La scatola nera di Amos Oz è il romanzo epistolare che descrive la catastrofe familiare e gli stani d’animo di Alec, Ilana e Boaz.

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La scatola nera di Amos Oz è una lettura ostica per chi come me non riesce a vedere soltanto una visione delle cose ma vive di sfumature che spesso  si confondo con contraddizioni, lascia spazio ai bei sentimenti e non ama vivere di rancori e brutti pensieri.  Al contrario, la scatola nera è un romanzo per certi versi pesante, ma non perché è scritto male, solo per l’angoscia che ti trasmette mentre leggi pagine in cui è presente l’odio e cattiveria verso chi si ama o si è amato in passato.

La scatola nera, infatti,  è un romanzo di sentimenti estremi, di amore che si trasforma nella sfaccettatura più negativa del rancore, in cui non c’è spazio alcuno per il perdono.

Alec e Ilana sono separati ormai da sette anni e in questo periodo tra loro c’è stato solo silenzio. Dalla loro relazione è nato un figlio, Boaz, adolescente difficile, dal carattere disobbediente e capriccioso. Complica il rapporto tra madre e figlio l’odio di Boaz verso la madre, con cui vive. Quando Boaz scappa di casa per compiere una delle sue tante marachelle, Ilana decide di scrivere ad Alec, dopo anni di silenzio, per chiedergli aiuto sul da farsi. Entrambi hanno una nuova vita: lei ad Israele con un nuovo compagno ortodosso e una figlia piccola nata dalla loro relazione; lui in America, dove è diventato una personalità importante, professore influente e potente.

I due si scrivono con sempre più frequenza e attraverso un romanzo in stile epistolare aiutano il lettore a conoscerli meglio, delineando le loro personalità ricche di difetti. Man mano li scopriamo tutti: si alternano le parole di Boaz che innalza pretese verso madre e patrigno con insulti e maleducazione;  ci saranno le lettere di Rahel, sorella di Ilana, lettere con tante prediche di buonismo e con giudizi che una sorella non dovrebbe dare, ricche di consigli su come  chiudere con il passato e con Alec principalmente, e a comportarsi bene con il suo attuale compagno. C’è poi la corrispondenza di Michel, uomo saggio e nuovo marito di Ilana, predicatore di buone parole e altrettanti fatti, ma anche lui vittima dell’odio verso chi si ama o si ha amato senza nessuna capacità di saper perdonare.

Leggendo questo libro mi sono chiesta se sia possibile che due persone che si sono amate tanto spendano e sprechino le loro forze soltanto per parole di odio l’uno per l’altro, senza accorgersi che potrebbero non amarsi più ma continuare a volersi bene o solo a rispettarsi con indifferenza.

La scatola nera di Amos Oz è un contenitore di cattiverie e sensi di colpa gettate sugli altri. Perché ognuno di noi ha una parte astiosa colma di brutti sentimenti ma sta a noi decidere se scacciarli via o tenerli per non andare avanti, per ricominciare con un nuovo percorso.

L’angoscia che ti trasmette il libro mi ha provato così tanto che ho avuto il desiderio di abbandonare la lettura: ho aspettato perché speravo in un colpo di scena finale che invece non è arrivato e per questo sono si contenta di averlo letto e terminato, ma non mi sento di valutarlo come un’ottima lettura: è scritto molto bene e con arte ma leggerlo è abbastanza difficile.Se avrete voglia di leggerlo capirete perché….

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Amos Oz
TITOLO: La scatola nera
EDITORE: Feltrinelli – I narratori – 2002
PAGINE: 232
ISBN: 9788807016066

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