Elena Torresani autrice di Giulietta prega senza nome ha pubblicato il suo primo romanzo con Voltalacarta EditriciUscito nelle librerie la scorsa estate, durante l’anno Elena è stata impegnata in un tour in cui racconta ai lettori com’è nata Giulietta.

Leggeremania ha fatto due chiacchiere con l’autrice per conoscerla meglio e presentarla ai suoi lettori.

Elena Torresani

Una volta terminato il romanzo come ti sei mossa per fare pubblicare il libro?
L’ho inviato alle maggiori case editrici e ho atteso. Al netto di zero riscontri positivi, ho deciso di auto pubblicarlo come book-on-demand su “Il mio libro”, il sito del gruppo L’Espresso. È lì che mi hanno trovato le editrici di Voltalacarta.

Chi è la prima persona a cui hai fatto leggere Giulietta?
Ho un’amica che fa regolarmente da cavia, più un discreto gruppo di anime pie che si offrono all’occorrenza.

Giulietta è una ragazza difficile che vive la vita giorno dopo giorno, senza programmi. Ti immedesimi in questa teoria di vita e descrivi anche un po’ te stessa oppure ti sei ispirata ad una Giulietta in carne ed ossa? 
Giulietta è sopraffatta dalle impellenze emotive, e dall’urgenza d’amore. Questo le impedisce di sviluppare una progettualità o, comunque, una progettualità sana, che le assomigli veramente. Purtroppo anch’io sono stata parecchio Giulietta durante la mia adolescenza.

Perchè consigli ad un lettore di leggere il tuo romanzo?
Non lo consiglio a tutti, ma solo a quelli che si fanno delle domande sulla felicità, sull’amore e sul senso della vita.

Quando hai capito che volevi fare la scrittrice?
Quando ho iniziato a scrivere il quarto libro.

Hai scritto a quattro mani “La vita che trema”. Com’è nato questo lavoro?
“La vita che trema” è un libro che nasce dall’esperienza che io e Damiano Moretti abbiamo fatto come volontari in Emilia-Romagna, dopo il sisma del 2012. Abbiamo voluto immortalare quei momenti con parole e immagini raccontando non solo gli aspetti terribili della tragedia, ma anche il potenziale umano ed emotivo che si nasconde nella solidarietà e nell’incontro. Questo libro serve anche a raccogliere fondi per la ricostruzione: è una creatura preziosa.

Stai già lavorando al prossimo romanzo? Se si sarà un’altra donna la protagonista?
Ne ho in cantiere altri due. Sì, sono sempre donne le mie protagoniste: esistono troppe versioni del femminile che si fa ancora fatica a raccontare, troppe storie che si tengono sotto chiave.

E’ più emozionante scrivere libri o presentarli agli incontri con l’autore? 
Scrivere libri per me è difficile. In alcuni casi liberatorio, ma comunque sempre complicato. Il momento emozionante è quello del riscontro appassionato dei lettori, il loro ringraziamento, vedere la storia che ho raccontato attecchire nell’anima del lettore, e creare emozioni e rifrazioni.

Un abbraccio ad Elena per averci regalato qualcosa di lei  e dei suoi romanzi!

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




Shares

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi * sono obbligatori

Shares