Se tu vuoi veramente tenere separato qualcuno dal resto della società mettilo su un’isola perché non c’è muro più alto del mare.

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Paolo e Luisa non si conoscono. Fanno lo stesso viaggio in traghetto per una visita che per Luisa è un dovere coniugale e per Paolo è l’unica ragione di vita dopo la morte della moglie.
Luisa non ha mai visto il mare e, anche se salpare sull’isola dell’Asinara è una sofferenza che nasconde e tiene dentro di sé, vedendo la bellezza dell’acqua quasi si dimentica di quello che sta andando a fare; quasi sorride.
Mentre sono sul traghetto Paolo la osserva in silenzio e si rende conto che quella donna dagli occhi tristi e sofferenti è la prima volta che vede il mare e se ne stupisce.

La storia di Più alto del mare di Francesca Melandri inizia così.

Un uomo e una donna che apparentemente non hanno niente in comune, un mare così bello e invidiato ma anche simbolo di isolamento che evita l’evasione dal carcere di sicurezza in cui sono rinchiusi il figlio di Paolo e il marito di Luisa.

Paolo è un ex professore e, dopo la morte della moglie Emilia, trascorre le sue giornate in solitudine pensando e ripensando in che cosa ha sbagliato nell’educazione del figlio, perché ha cresciuto un ragazzo che con la sua intelligenza  è diventato un pluriomicida.
Conserva una fotografia nel suo portafoglio, la foto di una bambina di sei anni a cui suo figlio ha ucciso il padre poliziotto.   Non riesce a dimenticare lo sguardo della nonna della bimba durante il processo, non riesce a togliersi di dosso un senso di colpa che lo ammutolisce.

Luisa ricorda ancora di come si è innamorata del marito, di quando anni fa le aveva chiesto per la prima volta di ballare e lei aveva perso la testa per quel ragazzo così alto rispetto a lei. Conserva pochi ricordi belli e pensa alla paura, alle botte, alle delusioni. Quando il marito è finito in carcere lei si è presa cura dei loro cinque figli piccoli e ha iniziato a lavorare in campagna. È diventata l’unica famiglia possibile per quei bambini e ha annientato completamente la sua anima.

Durante la visita ai loro cari, per un fortuito caso che li farà restare all’isola dell’Asinara più del dovuto, Paolo e Luisa uniranno le loro storie in una profondità a cui si aggrapperanno per cambiare la loro vita.
Si capiranno, si conosceranno con gli sguardi, si lasceranno andare.
E in parole mute e dolori spartiti a metà Paolo e Luisa riusciranno ad andare avanti, a piccolo passi.

Più alto del mare, arrivato tra i cinque finalisti del Premio Campiello 2012, commuove per la tematica che affronta, quella dei parenti dei detenuti che soffrono in silenzio e vivono le loro giornate sapendo che i loro cari hanno ucciso, violentato, rubato.

Assolutamente da leggere!

SCHEDA LIBRO

AUTORE: Francesca Melandri
TITOLO: Più alto del mare
EDITORE: Rizzoli – Collana: La Scala
PAGINE: 240
ISBN: 978-8817055956

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