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Acuto di Carla Magnani

Nel suo romanzo di esordio Acuto, la scrittrice fiorentina Carla Magnani fa rivivere la Storia degli anni ribelli italiani del famoso ’68.

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Chi non c’era sa, solo per sentito dire. I più attenti ne percepiscono ancora le conseguenze e, come chi c’era, accusa il passato di aver sbagliato. E così la Storia si ripete …

Il famoso ’68 rappresentò per le nuove generazioni una storica ribellione dalla portata mondiale come non ve ne erano state in precedenza. Fu il momento di riscatto dalle autorità che la società esercitava sulle masse, l’occasione per imprimere la propria voce sulla scena politica e culturale. Si aspirava al miglioramento sociale, alla rivendicazione dei diritti sociali. Così, in nome dei principi di uguaglianza e di un rinnovamento contro un sistema accademico definito obsoleto ed elitario, come accadeva nello specifico in Italia, migliaia di studenti, negli Stati Uniti e in Europa, occuparono fabbriche e Università e marciarono coesi in cortei, contribuendo sempre più ad inasprire il conflitto che si stava ormai creando con docenti e forze dell’ordine. Molte di queste manifestazioni sfociarono infatti in repressioni violente. Ne fu un esempio una delle tante proteste italiane, esplosa presso Piazza Valle Giulia a Roma il 1 marzo del 1968 che Pasolini definì “un frammento di lotta di classe”.La ribellione che i giovani universitari avevano tanto auspicatosi rivelava una rivolta di borghesi. Cosa restò, allora, di tanta protesta, rabbia verso il sistema, voglia di imporre la propria voce? L’illusione lascio spazio a una amara delusione e i più idealisti abbandonarono i movimenti, finendo col tradire, insieme ai propri ideali, anche se stessi.

“Non è concepibile immaginare di governare democraticamente una nazionemettendo in campo solo forze nuove. Era, sarebbe stato nostro sacrosanto dovere sbarazzarci delmarcio che ci circondava, ma anche riconoscere e salvare quel che di buono esisteva inprecedenza. Ecco dove abbiamo fallito. Con le nostre incazzature esasperate siamo andaticiecamente contro tutto e tutti e così abbiamo offerto il fianco a uno Stato che sfruttava unperiodo di estrema incertezza per alimentare la tensione”.

Evocato dalla forza dei ricordi di Elisa, ormai nonna alle prese con una vita ordinaria e rassicurante, da lei sempre auspicata, questo prorompente pezzo di storia del nostro Paese torna a rivivere nelle pagine di Acuto, il primo romanzo che Carla Magnani ha pubblicato nel 2015 con la casa editrice Gilgamesh. L’autrice ricorre alla tecnica del flashback per i suoi numerosi salti temporali, che hanno come nodo principale il periodo della contestazione giovanile, fra il 1964 e il 1972, nelle Università toscane, in particolare in quella di Pisa.

Acuto di Carla Magnani: la trama

Tutto ha inizio con l’inaspettata telefonata che Elisa riceve dagli Stati Uniti da parte di sua sorella Ester. Alla notizia che Marco, compagno comune di vecchia data, è in fin di vita a causa di una grave malattia, Elisa vede passarle dinanzi, come tanti nitidi fotogrammi, la storia della sua vita. Ragazza giudiziosa che desiderava compiacere gli altri, aveva deciso di studiare Lettere presso l’Università di Pisa e assicurarsi una vita tranquilla, priva di inconvenienti. Riluttante ai cambiamenti, aveva vissuto il famoso ’68 da antagonista indifferente, al contrario di sua sorella Ester, ribelle accanita contro la società e all’autorità del padre, rispettabile notaio, duro e scostante nei confronti di una figlia così dissidente, con il quale la ragazza aveva finito per rompere definitivamente i ponti, lasciando aperta una ferita profonda e difficile da ricucire per tutta la famiglia. E mentre la Storia si rincorreva e “non faceva in tempo a stare dietro a se stessa”, Elisa aveva affrontato la sua prima lotta interiore. Alla vita delle due sorelle si era intrecciata infatti quella di Marco, giovane studente di medicina, figlio di operai, determinato a portare avanti una contestazione nella speranza di un miglioramento sociale. Universitario carismatico a capo del movimento studentesco dell’Università di Pisa che incantava con la sua voce, ammirato per la sua capacità di interpretare la volontà di agire dei giovani coinvolti nel grande e agognato cambiamento sociale, Marco aveva destabilizzato i sentimenti della quieta e prevedibile Elisa, che però non aveva trovato il giusto coraggio per combattere in nome di un amore puro e sincero, che il ragazzo desiderava offrirle. Allo scontro con la sua famiglia, Elisa aveva continuato a preferire la tranquillità. Anni dopo, di fronte alla risolutezza della sorella che le ha organizzato il volo per gli Stati d’Uniti, Elisa si sente violentata nella sua natura a prendere una decisione così repentina. Lei così prudente, abituata a lasciare agli altri il ruolo di pianificare la sua esistenza per tenere a bada un tumulto di emozioni celate dietro i suoi occhi azzurri, un regalo delle onde del mare, come le ricorda sempre sua madre “Ecco perché, quando siamo arrabbiate, assomigliamo a un mare burrascoso”, alla notizia della malattia di Marco, decide di farsi finalmente guidare dai sentimenti. Si alternano così eventi della vita presente di Elisa a quelli del suo passato. Quando i due momenti convergeranno, Elisa affronterà la vera se stessa e oserà come non ha mai fatto prima in vita sua.

