Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda è il racconto di un sicario, una donna e un lavoro ignobile che si mette in mezzo tra il loro amore e la loro vita.

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda-copertinaUn killer ormai prossimo alla pensione.
Una gran figa francese tanto intelligente quanto bella da far perdere la testa agli uomini.
Un killer e una gran figa francese insieme. Un diario sentimentale per conoscere meglio l’anima umana.

Diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda è il racconto di un sicario di 42 anni, spietato e senza cuore, di quelli che sentono l’odore della morte per strada e ne rincorrono la scia per poi compiere l’ennesimo omicidio.

Di lui non si racconta poi molto. Appare come uno specialista del settore che, come se facesse l’impiegato di banca, separa magistralmente la sua vita privata da quella professionale. Arrivato ormai quasi alla pensione è stanco di continuare a nascondersi, vivere come un fantasma, programmare ogni singola azione guardandosi sempre le spalle.

Il suo atteggiamento verso la vita inizia a cambiare grazie a una donna di cui si  innamora, senza una spiegazione precisa. La sua gran figa francese, così lui la chiama, è una ragazza molto più giovane di lui, brillante ma anche un po’ frivola.  Con lei riesce a vivere momenti di dolcezza pura.

È strano come un killer senza cuore, che uccide per vivere e guadagnare soldi senza  ripensamenti né coscienza, riesca ad innamorasi di una ragazza che ha la metà dei suoi anni e le permette di entrare così prepotentemente nella sua vita tanto da mettere in discussione le sue certezze.

Pronto a compiere il suo nuovo incarico, la ragazza gli fa recapitare una lettera in cui gli confessa di essersi innamorata di un altro uomo. Le sue sicurezze vacillano, per la prima volta nella vita riflette sul lavoro che fa e si chiede il perché debba uccidere quel volto che vede in fotografia.

È un racconto che con tanta semplicità e dolcezza ci ricorda che non bisogna dare nulla per scontato; perché i cattivi non sono soltanto cattivi ma hanno un cuore e un’anima che possono svelare e mettere a nudo se avvicinati con una mano amica. Ma non è soltanto questo. Diario di un killer sentimentale è un racconto profondo perché regala emozioni che ci restano impresse. Ci fa riflettere sui comportamenti di chi ci sta attorno, di chi ci fa credere di avere forza bastandosi da solo mentre magari ha bisogno di aiuto ma non sa come chiederlo. 

“Quando vide la mia tristezza lei voleva restare, ma era scritto che quella notte avrei perso il suo amore”.

Questo romanzo di di Luis Sepùlveda è uno tra i tanti libri che mi ha fatto innamorare dei romanzi e della letteratura quando ero ancora giovane.  Chi non conosce Luis Sepùlveda si perde la sua semplicità nel raccontare verità di ogni parte del mondo che viviamo nel nostro quotidiano, di cui non riusciamo a parlarne con gli altri, ma che fanno parte del nostro carattere e della nostra vita.

E di questo killer così dolce e sentimentale mi sarebbe piaciuto leggere un seguito!

SCHEDA LIBRO

AUTORE: Luis Sepulveda
TITOLO: Diario di un killer sentimentale
EDITORE: Guanda – Collana Prosa Contemporanea
PAGINE: 73
ISBN: 978-8877469854

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Commenti

  • cla Pubblicato 20 maggio 2013 8:16

    Peccato che una critica scritta da una donna utilizzi la parola “gran figa” e non sappia trovare un lessico migliore da quello di un maschilista scaricatore di porto…E’ ben vero che è una sineddoche, ma almeno un po’ di coscienza femminista non guasterebbe.

  • Eleonora Pubblicato 20 maggio 2013 9:32

    Ciao .. ho utilizzato quel termine non perchè sono priva di coscienza femminile, ma come ho specificato nel testo, è il nome che viene dato alla donna in tutto il racconto. In questo romanzo non sono presenti nomi e il protagonista si chiama “killer” e la sua donna si chiama “gran figa francese”. Non è casuale ed è anche in corsivo, si capisce dai 🙂

  • marci Pubblicato 21 maggio 2013 13:38

    Ciao Cla, mi chiedo, ma perchè queste critiche infondate? ..ma l’hai letto il libro? perchè se l’avessi letto avresti saputo che “gran figa” è la denominazione che l’autore da alla donna che, per l’appunto, non ha un nome vero e proprio. Tra l’altro se leggi tutte le altre recensioni scritte da Eleonora sapresti che il suo non è proprio un lessico da scaricatore di porto!

  • Bill Pubblicato 26 febbraio 2016 10:29

    ….qui sono daccordo, mi fanno orrroe quelli che dicono cose del tipo ragiona col cuore, il cuore è una pompa.

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