Elsa Morante; un orgoglio della nostra letteratura. Oggi, noi della redazione di Leggeremania, vogliamo ricordarla.

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Oggi, 25 novembre 2013, ricorre l’anniversario della morte di una delle più importanti e talentuose scrittrici del secondo dopoguerra: Elsa Morante.

Nata a Roma il 18 agosto del 1912, Elsa Morante è stata una narratrice appassionata; ha sempre raccontato le sue storie con tono realistico, analizzando la psicologia dei personaggi e drammi familiari con sapienza e bravura. Ha scritto numerosi romanzi; ricordiamo il suo libro d’esordio, Menzogna e sortilegio con cui nel 1948 ha vinto il Premio Viareggio e L’isola di Arturo, un’opera di successo che attribuisce alla Morante il Premio Strega nel 1957. Menzioniamo Lo scialle andaluso (1963), Il mondo salvato dai ragazzini (1968), La Storia (1974), che è un’opera fondamentale per il percorso culturale della scrittrice e il panorama letterario novecentesco e il suo ultimo libro, Aracoeli (1982).

Elsa Morante è stata sposata con lo scrittore Alberto Moravia; è morta a Roma, a causa di un infarto, il 25 novembre del 1985.

La Storia è un romanzo scritto tra il 1971 e il 1973 e ambientato nel periodo della seconda mondiale e del fascismo; narra un dramma familiare, ossia la storia di un bambino, Useppe, vittima di una società che schiaccia le persone più deboli, condannandole a un destino di infelicità. La Morante ha voluto mettere in risalto un mondo fatto di prevaricazioni  che piegano la gente più fragile, mettendola ai margini del  contesto sociale; Useppe è costretto a una vita di stenti e povertà, in un periodo difficile come quello del secondo dopoguerra. Cresce gracile e si ammala di epilessia. La madre, Ida, una maestra di scuola elementare, ebrea e vedova, donna indifesa, assiste alla tragica fine di Useppe, non essendo capace di aiutarlo, sopraffatta dal dolore.

Elsa Morante ha raccontato l’umanità e i suoi soprusi, le sue ingiustizie, manifestandone il suo chiaro rifiuto, argomento che ci invita a riflettere profondamente su una realtà ancora oggi, purtroppo, attuale.

 

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