Una donna confusa e un angelo dispensatore di consigli, questi i protagonisti di Avrò cura di te, una favola moderna che induce il pubblico a fermarsi e a leggersi dentro per scoprire cosa vuol dire davvero saper amare.

avro-cura-di-te-gramellini-gamberale-copertinaL’amore, cos’è questo sconosciuto sentimento che ci perseguita, ci fa soffrire, ci fa sperare e si presenta quando meno ce lo aspettiamo? Lo desideriamo intensamente, poi lo evitiamo, poi vogliamo sfuggire al suo controllo, ma in fondo vogliamo solo esserne rapiti. Ma siamo veramente pronti ad amare? Chi può darci delle risposte?

Forse proprio chi l’amore lo attraversa come si fa con una porta aperta, dalla quale filtra una luce che ci acceca. Quella luce è la speranza che ci guida con coraggio verso la felicità, una felicità sentimentale che non ha niente a che vedere con l’idea di amore perfetto, esso non esiste, perché “quello reale è solo la somma di tutte le imperfezioni”.

Ognuno di noi eredita l’idea dell’amore dalla propria famiglia di origine. Gioconda, detta Giò, la protagonista femminile della storia, è legata al modello della nonna, vista come una moglie impeccabile unita a suo marito da un sentimento perfetto durato oltre mezzo secolo, i suoi genitori invece non sono stati proprio l’esempio di un amore coniugale idilliaco. Lei invece nella vita lo ha sfiorato questo atto di tenerezza fra due esseri imperfetti, ma è durato poco. Giò infatti ha appena rotto con suo marito, o meglio, dopo averlo tradito, lui l’ha lasciata e lei, rifugiatasi nella casa dei nonni scomparsi da poco, scopre un biglietto scritto dalla sua omonima nonna che la indurrà a rivolgersi a una presenza angelica.

Non posso impedirti di inciampare . Però posso medicare il tuo piede ferito . E prenderti in braccio, finoa quando sarai in grado di camminare sulle tue gambe,

le dirà Filemone, l’angelo custode e lo farà proprio a lei che non è abituata a chiedere aiuto, non ha fiducia nella vita e nell’amore, per questo le risulta facile affidarsi a uno sconosciuto per tirar fuori dubbi, ansie e paure. Attraverso le lettere comincerà pian piano a ritrovare la sua vera identità, affrancandosi da limiti e preconcetti che ingabbiano la sua libertà di scelta. Scioglierà così tutti i nodi della sua vita aggrovigliata grazie a un rapporto epistolare con una alterità quasi magica che la segue ovunque.

Filemone rappresenta dunque la voce interiore che riporta Giò, passo dopo passo, alla sua autentica dimensione interiore, a concedersi attimi di ascolto con se stessa e così, dal tono concitato che contraddistingue le parole e i pensieri di una donna contemporanea disperata, presa dalle sue mille smanie e infinite manie quotidiane, risucchiata dal vortice del narcisismo e dalla prigionia dell’egoismo, si passa a un registro via via più pacato. E’ l’Anima che ritrova il suo posto nel mondo, nel gioco a incastro che riempiono le parti affidate ai due protagonisti.

Da una parte l’angelo guida Giò e, a sua volta, Giò pian piano scioglie le sue resistenze, da smarrita e vittima delle sue emozioni, diventa donna più decisa, in cammino verso la sua nuova vita, alla scoperta di un nuovo modo di interpretare l’Amore, partendo dal rispetto verso se stessa.
Lo troverà infine il vero Amore? Starà al lettore inseguire la protagonista nel suo intimo viaggio fino a ritrovarsi senza fiato, in un finale, in un certo senso sorprendente, che svela come il trionfo in Amore si ottiene con pazienza e profonda consapevolezza.

Da qualche parte nell’Universo esiste un mondo non visibile agli occhi in cui si aggirano sagome vibranti di luce. Sono le Anime degli Innamorati Eterni e palpitano a coppie, trovando l’una nell’altra le ragioni del proprio splendore.

Funziona allora questa nuova e curiosa coppia del panorama narrativo italiano? Direi di sì visto che da una parte incontriamo ancora una volta un’autrice dotata di un intuito acuto e allo stesso tempo estremamente sensibile che le consente di scandagliare lo stato d’animo di personaggi inconflitto con se stessi, e dall’altra il giornalista-scrittore Massimo Gramellini che conferma la sua capacità di svelare, questa volta attraverso un alone di dosata spiritualità, le dinamiche più complesse che si celano dietro i sentimenti umani.

I lettori resteranno rapiti da questa lettura leggera, dalla trama che saprà prendersi cura, se lo vorranno, anche della loro crescita interiore.

VOTO: 7

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Massimo Gramellini e Chiara Gamberale
TITOLO: Avrò cura di te
EDITORE: Longanesi
PAGINE: 250
EURO: 16,00
ISBN: 978-8830436688

NOTA SUGLI AUTORI:

 

Massimo_GramelliniMassimo Gramellini è nato a Torino da una famiglia originaria della Romagna. Dopo gli studi in giurisprudenza, nell’autunno del 1985 incomincia a collaborare con la redazione torinese del Corriere dello Sport-Stadio. Famoso giornalista si afferma da subito anche come scrittore.

 

 

chiara-gamberaleChiara Gamberale, giovane romana nata nel 1977 è scrittrice, collaboratrice di La Stampa, Il Riformista e Vanity Fair, conduttrice radiofonica e conduttrice televisiva italiana. Nel 1996 vince il premio di giovane critica Grinzane Cavour promosso da La Repubblica e nel 2008 riceve il Premio Campiello per il libro La zona cieca.

 


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1 Commento

  • Vicky Pubblicato 22 dicembre 2015 14:28

    Questo post mi trova francamente in accordo. In linea generale il sito web http://www.leggeremania.it è posto oggettivamente
    come si deve, lo leggo sempre. Bel lavoro davvero, a risentirci!

    leggi questo articolo

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