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Incontro con Cristina De Stefano e le sue Scandalose

Scrittrici, scultrici, disegnatrici, cantanti, modelle, attrici, bellissime, ammaliatrici, provocatrici: le protagoniste del nuovo libro di Cristina De Stefano dal titolo Scandalose ispirano il pubblico femminile e coinvolgono quello maschile nell’affascinante (e pericoloso) viaggio dell’eterno femminino.

A voi il racconto dell’incontro del 28 giugno presso la Fondazione Matalon-Milano.

Tutto ciò che passa non è che un simbolo, l’imperfetto qui si completa, l’ineffabile è qui realtà, l’eterno femminino ci attira in alto accanto a sé

Faust- Goethe

Milano bagnata dalla pioggia, in un pomeriggio d’estate.
Le sofisticate sale della Fondazione Luciana Matalon, con le sue singolari selezioni di creazioni dell’arte contemporanea e, in un angolo, in un primo piano in bianco e nero, gli occhi ipnotizzanti dell’eclettica Nahui Olin incantano il pubblico su una pila di copie dell’ultima avventura biografica collettiva edita da Rizzoli della scrittrice Cristina De Stefano.

Reduce dal grande successo mondiale di Oriana. Una donna , ha voluto prendersi una pausa in compagnia di donne insolenti agli occhi dei più, che hanno inseguito incessantemente la loro idea di libertà. Sono nate loro, le Scandalose. Storie di donne libere, in libreria dal 25 maggio.

incontro di lettura con Cristina De Stefano

Le protagoniste di Le scandalose di Cristina De Stefano

Una galleria di venti donne del Novecento che hanno fatto rumore con le loro azioni e reazioni artistiche a una vita che le ha spesso tradite, deluse, oltraggiate. Tuttavia la rabbia, il dolore, lo sdegno non hanno impedito loro di affermare quella smania di indipendenza e la vena creativa che le ha immortalate come artiste controcorrente. Vivace performer ante litteram, come la baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, giovani ribelli e dannate come Albertine Sarrazin e Annemarie Schwarzenbach, abile fotografa nell’arte del trasferimento come Claude Cahun, l’esagerata attrice sul tetto del mondo Tallulah Bankhead, l’audace scrittrice pronta a denunciare i falsi moralismi della società Grace Metalious … ce n’è per tutti i gusti!

Eccentriche, ironiche, temerarie, le donne raccontate dalla De Stefano calcano le scene del palcoscenico della loro esistenza con movenze pericolose, anche nei gesti più quotidiani e nelle reazioni più discrete, come accade nella vita, seppur impavida nella difesa delle minoranze, di Pearl S. Buck, una fra le prime donne a ricevere il Nobel per la letteratura, spesso tenuta in ombra.Dilaniate da un eterno dilemma interiore, se essere se stesse o essere felici, le Scandalose di Cristina De Stefano si muovono nella storia ora con passo disinvolto, ora con irrefrenabile determinazione, sgomitando per farsi largo in un mondo in cui pregiudizi e perbenismi ostacolano l’emancipazione femminile.

Leggi l’intervista a Cristina De Stefano 

Genesi del libro e il duplice livello di lettura

Suggestivo il racconto della scelta del titolo che, come ha subito svelato al suo pubblico l’autrice dialogando con Nello Taietti, direttore della Fondazione Matalon, è nato in una sera d’estate, osservando un gruppo di donne che si esibivano in una improvvisata performance di zumba. Ce ne erano di tutte le età, di tutte le taglie, ma insieme, quelle donne, sprigionavano una energia potente, per dirla come il mito di Tiresia, a riprova della diversa intensità del piacere femminile, in un liberarsi progressivo attraverso la danza, fino a mostrarsi nella sua autenticità di forza pura, una vera e propria entropia. Le donne selezionate dalla giornalista-biografa si distinguono, dunque, per la loro esplosiva brama di vivere spingendosi fino all’eccesso, prendendo la vita a morsi e riuscendo a rialzarsi sempre dopo essere cadute.

Veicolo di riscatto è l’impetuosa creatività che le ha sempre sostenute, nata dalla stupefacente capacità di trasfigurare la realtà dinanzi al dolore perché, come dichiara Niki de Sainte Phalle, la scultrice che sparava alle sue opere: “Ho avuto fortuna a incontrare l’arte, avevo tutto per diventare una terrorista”.

Scandalose è dunque un libro dal duplice livello di lettura: leggiadro per l’ironia che sprigionano frasi a effetto e aneddoti brillantemente selezionati, e più riflessivo per il tema della sofferenza che deriva, talvolta, dalla scelta coraggiosa di inseguire a tutti i costi la propria idea di libertà. Spesso vittime di dipendenze, alcool o droghe, le belle scandalose si ritrovano a concludere la loro vita prive di risorse e in estrema solitudine.

Bevo, fumo, e scrivo per uccidere i miei sentimenti.

Claude Cahun

Senza volerlo, ha finito per diventare anche un libro militante, perché, ha confessato la De Stefano, catapultata nella portentosa vita della Fallaci, è diventata femminista, riscoprendo il valore di questo termine, ricacciato nella sua memoria come polveroso. Così, scavando ancora nella vita di donne famose, molte riscoperte di recente, ha ritrovato una potenza tutta femminile non solo nella vivacità intellettuale ma soprattutto in quella spasmodica voglia di vivere che le vede invischiate a fare tante cose.

Io sono abituata a lavorare con i miei figli che giocano di fianco a me e mi fanno le domande e io rispondo e parlo al telefono, e do istruzioni alla donna delle pulizie

Clarice Lispector

Cosa lascia nei lettori la storia delle Scandalose. Vite di donne libere

Essere veramente se stesse, audacemente autentiche costa, eppure questo destino non smette di esercitare fascino sui lettori affezionati della De Stefano che, attraverso le storie delle sue donne, dona forza e coraggio a chi ancora stenta a voler osare nella sua vita o a chi si sorprende a volersi mettere nuovamente in gioco con spirito gioviale(gradita la partecipazione all’incontro di Edgarda Ferri, giornalista e autrice di saggi e romanzi di ricostruzione storica).

Numerosi, tra il pubblico presente in sala, i lettori, che si sono detti affascinati dalla forza prorompente delle donne narrate. Un esempio, questo, di come le donne ancora oggi stupiscono per le loro scelte estreme, alla ricerca dell’esperienza assoluta così tanto negata in un mondo fisso e ancora tanto maschile, come se non avessero già lottato abbastanza per sentirsi riconosciute. Ma forse, questa volta, un nuovo libro sulla potenza creativa delle donne sui generis, ha scalfito nel profondo le coscienze ad ogni latitudine temporale e di genere.

Maschile? Femminile? Dipende dai casi. Neutro è il solo genere che mi conviene sempre”

Claude Cahun

Domizia Moramarco e Cristina De Stefano

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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Autore

Laureata in Filosofia, collabora per una rivista automotive come redattrice freelance. Adora leggere sin dalla tenera età e da sempre crede nel potere terapeutico dei libri. Appassionata di critica letteraria, è anche autrice di recensioni di libri e articoli di approfondimento letterario per alcuni siti e blog.

Numero di articoli : 54

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