il-mondo-alla-fine-del-mondo-luis-sepulveda-copertina-libroHo talmente tanti libri da leggere che non ho tempo per rileggere quelli che vorrei. Eppure l’altro giorno, non so né il perché né come è scattato l’input, ho preso in mano Il mondo alla fine del mondo, il romanzo di Luis Sepùlveda letto anni fa e presente nella mia libreria da tempo.

Sono andata a leggere la quarta di copertina e ho iniziato a rileggerlo, ricordandomi degli anni in cui non facevo che scoprire Sepùlveda libro dopo libro, sentendomi un po’ in colpa di non ricordare per nulla il testo. Ho letto l’incipit e ho sentito l’opprimente desiderio di immergermi nei mari del Sudamerica.

In Il mondo alla fine del mondo, dopo la prima parte in cui il protagonista è Ismael, un sedicenne che da grande vuole fare il marinaio perché persosi nelle pagine di Moby Dick, Sepùlveda ci trasporta all’aeroporto di Amburgo per farcelo incontrare da giornalista in attesa di partire per la Patagonia e in preda ai suoi ricordi di gioventù. È un uomo che ricorda il mondo alla fine del mondo, la sua terra e imprescindibilmente la sua vita quasi con paura; la paura di ritornare indietro nel tempo, a quando non viveva ad Amburgo né faceva il giornalista di denuncia su scandali ambientali. Quando la Marina Militare rende nota la notizia di una baleniera in difficoltà, il protagonista sente sulla pelle la minaccia palpabile di una catastrofe ecologica, pronta a scontrarsi con i suoi ricordi del passato più lontano. Si sente pronto per tornare a casa dopo anni di lontananza e ritornare nei suoi mari per un’inchiesta sulle stragi delle balene.

La Nishin Maru, baleniera giapponese conosciuta da Greenpeace per il suo passato burrascoso, ha perso diciotto dei suoi uomini e non se ne capisce il motivo. Toshiro Tanifuji, un capitano senza scrupoli che da anni dedica la sua vita alla caccia alle balene, è una vecchia conoscenza di Greenpace, con cui il giornalista ha stretti rapporti.
Greenpeace decide di vederci chiaro e invia in Cile “l’adulto Ismael” per indagare sulla questione e capire che cosa è successo veramente. Il lettore verrà catapultato in una storia di tradizioni marine, con racconti di popoli di mare scomparsi, in un diario di bordo ricco di anedotti antichi, tribù locali e amore per la natura.

Non ricordavo Il mondo alla fine del mondo così ricco di emozioni: grazie ad una scrittura dal ritmo spesso lento ma molto coinvolgente, Sepùlveda racconta una storia dolce e sentimentale. Mi sono immersa nuovamente nello stile di questo scrittore che ho amato tanto in passato, che non delude mai anche quando scrive piccoli testi o quando parla di argomenti che si conoscono poco.
E mi sono ricordata che Sepùlveda è capace di farti innamorare della natura come pochi sanno fare nei libri ed è questo uno dei motivi per cui amo leggerlo.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Luis Sepùlveda
TITOLO: Il mondo alla fine del mondo
EDITORE: Tea – Collana Teadue
PAGINE: 127
ISBN: 9788850225088

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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