Dio mio! Un intero attimo di beatitudine!
Ed è forse poco seppure nell’intera vita di un uomo?

Le notti bianche-DostoevskijLe notti bianche è un romanzo breve di un giovane Dostoevskij che tratta il tema dell’amore visto dagli occhi di un sognatore, come recita il sottotitolo. Lo stile non è quello dei romanzi della maturità ma, già da queste poche pagine scritte da un ventisettenne, si intravede il potenziale di uno dei più grandi autori della letteratura mondiale.

Innanzitutto bisogna dire che il libricino prende il nome da un particolare periodo dell’anno in cui nella Russia settentrionale, compresa San Pietroburgo, centro della storia narrata, il sole tramonta dopo le ventidue. Ed è proprio durante queste notti bianche che il protagonista, di cui non verrà mai fatto il nome, nel proprio vagabondare sul lungo fiume incontra una giovane, Nasten’ka (vezzeggiativo di Nastja, a sua volta diminutivo di Anastasija), che lo risveglia dal torpore e gli fa conoscere l’ebbrezza dell’innamoramento.

L’opera è divisa in cinque parti: Notte prima, Notte seconda, Storia di Nasten’ka (che in fin dei conti va considerata come una parte della precedente), Notte terza e Notte quarta. Questa suddivisione scandisce il tempo della narrazione. Durante la prima notte avviene l’incontro casuale tra i due protagonisti che decidono di rivedersi la notte successiva per chiacchierare; questo incontro sarebbe avvenuto anche senza un appuntamento perché l’uomo, in preda ai propri sogni a occhi aperti, amava passeggiare per le vie di Pietroburgo, mentre la ragazza si sarebbe dovuta necessariamente trovare in quel determinato punto per motivi che racconterà all’interno della propria storia. Infatti, circa due anni prima, Nasten’ka si era innamorata di un giovane che, non potendola subito sposare perché privo di un buon lavoro e di entrate sufficienti, aveva deciso di trascorrere un anno a Mosca per conquistarsi una posizione, ma le aveva promesso che si sarebbero incontrati di nuovo, dopo un anno esatto, sul lungo fiume, proprio dove si erano visti per l’ultima volta. Le aveva inoltre promesso che al suo ritorno, se lei lo avesse ancora amato, lui l’avrebbe sposata. Ma nelle prime due notti del romanzo l’uomo non si è fa vedere, allora la ragazza consegna al protagonista una lettera da fargli recapitare, aspettandosi che il proprio amato prima o poi giunga all’appuntamento. Ma lui non arriva, e lei cade nello sconforto.

Intanto, anche se tutto è accaduto in pochissimo tempo, il protagonista infrange la promessa di non innamorarsi di Nasten’ka, fatta all’inizio della loro conoscenza, e lei, convinta che il suo primo amore non l’avrebbe ormai più cercata, pensa che potrebbe innamorarsi di lui.
E durante l’ultima notte, mentre i due iniziano a fare progetti, a pensare a come potrebbe essere una loro storia d’amore, mentre camminano a braccetto, lei improvvisamente (avverbio usato molto spesso durante la narrazione) si irrigidisce: il suo promesso amato è giunto all’appuntamento.

Nasten’ka torna in sé e si getta tra le sue braccia facendo ripiombare il nostro sognatore nella sua solitudine. Quello che gli era sembrato un momento di vera vita si è concluso, quell’amore che stava nascendo non era reale e adesso è costretto a sognare di nuovo pur di non accettare la propria realtà di uomo senza una storia personale. Questo stato d’animo viene amplificato dalla lettera della ragazza che gli giungerà successivamente, nella quale la donna si scusa per averlo illuso e gli annuncia che la settimana successiva avrebbe spostato il proprio innamorato.

Cosa resta di tutto questo?
Un piccolo attimo di felicità che può comunque sembrare infinito. 

SCHEDA LIBRO

AUTORE: Fëdor Dostoevskij
TITOLO: Le notti bianche. La cronaca di Pietrobrugo
EDITORE: Newton & Compton
PAGINE:
160
ISBN: 9788854120617

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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