Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar è una raccolta di racconti edita da Einaudi e con una introduzione di Italo Calvino: una magnifica creazione di Cortázar.

Storie-di-cronopios-di-famas-Julio-Cortázar-copertina-libroOpera surrealista e magistrale di Cortázar pubblicata nel 1962, Storie di cronopios e famas, raccolta di brevi racconti, si mostra in tutta la sua peculiarità già dalla struttura stessa. Ammetto che scrivere una recensione su questo testo non è facile perché si tratta di un libro che si presta a innumerevoli e personalissime interpretazioni. Cercherò, dunque, di mantenermi il più oggettiva possibile. Il testo si compone di quattro sezioni: manuale di istruzioni, occupazioni insolite, materiale plastico e storie di cronopios e di famas.

La prima parte, come preannuncia il titolo stesso, è un vero e proprio manuale di istruzioni per compiere gesti apparentemente quotidiani e quasi spontanei come salire le scale, piangere, cantare, schiacciare le formiche, istruzioni per avere paura, per dare la corda all’orologio che fanno da tappa preparatoria al lettore che vuole in qualche modo entrare all’interno della finzione narrativa. Nella seconda parte, invece, ci sono una serie di miniracconti in prima persona che descrivono, per l’appunto, le strane e insolite usanze familiari di una tipica famiglia argentina presentate, però, in modo quasi ingenuo, come se in realtà fossero azioni normalissime e noi lettori, nel giudicarle “insolite”, siamo quasi colpevoli di non saperle apprezzare in modo corretto. Nella terza troviamo una serie di racconti paradossali, grotteschi e metaforici che denunciano, anche se sottilmente, il progresso, la scienza e l’atteggiamento di totale fiducia del genere umano verso l’innovazione.

Nella quarta e ultima tappa/sezione del libro Cortázar ci introduce nel piccolo universo dei Cronopios, dei Famas e delle Esperanzas. Si tratta di un universo astratto, ma allo stesso tempo concreto; un universo i cui abitanti ci vengono presentati in forma quasi documentaristica e dove non esistono buoni e cattivi, ma solo intenzioni e atteggiamenti classificabili come tali. Non è chiaro chi e cosa siano questi esseri né l’autore ha mai voluto davvero farlo intendere. In una famosa intervista Cortázar affermò di aver visto una volta un globo verdastro, mentre assisteva a un concerto di Stravisky, e che quello gli si presentò come “cronopio”. Così i Cronopios (la cui etimologia, secondo alcuni, deriverebbe da chrono e oppio, deduzione rifiutata dall’autore) vengono descritti come globi verdastri, umidi, e arricciati, mentre i Famas sembrano essere espressione della borghesia ipocrita e interessata che apparentemente si cura del prossimo e che passa le giornate ballando treguas e catalas. Nel mezzo di questa disposizione gerarchica(cui fanno da capo i Famas) si collocano le Esperanzas, che sembrano esseri privi di qualunque ambizione.

Si tratta di un testo piuttosto complesso, nonostante l’apparente semplicità nei modi narrativi, pieno di neologismi, metafore e riferimenti storico-culturali. Comprendere questo scrittore non è semplicissimo, perché occorre fare ciò che a noi esseri umani risulta sempre più difficile: liberarci da ogni pregiudizio. Vi assicuro però che una volta entrati all’interno del mondo cortazariano sarà difficile uscirne.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Julio Cortázar
TITOLO: Storie di cronopios e di famas
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 150
ISBN: 9788806173838

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

  • Un baule pieno di gente Pubblicato 23 novembre 2014 12:15

    Non vedo l’ora di leggerlo! 🙂

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