Dalla paralisi al volo

In Acuto, la protagonista passa così da una lunga fase di paralisi interiore, scandita da una sorda ottusità che cela una inconfessata paura di vivere autenticamente, al momento decisivo di smettere di temere di essere se stessa. La sua fobia di salire su un aereo ricorda il libro cult femminista della fine degli anni ’70 Paura di volare di Erika Jong, in cui la protagonista, che fa di cognome proprio Wing (ala), audace sul piano sentimentale, non riesce ad affrontare questo suo immenso timore. Èquesta una paura che accomuna tante donne che si sentono ben piantate a terra, ma che nascondono il grande terrore di lasciarsi andare alle proprie emozioni. Ebbene, Elisa affronterà e supererà questa sua grande paura proprio nel momento in cui deciderà di sfidare le regole che hanno da sempre guidato la sua vita.

Lo stile e i personaggi

Il cambiamento che la protagonista matura in se stessa, si traduce stilisticamente in una variazione del ritmo narrativo. Dalla lentezza della prima parte in cui prevale una cronaca scorrevole degli eventi, si passa a un andamento più incalzante, determinato dall’introduzione di numerosi dialoghi che trascinano il lettore in un crescendo di emozioni, proprio come in una melodia in cui la tensione sale e si fa, così come recita il titolo, più acuta. Elisa, pianista, a questo punto si lascia travolgere da una musica dalle scale più intense che vibrano in lei con intensità, sino a indurla al volo, uno dei topoi più cari alla letteratura. Sospesi sull’onda della Storia che travolge i destini che da essa decidono di lasciarsi coinvolgere, i frammenti di una vita non vissuta si ricompongono in una nuova occasione per la donna, che fino a questo momento ha simboleggiato il prototipo di coloro si lasciano ai margini della vita, lasciando che la Storia passi loro accanto senza sfiorarli.

Particolare attenzione meritano i personaggi delineati dalla scrittrice fiorentina, e la loro evoluzione. Carla Magnani si presenta al suo pubblico come una autrice dallo stile semplice e lineare, ma che sa imprimere forza agli eventi narrati in particolar modo attraverso il personaggio di Marco. È in lui che la Storia pulsa, si fa vivido ricordo di un passato che lascia le sue indelebili tracce in chi la Storia la fa in prima persona. Le sue vicissitudini post-sessantottine sono invece raccontate come una rapida successione di titoli di coda, che di primo acchito fa sembrare eccessivo l’accanimento della vita nei suoi confronti. In realtà in questo passaggio, dal forte impatto emotivo, è sottesa la volontà della scrittrice di far emergere una profonda evoluzione della sua persona. Nonostante i numerosi colpi inferti, l’uomo riesce infatti a trarre una lezione importante da quanto ha subito: capisce che la vita è legata inevitabilmente al suo opposto: la morte. E così la morte degli ideali politici, la morte dei pazienti sotto le sue mani e la sensazione di impotenza, la perdita tragica dei suoi familiari, la fine del rapporto con sua moglie, non induriscono il suo temperamento, ma lo rafforzano. Egli rappresenta l’eroe che non tradisce i suoi ideali positivi, al contrario di Elisa che vive passivamente nella sua prima parte della vita, lasciando che la Storia le passi accanto, nell’indifferenza, preoccupata solamente di assicurarsi una vita che la preservi da incertezze e turbamenti. Anche se Ester e Marco hanno vissuto lo sgretolamento degli ideali politici e, come essi stessi affermano ironicamente, hanno finito per ridursi a “borghesi omologati”, un tempo hanno preso di petto la loro vita e alle spalle hanno un passato da raccontare, indissolubilmente legato al destino di altre esistenze.

Infine, anche se antitetiche fra loro, le due sorelle sono figure complementari all’interno dell’impianto narrativo. Prudente e discreta la prima, ribelle e impetuosa la seconda, i personaggi femminili sono legati fra loro da una forte complicità. Pur appoggiando ideali diversi, si sostengono nei momenti di difficoltà e, se la prima avrà la sua occasione di riscatto, confermando che, seppure al sicuro sotto l’aura della sua quotidiana serenità casalinga, una donna  cova sotto le ceneri un’ indole audace, la seconda incarna la realizzazione di quell’ideale di donna che si è riappropriata del suo ruolo nella società, a seguito di una rivendicazione tenace in un momento storico che, nonostante le sue discutibili contraddizioni, è riuscito a regalare ai posteri, importanti e durature conquiste.

VOTO: 6.5

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Carla Magnani
TITOLO: Acuto
EDITORE: Gilgamesh
PAGINE: 160
EURO: 10,00
ISBN: 978-88-6867-084-9

NOTA SULL’AUTRICE:

Carla-MagnaniCarla Magnani è nata in Toscana, a Piombino, ma da molti anni risiede in Lombardia. Laureata in Lettere Moderne, ha insegnato in diversi istituti superiori e scuole medie della provincia di Milano e di Brescia. In passato ha vinto alcuni premi di poesia. Acuto è il suo romanzo d’esordio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Autore

laureata in Filosofia, è attualmente giornalista freelance per una rivista del settore automotive. Adora leggere da quando ha 8 anni sviluppando subito una predilezione per i classici della letteratura straniera dell’800. Le sue letture spaziano in tutti i generi. Nel tempo libero si diletta a scrivere racconti brevi e poesie.

Numero di articoli : 44

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