Il barone rampante, di Italo Calvino fa parte del romanzo, I nostri Antenati, che racchiude al suo interno tre racconti: Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente.

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Il barone rampante non è altro che una fiaba fantastica che regala spunti di riflessione sulla vita reale attraverso temi importanti quali l’anticonformismo e la forza di volontà di una persona che non desidera vivere una vita comune a quella degli altri.
Cosimo ha appena dodici anni e, dopo aver subito un’ingiustizia familiare in cui si è preso una colpa che non aveva, decide di andare a vivere sugli alberi. È figlio del barone Arminio Piovasco della famiglia dei Rondò e di Konradine von Kurtewutz, soprannominata “la Generalessa” per via del suo carattere autoritario.
Il ragazzo, stanco di condurre una vita piena di regole aristocratiche in cui si trova totalmente in disaccordo, decide di ribellarsi.
È un adolescente diverso dal fratello Biagio, io narrante della storia, più piccolo di lui e con un carattere privo di coraggio; e dalla sorella Battista destinata a diventare monaca e conosciuta nella zona per il suo brutto carattere.

All’apparenza la scelta di Cosimo sembra dettata da un capriccio. Nessuno, però, capisce quanto sia determinato nella sua decisione che alla fine lo porterà a vivere tutta la sua vita per aria. Il protagonista, infatti, si adatta alla vita sugli alberi: sopravvive con la caccia e ci regala avventure che solo un bimbo così speciale può vivere: lotterà contro i pirati,  conoscerà un brigante con cui diventerà amico, incontrerà persone che come lui vivono sugli alberi. Sì, perché all’inizio del suo percorso Cosimo si sposta tra un albero e l’altro della sua tenuta, ma poi inizierà ad allargare i suoi orizzonti. Trascorre la maggior parte del suo tempo a leggere libri e con gli anni, anche grazie all’aiuto del suo maestro, diventerà un famosissimo filosofo stimato in tutta Europa. Con il passare del tempo poi conoscerà Ottimo Massimo, un cane che gli terrà compagnia per molti anni.

Cosimo vive la vita come qualsiasi essere umano e nel suo percorso incontrerà anche una giovane donna, Violante detta Viola, di cui si innamorerà perdutamente e che per un momento lo farà tentennare sulla sua decisione di vivere sugli alberi. Morirà a sessantacinque anni vittima di una malattia. Farà di tutto per morire lontano dagli abitanti del suo paese e non dare loro la soddisfazione di vederlo toccare terra.

Le mie considerazioni sul romanzo

Il barone rampante è un romanzo che resta nei ricordi del lettore per la sua trama originale. La stranezza di ambientare una storia sugli alberi, con un personaggio che trascorre tutta la sua vita all’aria aperta e fuori dalle mura domestiche, racchiude una profonda morale. Ognuno di noi è artefice del proprio destino e conquista ciò che desidera soltanto con la costanza e la determinazione.

Il romanzo di Calvino ci insegna che l’essere umano, pur avendo amicizie, beni materiali, esperienza e cultura, ha comunque un carattere solitario e allo stesso tempo fragile.  Nasconde una parte di se stesso che resta soltanto sua e che non condivide con il resto del mondo in cui vive. Cosimo è tutto questo: un ragazzo determinato che con il tempo diventa saggio; un ragazzo sicuro di sé ma anche introverso. La sua scelta di vivere sugli alberi fa pensare alla voglia di evadere da una realtà chiusa e dalla mentalità ristretta. L’aria aperta, l’incertezza di un percorso senza stabilità aiuta l’uomo a vivere in maniera forse più felice.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Italo Calvino
TITOLO: Il barone Rampante
EDITORE: Oscar Mondadori – 2010 – 40° ed –
PAGINE: 265
ISBN: 9788804370857

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