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D’amore si muore ma io no di Guido Catalano

La recensione del primo romanzo di Guido Catalano, D’amore si muore ma io no. Ironico, raffinato come il più grande dei poeti, romantico come il più candido dei bambini, Guido Catalano convince e vende bene, intrattiene e non annoia.

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Ho finito da un paio di giorni il romanzo di Guido Catalano, D’amore si muore ma io no, e già mi manca, un po’ come quando una storia d’amore finisce troppo presto o come quando perdi un amico. Per esempio, adesso, tanto per citare gratuitamente Salinger, sarebbe davvero simpatico avere il numero di Catalano, chiamarlo e farci due chiacchiere:

Ciao Guidone! Come stai? Lo sai che sei un maledetto genio e che con sto romanzetto hai fatto centro? Che, in realtà, io ti preferisco come poeta, ma ‘sta roba qua non è male proprio per niente. Lo sai? Certo che lo sai, furbone!

E giù così per tipo un paio d’ore.

Guido Catalano,poeta torinese affermatosi grazie ai social e che da parecchi anni porta i suoi versi in giro per l’Italia,ha deciso cimentarsi nel suo primo romanzo. D’amore si muore ma io no è, come leggiamo in copertina, il primo romanzo dell’ultimo dei poeti, una simpatica commedia sentimentale dei giorni nostri che fa sbellicare dalle risate a tratti e che tira bastonate ad altri. La storia è quella di Giacomo, poeta semiprofessionista vivente, che va in giro per teatri e locali a leggere le sue poesie, e che spera un giorno di riuscire a campare grazie al lavoro di poeta.

In attesa del grande momento, però,è costretto a fare altri lavoretti per pagarsi l’affitto e – tra amicizie strambe, serie tv, pizza e fiumi di Negroni – s’innamora di un’aracnologa, la bella Agata, e per tutto il romanzo lo seguiamo nelle sue mirabolanti e impacciate imprese amorose.

Giacomino (odia il soprannome Giacomino) deve confrontarsi con un mucchio di cose, un mucchio di cose che, in realtà e in teoria, sono semplici ed elementari per chi sa stare al mondo, ma che per chi no – per quelli come noi e come lui – diventano un gigantesco casino dal quale raramente si viene fuori illesi. Le storie d’amore, si sa, non sono mai come raccontano le fiabe, mai rose e fiori,piuttosto sono piene d’imbarazzi, figuracce, tradimenti e sbandamenti.

Il pregio del romanzo di Guido Catalano è l’onestà nel raccontarcene una:è un libro d’amore realissimo e allo stesso tempo romanticissimo, romantico ma di uno strano romanticismo che non disturba neppure i poco romantici come me che – pure se mi innamoro circa trentasette volte al giorno –, giuro,sono l’ultima delle romantiche.

È un libro che entra subito in empatia col lettore, che poi è il punto di forza di tutte le storie di Guido Catalano che, in poesia o in prosa, funzionano alla grande; e funzionano perché parlano di tutti noi, perché sono in grado di unire letteratura alta e bassa, abbracciando una grande fetta di pubblico, dagli adolescenti agli adulti, ché tanto, a sedici o a quaranta, i casini d’amore sono sempre gli stessi.

Le sue poesie (e ora il suo romanzo) arrivano dritto al punto in un linguaggio originale, spesso pieno di licenze poetiche e senza troppa punteggiatura, un flusso di coscienza poetico dai mirabolanti giri sintattici che unisce lessico ricercato e basso, rivelandosi un connubio felicissimo.

Ironico, raffinato come il più grande dei poeti, romantico come il più candido dei bambini, Guido Catalano convince e vende bene, intrattiene e non annoia. Consiglio di leggerlo perché è un libro leggero e vitalistico, pessimista e profondamente ottimista, ricco di spunti e linguisticamente stimolante. Consiglio di leggerlo perché chiunque può riconoscersi nelle (dis)avventure di Giacomo: chiunque sia stato, almeno una volta nella vita, innamorato e abbia fatto delle cose buffe, folli, irrazionali, senza capo né coda; chiunque sia stato imbranato e goffo a contatto con l’altro, chiunque abbia fallito e chiunque, per un grande colpo di fortuna, per delle congiunzioni astrali inspiegabilmente favorevoli, abbia avuto successo: si chiama amore, annessi e connessi.

E se è vero che d’amore si muore, è anche vero che noi no, proprio per niente.

 

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Guido Catalano
TITOLO: D’amore si muore ma io no
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 396
EURO: 17,00
ISBN: 978-8817072502

 

NOTA SULL’AUTORE:

Guido Catalano è nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Collabora con Smemoranda, è ospite fisso di “Caterpillar” su Radio Rai 2, tiene un blog sul “Fatto quotidiano” e cura la posta del cuore per la rivista “linus”. Ha pubblicato per Miraggi Edizioni Ti amo ma posso spiegarti e Piuttosto che morire m’ammazzo. Con Rizzoli ha pubblicato il suo primo romanzo D’amore si muore ma io no.

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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Siciliana e studente di Lingue e Letterature Straniere. Dopo gli studi classici, si è laureata con una tesi su Cesare Pavese e "Il mestiere di vivere". Attualmente prosegue i suoi studi con un master in Marketing e una laurea specialistica in Letterature Comparate. E' redattrice presso alcune riviste online in cui si occupa di attualità, arte e cultura. Bibliofila e femminista.

Numero di articoli : 4

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