Donne che vorresti conoscere di Emanuela Zuccalà: un romanzo corale che tocca le corde più intime dell’animo umano.

donne-che vorresti-conoscere-emanuela-zuccalà-copertina-libroSono donne che resistono al degrado, alla discriminazione e alla violenza, quelle descritte dalla giornalista e scrittrice Emanuela Zuccalà.

Donne che vorresti conoscere (Infinito Edizioni, 2014) è un “romanzo corale” che tocca le corde più intime dell’animo umano, in una società divenuta molto attenta al femminicidio e alle tematiche ad esso connesse. Quello che prende vita, nelle pagine di questo libro, è una sorta di lungo reportage giornalistico, poiché in esso l’autrice raccoglie le esperienze più toccanti e significative della sua carriera di inviata. Troviamo la sintesi di intimi colloqui intrapresi con donne che hanno visto, in ogni parte del mondo, violati i loro diritti. Il rapporto di reciproca fiducia ha permesso alla giornalista di esprimersi a favore di queste donne, descrivendone la personalità, senza doverle relegare a sterili numeri di statistiche.

C’è della passione in questo scritto, dell’affetto, dell’ammirazione reciproca ed incondizionata, e questo si evince e trasuda da narrazioni che spesso assumono toni poetici. I personaggi prendono vita, non si limitano a fare da sfondo. Sono donne “in prima linea” e non semplici pretesti per ricordare al mondo le sue brutture e le sue immense ingiustizie. Ciò che viene messo in luce è la forza interiore che caratterizza queste donne, e la dolorosa evoluzione che ha avuto il loro percorso di riscatto.

Sì, perché Hope, Agnèse, Mia, Patrizia, solo per citarne alcune, non sono rimaste inermi a subire violenze, ma hanno cercato di reagire, prendendo in mano le redini del proprio destino e tentando di cambiarne le sorti. Soltanto per il fatto di nascere in paesi dove regnano tradizioni arcaiche e disumane, alcune donne incarnano il “sesso debole” per eccellenza; messe in condizioni di inferiorità e disagio, nessuno tiene conto delle loro inclinazioni. Nonostante l’estrema povertà, le ragazze desiderano studiare, non intendono passare di “proprietà” dal padre al marito senza poter contribuire al futuro.

I temi trattati sono quelli degli aberranti stupri di guerra; la mutilazione dei genitali nelle bambine che, oltre a rappresentare una tradizione barbara, mette a serio rischio la loro salute; la sterilizzazione forzata delle donne rom; i maltrattamenti domestici oggi punibili dalla legge sullo stalking e un tempo ignorati; il sopraggiungere della “morte sociale” dopo un abuso sessuale, come se la colpa fosse della vittima e non del suo carnefice.

Dalla postfazione di Simona Ghizzoni si legge una considerazione illuminante.

Questo libro non è un inno alla fragilità e non è un elenco di vittime. È un modo di raccontare la storia. E la storia, qui, non è quella delle grandi imprese dei libri di scuola o delle prime pagine dei giornali, ma quella di una parte del mondo che fa poco rumore e spesso rimane in un cono d’ombra. È una storia trasversale.

Un modo interessante di mettere il proprio “lavoro” al servizio della gente, quello trovato in questo libro da Emanuela Zuccalà. Testimonianze che potrebbero ispirare le tante donne che non hanno ancora trovato il coraggio di alzare la testa e ribellarsi alla violenza. Quell’audacia che invece hanno avuto le madri, le figlie, le mogli, le amiche descritte in questo libro.

Interessanti sono anche i capitoli che parlano di particolari episodi di cronaca che tutti abbiamo avuto modo di conoscere attraverso i mass media e, dopo questa lettura, appaiono più comprensibili. Forse però, il messaggio più chiaro sul suo intento lo ha dato proprio lei, l’autrice. Il tentativo di esorcizzare l’orrore di chi lo ha toccato con mano e, al tempo stesso, in quell’oblio di volti, ha riconosciuto la speranza. La gioia di un possibile cambiamento.

Dovevo trovare un modo per buttarle fuori, queste storie. Per guardarle, sempre con occhi affettuosi, ma a distanza. Riordinarle e condividerle, tutte insieme. Il modo che ho trovato è questo libro che, in fondo, è un viaggio. Con tragitti non lineari dal Malawi alla Cambogia, dalla Romania al Sudafrica e, in parallelo, lungo qualche rotta dell’animo umano. Con il desiderio di lasciare qua e là, ai lati della strada, piccoli germogli di comprensione.

Donne che vorresti conoscere scandaglia le “risorse” di cui l’essere umano è dotato, affinché certe atrocità non debbano più ripetersi e, soprattutto, essere dimenticate.

Sono le voci degli “ultimi” che finalmente vengono ascoltate.

VOTO: 7,5

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Emanuela Zuccalà
TITOLO: Donne che vorresti conoscere
EDITORE: Infinito Edizioni
PAGINE: 190
EURO: 14,00
ISBN: 9788868610517

 NOTA SULL’AUTRICE:
emanuela-zuccalà-ugo-ponte

Foto di Ugo Ponte

Emanuela Zuccalà è giornalista di Io donna (Corriere della Sera), autrice di libri e documentari. Le sue inchieste sui diritti delle donne sono state premiate anche dalla Commissione europea e da Reporters sans Frontières con il Press Freedom Award. Tra i suoi libri ricordiamo: Sopravvissuta ad Auschwitz (Paoline) e Creature Simili (con Simone Tosoni, AgenziaX). Il documentario Solo per farti sapere che sono viva, co-diretto insieme a Simona Ghizzoni, è stato proiettato in oltre dieci Paesi del mondo.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Shares

Commenta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi * sono obbligatori

Shares