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Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer

Ogni cosa è illuminata esordio di Jonathan Safran Foer: un romanzo intenso, una piccola perla della letteratura moderna in cui si dipinge il dolore umano nei suoi vari momenti di vita.

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Parlare di Ogni cosa è illuminata è complicato, quasi che fosse un ostacolo da superare.  Le emozioni che ti lascia dopo averlo letto si contrappongono tra loro e non riesci ad avere in testa un parere univoco. È come una persona di fronte a te che ti chiede: ti è piaciuto il romanzo che ti ho prestato l’altra sera, Ogni cosa è illuminata? Un lettore non dovrebbe pensarci troppo, dovrebbe avere una risposta automatica, istintiva, sincera.

Durante anni di letture non mi è mai capitato di dover riflettere, di dover pensare ad un romanzo come un’entità letteraria che è capace di altalenare le tue emozioni a tal punto di non riuscire ad esprimerle in poche parole concise.

Eppure con questo romanzo d’esordio di Jonathan Safran Foer, che per il suo titolo ha preso spunto da L’insostenibile leggerezza dell’essere con la citazione Ogni cosa è illuminata, è stato diverso dal principio, un amore combattuto e a tratti repulsivo in cui c’erano momenti in cui avevo “bisogno” di fare una pausa e abbandonarlo e altri in cui non riuscivo a smettere di leggerlo.

La trama ma soprattutto il linguaggio originale e fuori dalle righe hanno travolto i miei schemi di lettura (e spesso anche di comprensione).

Un ragazzo ebreo che vive negli Stati Uniti, Jonathan, ritrova una fotografia del nonno, Safran, in compagnia di una ragazza mai vista nella sua famiglia, Augustine, che probabilmente lo ha salvato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Jonathan bramoso di conoscere la verità e con la speranza che Augustine sia ancora viva, o lo sia qualcuno che l’ha conosciuta, parte per l’Ucraina e si mette sulle sue tracce. In questo viaggio sarà accompagnato da tre personaggi particolari, a tratti comici. Conosceremo Alex, dipendente dell’agenzia di famiglia “Viaggi traduzione” che farà da guida a Jonathan e tradurrà a suo modo ogni conversazione dello strano viaggio; il nonno di Alex, antisemita e cieco, o meglio che finge di essere cieco poiché è il guidatore del viaggio e condurrà i due giovani in un percorso non solo materiale, ma anche dell’anima. A completare il trio Sammy Davis Junior Junior, un cane a dir poco fastidioso e anche un po’ antipatico che ne combinerà delle belle.

I tre compagni di avventura troveranno Augustine? Che cosa scopriranno del passato dei loro antenati? Un intreccio di storie di vita, di anime che hanno versato lacrime amare e di cui non sono riuscite a levare il ricordo, vicende che dal presente riportano indietro nel tempo, a quando c’era la guerra ma anche a molte popolazioni prima. Le storie si mescolano tra loro per incastrarsi solo alla fine in un magnetismo romantico che commuove il lettore, soprattutto quando si ricompongono i pezzi del racconto.

Ogni cosa è illuminata è un romanzo che si fatica a leggere e che può anche essere abbandonato, soprattutto all’inizio, poiché la sua particolarità stilistica e la sua complessità nel far comprendere la storia scoraggiano il lettore. Chi poi prosegue nella lettura, superando il primo ostacolo, si abitua alla scrittura densa e colorata del testo appassionandosi ai personaggi ed emozionandosi per il loro vissuto.

Questo romanzo mi lascia un bel ricordo, soprattutto perchè ho sperimentato un nuovo percorso nella lettura di un libro che ancora non avevo scoperto. Mi lascia un bel ricordo anche per alcuni tratti finali in cui mi sono veramente emozionata in un passo struggente, molto (troppo) ridondante e difficile da gestire con la vista, che però ha reso perfettamente l’idea del dolore e della sofferenza, dello strazio di chi vive di rimpianti e sensi di colpa.

Buona lettura a chi vorrà leggerlo!!!

Intanto per chi volesse farsi un’idea dello stile di Ogni cosa è illuminata riporto un piccolo brano iniziale:

Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo. Se volete sapere perché sempre la ammorbo, è perché sempre sono in altri posti con amici, e seminando tanta moneta e eseguendo così tante cose che possono ammorbare mia madre. Mio padre mi chiamava Shapka per il cappello di pelliccia che calzavo in testa anche nei mesi d’estate. Poi ha smesso di dirmi così perché gli ho ordinato di smettere di dire così. Mi sembrava un nome bambinoso, e io invece mi sono sempre pensato un uomo molto potente e inseminativo. Ho avuto una baldoria di ragazze, credetemi, e tutte per me hanno un nome differente. Una mi chiama Baby non perché sono bambino, ma perché mi fa le coccole. Un’altra mi chiama Tutta-la-Notte. Volete sapere perché? Ho una ragazza che mi chiama Moneta perché attorno a lei spargo così tanta moneta. Che per questo bacia il terriccio dove metto i piedi. Ho anche un minuscolo fratellino, che mi chiama Alli. Io non sfagiolo troppo questo nome, ma sfagiolo molto lui, e allora okay, gli permetto di darmi il nomuncolo Alli. Ah, il suo nome è Piccolo Igor, ma il Babbo lo chiama Pasticciotto, perché sta sempre a pasticciare con le cose. Solo quattro giorni sono passati che si è fatto un occhio blu per un pasticcio con il muro di mattoni.

VOTO: 6/7

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Jonathan Safran Foer
TITOLO: Ogni cosa è illuminata
EDITORE: Guanda – Le Fenici Tascabili
PAGINE: 327
EURO: 8,00
ISBN: 978-8882466664
Formato Kindle: Ogni cosa è illuminata (Guanda Narrativa)

NOTA SULL’AUTORE:

jonathan-safran-foerJonathan Safran Foer è nato nel 1977 a Washington. Ogni cosa è illuminata è il suo primo romanzo. Ha frequentato la Princeton University dove gli sono stati assegnati vari premi di scrittura creativa. Ha pubblicato su “Paris Review”, “Conjunctions”, e “The New Yorker”. Tra le altre sue opere ricordiamo: Se niente importa e Molto forte, incredibilmente vicino.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA




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laureata in comunicazione e pubbliche amministrazioni è copywriter freelance, web writer e blogger compulsiva. La trovi sul suo sito professionale Copywriter4you e su Sono una mamma, un diario virtuale sulla gravidanza e la maternità. L’amore per i libri ha fatto nascere Leggeremania.

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