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Splendi più che puoi: intervista a Sara Rattaro 

Leggeremania incontra Sara Rattaro per un’intervista sul suo nuovo romanzo edito dalla Garzanti: Splendi più che puoi.

Il 31 marzo è uscito nelle librerie Splendi più che puoi, il quinto romanzo di Sara Rattaro, autrice genovese vincitrice nel 2015 del premio Bancarella con“Niente è come te”(2014) ma già nota in tutta Europa grazie a “Un uso qualunque di te” (2012) e soprattutto“Non volare via” (2013). L’abbiamo incontrata presso la sua casa editrice, la Garzanti, dove davanti a una meravigliosa focaccia di Recco ha risposto a numerosissime domande e curiosità.

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Eccone alcune.

  • Splendi più che puoi tratta di un amore che diviene ossessione e che sfocia poi nella violenza. Un tema impegnativo che tu hai scelto di affrontare con una storia che ha una genesi un po’ particolare…

 Sì, ero in tour a presentare “Non volare via”, era il giugno del 2013, e al termine di una delle presentazioni mi si è avvicinata una signora che mi ha detto: “Io ho una storia da raccontare e mi piacerebbe che fosse lei a raccontarla”. Io ero un po’ titubante, così le ho chiesto: “Signora, cosa c’è in questa storia, perché secondo lei è da raccontare?”. E lei mi ha detto:

“Io sono stata sequestrata da mio marito per sei anni. Erano gli anni Novanta, eravamo sposati da poco, mi ha portata in montagna per superare le difficoltà dopo la maternità e da quella casa in montagna non sono più uscita se non calandomi da una finestra”.

Sono tornata a casa con quelle parole nella testa, mi ripetevo che era davvero una storia da raccontare, che c’era qualcosa di forte. Ho richiamato quella signora e le ho chiesto perché voleva me, perché mi aveva scelta, e lei ha risposto: “Perché lei mi sembra una persona molto educata, mi piace il modo in cui ha raccontato le sue storie”. Così ho preso la macchina e sono tornata là e siamo state insieme per una settimana mentre lei mi raccontava pezzi di questa avventura. Quando è stato il momento di ripartire, mi ha lasciato il diario che aveva scritto non appena uscita dal tunnel. Sono tornata a casa con questo fascicolo e ho lasciato passare un po’ di tempo in attesa che la storia arrivasse, che esplodesse, e alla fine è arrivata.

  • Quanto tempo hai impiegato a scrivere il tuo romanzo?

La stesura è durata circa un mese, è stata una stesura velocissima, di rabbia e di sentimenti forti, arrivata con una marea di dubbi. Benché affrontare il tema della violenza per un’autrice donna sia doveroso – prima o poi ci scontriamo tutte, scontrarsi significa anche decidere di non affrontarlo, perché si può anche pensare di non essere all’altezza – è un argomento che deve essere affrontato con la maggiore onestà possibile, bisogna avere la consapevolezza di stringere tra le mani un tema che tocca molte persone e che può ferire se è trattato nel modo “sbagliato”. Ho quindi dovuto prima fare i conti con questi sentimenti, chiedermi: “È arrivato il momento giusto? Sono pronta come donna? E come autrice?”. Dubbi che poi sono stati spazzati via dalla forza della storia.

  • È stata quindi la storia a decidere per te, a dirti che era giunto il momento.

Una volta ho sentito un autore dire che a un certo punto nella carriera di uno scrittore o di una scrittrice arriva la storia che è più forte di te. Io credo sia questa la mia storia. Gli altri miei romanzi,“Niente è come te”, “Non volare via”, potevo scriverli solo io in quel modo. Un altro autore avrebbe potuto prendere quelle storie e scrivere un altro romanzo, molto più bello, più avvincente, con un taglio assolutamente diverso… Però, così come sono, hanno la mia mano, perché quelle storie le ho rese le mie storie, e ho voluto dar loro un taglio, un punto di vista, un messaggio. Nel caso di “Splendi più che puoi” è la storia che ha governato me e sono quasi convinta che un altro autore al mio posto avrebbe fatto lo stesso lavoro, la stessa fatica, si sarebbe scontrato contro le stesse difficoltà.

  • A proposito di difficoltà, qual è stata la difficoltà più grande con cui ti sei dovuta confrontare?

Il mio obiettivo era riuscire a raccontare una storia senza quei facili giudizi in cui spesso si cade, come il pensare che quella cosa sia successa a quella persona perché se l’è cercata. Considerate che negli anni Novanta la legge sulla violenza domestica non esisteva (è del 2001) e lo stupro viene riconosciuto come un crimine contro la persona e non più contro la morale pubblica e il buon costume nel 1996. Essere la moglie di una persona violenta negli anni Novanta, più di adesso, era un fatto privato. Tuo marito, anche se era un violento, te lo tenevi a meno che non riuscissi a divorziare, ma separarsi era ancora più complicato. Per ironia della sorte, dovevi quasi sperare che lui tentasse di ucciderti e non ci riuscisse, a quel punto c’era il tentato omicidio a tuo favore. La situazione oggi è un po’ diversa, ma c’è sempre il “sì però se l’è andata a cercare, però poteva liberarsi prima, sì ma in quella situazione io avrei fatto diversamente…”, tendiamo ancora a vederla così. Il mio obiettivo non era giudicare, ma raccontare una storia di speranza.

  • Obiettivo che persegui sin dal titolo che hai scelto…

Splendi più che puoi è una frase che avevo in testa da un sacco di tempo.È un’espressione che è stata erroneamente attribuita a Pier Paolo Pasolini, che ha detto:

“Ti insegneranno a non splendere, tu invece splendi” ma è stata riportata come “… tu invece splendi più che puoi”.

Mi sono sempre detta che sarebbe stata un bel titolo per un romanzo e che appena avessi azzeccato la storia giusta l’avrei proposta. E per questa storia era perfetta.

  • La donna che ha ispirato la tua Emma cosa ne pensa di Splendi più che puoi?

La vera Emma ha letto il romanzo prima che lo inviassi alla Garzanti, perché spettava a lei decidere se la storia doveva essere pubblicata oppure no. Io ho romanzato molto poco il materiale che mi aveva fornito, quindi c’era la possibilità che ritrovando la sua storia in un libro lei decidesse di tirarsi indietro e se lei non se la fosse sentita voi ora leggereste qualcos’altro.

Ringraziamo Sara Rattaro per la disponibilità. Se desiderate conoscere meglio questa scrittrice, ecco qualche altra curiosità che ci ha raccontato in una precedente intervista.

Per saperne di più su Emma e la sua vicenda, non vi resta invece che leggere Splendi più che puoi!


©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

laureata in Lettere, è lettrice a tempo pieno ed editor freelance a tempo perso. Istintivamente portata a prediligere libri voluminosi e polverosi, ha eletto come suoi preferiti due romanzi snelli e piuttosto recenti. Sostiene, del resto, che la passione per la lettura non conosce incoerenze.

Numero di articoli : 7

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