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Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco

Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco, tra i vincitori del Premio Salerno Libro d’Europa, è un libro in cui si viaggia verso il cammino della vita insieme all’amore, l’amore ereditato.

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Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco è una carezza all’anima intrappolata in un limbo di incertezze, una mano delicata che la libera e la accompagna alla luce. È scritto con stile profondo e poetico, dal sapore ancestrale che si intreccia con la bellezza incontestabile dei paesaggi marchigiani e si fonde con la magia pura della leggenda custodita tra i monti Sibillini.

Ho chiesto a Mister Brandy cos’è l’amore.
E lui cosa ti ha risposto?
Di chiederlo a te o alla mamma.
Mmm …risposta efficace. E questo cos’è?
Un disegno per la maestra. Questo è il cielo, poi ci sono la scuola, il giardino e i bambini che fanno ricreazione.
Metti la terra al posto del cielo e guardalo così. L’ amore fa questo, Viola, ti costringe a guardare le cose da un punto di vista nuovo. Ma tu non devi mai smettere di credere in quello che vedi. Anche quando tutto appare sottosopra.

Questi sono alcuni dei ricordi di Viola bambina, che sognava di diventare una scrittrice ma a volte i sogni si frantumano come pezzi di vetro quando, per circostanze familiari non si crede più in se stessi. Tali ricordi si intrecciano con il presente di Viola ormai adulta, che si nasconde pur di non guardare una realtà che non le appartiene. Ed è Viola la voce narrante, una voce lenta, come lento, quasi sospeso, è il cammino che si percorre in questo romanzo.

Se chiudo gli occhi: un accenno alla trama

La protagonista, come già accennato di nome Viola, ha una figlia di quattro anni ed è sposata con Paolo, un uomo tranquillo, premuroso ma distante.

Era una distanza e improvvisa la nostra, come lo sono sempre le distanze tra chi scopre di non amarsi più. Si continua a stare insieme per un motivo valido, per i soldi, per i figli, per un mutuo.

Paolo è l’esatto contrario del padre di Viola, Oliviero, che è uno scultore e, come tutti gli artisti un po’ folle, un eterno bambino. Viola cresce in un ambiente frenetico, vivido, pieni di sogni da coltivare. Il rapporto con il padre, però, diventa complesso a causa delle sue prolungate assenze, mentre la madre è vittima di se stessa, donna amareggiata e rassegnata. Così Viola prosegue la sua crescita, spegnendo l’entusiasmo per la vita e quando Oliviero ricompare all’improvviso nella sua vita e le propone un viaggio nella sua terra d’origine, Viola, pur piena di rabbia, accetta.

mi sembrò un bambino vecchissimo, sorpreso dall’amara felicità di aver ritrovato il giocattolo che aveva perso e dal timore che non sarebbe durato.

Il viaggio di Viola

È un viaggio dove diffidenza e delusione iniziale pian piano fanno spazio alla pacatezza e alla speranza, un cammino in cui solo in pochi minuti il padre riesce a percepire quanti rimpianti fossero nascosti nell’animo della figlia.
È un viaggio della verità, di un padre che si racconta. La crescita di Oliviero è legata alla magia delle sibille e alle luci della montagna, alla presenza di sole donne nella sua vita. Cresciuto e allevato da donne, ha infine avuto una figlia femmina, Viola,e un unico e grande amore, Pauline.

Qualche volta le persone che amiamo finiscono molto lontano”.” E della loro assenza ci pesa soprattutto quello che non siamo riusciti a dire.

L’uomo ha sempre pensato di aver deluso le donne della sua vita ma nelle sue sculture aveva l’abitudine di nascondere un oggetto delle persone a lui care, oggetti che apparentemente significano niente ma che nella sua vita hanno parlato d’amore.

È un viaggio attraverso paesi desolati ma contemporaneamente morbidi e accoglienti, dove il tempo sembra essersi fermato, Montemonaco, ai piedi dei monti Sibillini. Un mondo antico dove le donne e solo le donne sentono e vedono diversamente, sono sensitive: “credi solo in quello che vedi. Il fatto che tu sia l’unico a vederlo, non vuol dire che non esista.”

E Oliviero sa che solo la figlia può spezzare una catena che lega questi personaggi da troppi anni perché, come diceva sempre sua nonna Antina: “il perdono è femmina”.

Se chiudo gli occhi è l’amore puro che permette di cambiare prospettiva

Simona Sparaco, con una scrittura di rara bellezza, armoniosamente mescola poesia, mitologia e magia. In questo viaggio il vero protagonista è l’amore, quello nascosto, quello represso, quello disinvolto e quello che rinasce, l’amore puro e profondo riscoperto verso se stessi e gli altri nella sua totalità.

È il viaggio della conoscenza, perché solo attraverso di essa è possibile avvicinarsi al perdono, quello che permette di liberare e liberarsi; è un viaggio pieno di ostacoli, così come evocato dalla grotta della Sibilla, confine sottile tra tenebre e luci, perché solo addentrandosi tra le ombre delle fragilità si può ritrovare il percorso che conduce all’uscita della grotta e ammirare il mondo circostante e, tra la quiete che si respira, cogliere l’essenza della vita.

Un viaggio suggestivo come quando, ad un certo punto della storia, Viola si ritrova seduta da sola su una panchina di legno. Prova una paura paralizzante pensando alla sua vita trascorsa sino a quel momento e, nello stesso istante, si accorge di una scritta incisa sulla panchina: “si non sedesis”, che inizialmente interpreta come “se non siedi vai” ma di cui più avanti capirà il reale significato, perché letta al contrario l’iscrizione diventa “sisedes non is” cioè “se siedi non vai”.

In questo viaggio ci sono persone care che camminano al fianco di Viola, persone che decidono di percorrere un’altra strada, persone importanti che lasciano per sempre il sentiero e persone che la protagonista ritroverà sul suo cammino. Forse è un viaggio già programmato nei minimi particolari, un viaggio destinato, la cui meta è quello che proviamo e quello che abbiamo ereditato, cioè l’amore.

E tu, lettore, in questo meraviglioso viaggio che è la Vita, qualunque sentiero decida di percorrere, ricorda sempre “sisedes non is”.

VOTO: 9

SCHEDA LIBRO

AUTORE : Simona Sparaco
TITOLO: Se chiudo gli occhi
EDITORE: Giunti
PAGINE: 271
EURO: 16,00
ISNB: 9788809788763

NOTA SULL’AUTRICE :

SIMONA-SPARACOSimona Sparaco, scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Lovebook e, nel 2010, Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Nel 2013 è uscito per Giunti Nessuno sa di noi, un istantaneo bestseller del passaparola, ristampato in 21 edizioni, vincitore del Premio Roma e finalista al Premio Strega. Nel 2014 è uscito, sempre per Giunti, Se chiudo gli occhi (Premio Selezione Bancarella, Premio Salerno Libro d’Europa e Premio Tropea) a cui sono seguiti Equazione di un amore e, il più recente, Sono cose da grandi, edito da Einaudi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 


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Autore

Ex impiegata, è attualmente mamma a tempo pieno e, appena può, si dedica alla sua grande passione: la lettura. Adora i classici che hanno sempre qualcosa da insegnare, uno dei suoi preferiti è MollFlanders di Daniel Defoe. Fra i contemporanei predilige gli autori dal genere intimista e approfondisce tematiche sociali leggendo saggi di psicologia.

Numero di articoli : 17

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