Il libro è, infatti, un classico dei romanzi per l’infanzia: si tratta de. L’avete letto da piccoli? Io sì, l’ho amato molto anche se, al contrario di Giannino, ero una bimba tranquilla. Giannino però mi era simpatico perché tutti i disastri che combinava partivano sempre dal desiderio di divertirsi in modo innocente (come quando taglia a zero i capelli della cugina) o addirittura per far del bene agli altri (come quando fa esplodere i razzi destinati alla festa di matrimonio della sorella).

Per quanti di voi non lo conoscessero, Il giornalino di Gian Burrasca è un diario, scritto dal novenne Giannino Stoppani, soprannominato da tutti Gian Burrasca per via dei tanti guai che involontariamente combina. Giannino vive e scrive il suo diario (in realtà romanzo di Vamba) tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ma, tolti alcuni elementi ormai datati, rimane attuale perché sempre uguale è lo spirito con il quale i bambini vedono il mondo e vivono la vita. Giannino è un’entusiasta, un bimbo che si appassiona alle cose e che vuole sapere tutto quello che pensano e fanno gli adulti, che invece troppo spesso lo escludono dai loro ragionamenti pensando che un bambino non può capire. Così, Giannino spesso pianifica quelli che si riveleranno colossali disastri per rendere più facile la vita degli adulti, per risolvere i problemi che sembrano sempre avere. Con risultati catastrofici e, ovviamente, divertentissimi per il lettore di qualsiasi età.

Guaio dopo guaio, Giannino Gian Burrasca viene infine mandato in collegio dai genitori che sperano così di “raddrizzarlo”. In collegio Giannino fa amicizia con Mario Michelozzi e una sera, spiando il lavoro delle cucine, scoprono che la cuoca, per la minestra del venerdì, ricicla gli avanzi di cibo lasciati nei piatti dai ragazzi. Indignati, decidono di mettere a punto un piano per mostrare il misfatto compiuto dalla cuoca. Il piano, che consiste nel rendere inutilizzabile il riso usato per la famigerata minestra, ha successo e la cuoca è costretta a cucinare qualcosa di alternativo, la poi famosa pappa col pomodoro.
Giannino e Mario si sentono dei veri e propri eroi. Eroi silenziosi poiché nessuno sa che è grazie al loro intervento che la minestra è cambiata. Eroi bambini che hanno rischiato una sgridata, o peggio l’espulsione dal collegio, per il bene della comunità dei compagni.

Scriveva Brecht che è fortunato il popolo che non ha bisogno di eroi. Vero, ma utopico. E se gli eroi ci devono essere, chi sono quelli oggi? E sono come Giannino e Mario? Domanda difficile e risposta, come sempre, individuale. Io penso che gli eroi veri sono quei cittadini che ogni giorno fanno qualcosa per essere di aiuto alla comunità (locale o globale): le persone che lavorano nel settore della sanità e che fanno stare meglio le persone fisicamente, i volontari che distribuiscono pasti caldi e coperte a chi non può permetterseli, i tanti cittadini che si prendono cura dell’ambiente e cercano di educare gli altri a farlo, e anche, perché no, gli artisti che ci fanno uscire dalla quotidianità e ci regalano il bello, e ancora semplicemente chi è attento alle persone che lo circondano. Eroi quotidiani e silenziosissimi, ma eroi. Perché non è facile nel mondo veloce e ingordo di oggi curarsi, in vari modi, delle persone.

E poi ci sono due categorie speciali di eroi, almeno per me che sono di parte: la prima è costituita da tutti i professionisti che si occupano della formazione dei bambini, dei ragazzi e degli adulti. Sulle loro spalle c’è la responsabilità di formare cittadini e soprattutto cittadine liberi e consapevoli: per farlo ci vuole la capacità eroica di non omologarsi al pensiero comune, di riconoscere le qualità del singolo e di incentivarle, di insegnare senza pensare a quello che vorrebbero che i loro allievi fossero ma pensando a quello che essi vogliono essere.
La seconda categoria è formata dalle persone che, a vario titolo, custodiscono il concetto stesso di umanità, che ci raccontano chi siamo stati e che cercano di farci capire chi possiamo essere, che ci ricordano che, se continuerà anche in futuro ad esistere qualcuno che fa il loro stesso mestiere, anche noi saremo immortali.

E i vostri eroi, chi sono? Avete voglia di condividerli insieme a noi? Aspettiamo nei commenti i vostri pareri sull’argomento.


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Autore

Laureata in lettere classiche all'Università di Pavia ha ottenuto il dottorato di ricerca in civiltà del Mediterraneo antico all'università di Pavia e alla Freie Universitaet di Berlino. Insegna italiano, latino e tedesco in diverse scuole private. Lettrice onnivora da sempre, la passione l'ha ereditata dalla mamma. Le piace tutto quello che è scritto bene, non importa l'argomento o l'autore.

Numero di articoli : 8

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