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Doppio sogno di Arthur Schnitzler vs Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick

Un approfondimento ricco di riflessione in cui mettiamo a confronto Doppio Sogno di Arthur Schnitzler e Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick.

Qualche tempo fa abbiamo pubblicato la recensione di Doppio Sogno di Arthur Schnitzler.  Oggi ritorniamo a parlarne con un approfondimento legato alla trasposizione cinematografica di Kubrick.

Qualunque persona minimamente appassionata di cinema conosce perfettamente (o almeno così dovrebbe essere) il film Eyes Wide Shut, il canto del cigno di quel magnifico regista che è stato Stanley Kubrick, in assoluto uno dei più grandi dell’intera storia della Settima Arte.

Il film è conosciuto essenzialmente per due motivi, almeno presso il grande pubblico: per la coppia di protagonisti formata da Tom Cruise e Nicole Kidman e per la lunga scena nella fase centrale del film, in cui il dottore si ritrova in una gigantesca villa, testimone di un’orgia tra uomini e donne mascherate, personaggi inquietanti facenti parte con ogni probabilità dell’alta società.

doppio sogno Eyes_Wide_Shut

In pochi sanno che questa pellicola è stata tratta da un romanzo pubblicato nel 1926 e scritto da Arthur Schnitzler, un romanzo breve molto interessante che diventa manifesto del decadentismo vienesse, emblema della crisi di valori che Nietzsche aveva enunciato nei suoi scritti filosofici e che determinò in toto l’ingresso nella travagliata Era Contemporanea.

A differenza del film di Kubrick, l’opera di Schnitzler ha un’ambientazione diversa, siamo infatti a Vienna nella fine del 19° secolo. Ma a parte questo aspetto temporale e di luoghi, la storia resta pressocché immutata, se non per alcuni dettagli necessari allo sviluppo di un film che rispetto alla letteratura necessita di altri tempi e di situazioni ancor più calibrate.

Nella novella di Schnitzler quello che balza all’occhio del lettore, oltre alla storia indubbiamente molto interessante, è proprio lo stile narrativo dell’autore, uno degli “inventori” del monologo interiore utilizzato come metodo di narrazione.

Il romanzo breve (poco più di 100 pagine) fila via che è una bellezza, senza punti morti e con una capacità di incollare il lettore dalla prima all’ultima pagina che poche altre opere riescono ad avere.

Ma in cosa sta la grande forza del racconto Doppio sogno?

Semplicemente nel suo essere, ancora oggi, così attuale. La crisi di coppia, i desideri incoffessati/bili, un fuoco di passione che brucia sotto la placida apparenza di una tranquilla e paciosa vita matrimoniale.

Al dottor Fridolin non manca nulla: ottimo lavoro, una bella moglie, una figlia, una bella casa, ottime possibilità finanziarie e una città tranquilla ed elegante come Vienna. Dietro questa facciata borghese, però, nel cuore di Fridolin manca l’elemento più importante: la vita, la libertà, una massa di voglie incontrollabili e inappagate che il nostro tenta in tutti i modi di tenere chiusi dentro se stesso.

Ma non solo lui… anche sua moglie Albertine vive nella medesima situazione, cosa comprovata già nelle primissime pagine del libro nel racconto/confessione di lei che con disincantata tranquillità racconta al marito di come l’anno prima, durante la loro vacanza in Danimarca, avesse provato degli impulsi fortissimi nei confronti di uno sconosciuto. Sarebbe stata disposta a tutto, anche a sacrificare tutto della sua vita per essere presa da quell’individuo…

eyes wide shut- doppio sogno

Lo stato emotivo del dottor Fridolin, chiaramente turbato, cerca di annegare i propri tormenti gettandosi a capofitto nel buio e nei misteri della notte. Dopo una serie di incontri fortuiti, il rispettabile dottore si troverà in un’elegante villa, testimone di un ballo in maschera che ben presto si trasformerà in un’immensa orgia tra sconosciuti facenti parte di una qualche associazione segreta, molto probabilmente un gruppo di persone dell’alta società.

Questa intrusione costerà la tranquillità di Fridolin, terrorizzato e intimorito dalle possibile conseguenze della sua avventura e del destino di una misteriosa femme fatale disposta a sacrificare se stessa per salvare lui.

Il tutto si concluderà con il crollo di lui al cospetto della moglie che ha intuito che qualcosa di poco chiaro è capitato durante quella notte, con la maschera posta sul cuscino che denota la preoccupazione di lei di avere un marito che nasconde dietro l’apparenza la sua vera natura predatoria e disperata.

La storia si chiude così, con la coppia che si risveglia dai tormenti e da questo “doppio sogno” vissuto da entrambi, tra realtà e mondo onirico.

Un’opera surreale che ascrive Schnitzler tra i grandi scrittori del Novecento, un romanzo che deve essere asssolutamente letto, se non altro per imparare come si costruisce la tensione pagina per pagina, anche se la storia si basa solamente su una manciata di protagonisti e gli eventi concreti non siano poi così tanti. Quelle poche cose che accadono, però, lasciano intendere un abisso di perversioni e di ricerca ossessiva del piacere portata avanti a discapito di tutto, anche della vita stessa.

Capita così che un professionista tutto d’un pezzo venga attratto dal caotico disordine della passione, per poi ritrovarsi in una sorta di incubo grottesco da cui probabilmente non ci sarà mai via d’uscita, proprio come accade con le ossessioni della mente.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Autore

Blogger freelance, laureato in Filosofia e autore di un romanzo e di un paio di raccolte di racconti, si occupa del blog del Provider Keliweb. Scrive recensioni di cinema e letteratura sul sito cinefocus.it, e prossimamente lancerà sul web il suo blog personale bloggerfreelance.it.

Numero di articoli : 8

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