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Feltrinelli Zoom: Fabio Di Pietro parla del marchio digitale che da tre anni concepisce “una nuova idea di libro: economico, veloce e maneggevole”.

L’editoria digitale prende una forma sempre più concreta, è una fetta importante nel mercato e rappresenta i lettori di oggi. A tre anni dalla nascita del marchio digitale Feltrinelli Zoom, l’head of digital Feltrinelli Fabio Di Pietro ci aiuta a conoscere meglio questa nuova realtà nel mondo della narrativa di genere, che spinge su “una nuova idea di libro: economico, veloce e maneggevole.

Com’è nata l’idea di far nascere Feltrinelli ZOOM, marchio editoriale digitale economico della Feltrinelli?

Volevamo poter fare i libri che prima non si potevano fare, liberando i testi brevi dalla tirannia delle antologie. Con il digitale è possibile dare ai migliori racconti e pamphlet la piena dignità di libro, non costretti dalle limitazioni industriale imposte alla carta. Si tratta fra l’altro di testi particolarmente adatti alla fruizione mobile, sugli schermi di smartphone e tablet. Da qui l’idea di dar vita al marchio Zoom, un vero e proprio laboratorio vivente di editoria digitale.

Avete pensato a sette diverse collane: Zoom Flash, Zoom Wide, Zoom Macro, Zoom Food, Zoom Poesia, Zoom Academy e Zoom Filtri. Perché questa scelta e come sono venute fuori le diverse collane?

Dall’idea originale di Zoom, che oggi vive in Zoom Flash, abbiamo derivato altre collane che ci permettessero di coprire lo spettro quasi completo dei contenuti possibili per un marchio editoriale. Il minimo comune denominatore è che tutte le collane, nessuna esclusa, siano particolarmente adatte alla fruizione digitale: dalle ricette di Food, comode da avere sempre a disposizione sul tuo smartphone, al corso di scrittura di Academy, facilitato dal poter essere fruito sugli stessi dispositivi utilizzati per il lavoro di scrittura stesso; dai pamphlet di Macro, che grazie al digitale possono essere tempestivi e ficcanti, ai romanzi lunghi di Wide, che in eBook possono permettersi libertà che la carta non avrebbe consentito; dai versi di Zoom Poesia, perfetti per essere portati sempre con sé come una sorta di breviario laico, alle narrative di genere di Filtri, che possono spaziare grazie al digitale su orizzonti infiniti di lunghezze, tematiche, tagli e tipologie.

Com’è nata la collaborazione con la Scuola Holden di Alessandro Baricco?

Con Scuola Holden abbiamo da sempre un rapporto di vicinanza fraterna, non solo grazie all’importante giuntura e ispirazione costituita proprio da Alessandro, ma ora anche societariamente. Pensare a lavorare con loro sul tema dell’artigianato autoriale è stato naturale e siamo orgogliosi di quanto stiamo proponendo con Zoom Academy a tutti coloro che vogliono cimentarsi con la scrittura.

Finora come ha risposto il pubblico dei lettori a Feltrinelli ZOOM?

Magnificamente. Essere stati i primi fra i grandi editori a dedicare una collana – e poi un marchio – ai progetti nativi digitali ci ha dato da subito grandi soddisfazioni, sia culturali che commerciali. E ora, con la ricchezza del nostro catalogo, forte di sette collane e più di 320 titoli, guardiamo al futuro con grande fiducia.

Quale sarà il futuro dell’editoria?

Dare una risposta certa sarebbe presuntuoso e stolto. Mi limito a dire che, a mio avviso, questo è il periodo più entusiasmante per fare editoria dai tempi di Gutenberg. Nuove metodologie di scrittura, nuove praterie dove scovare talenti, nuovi strumenti di diffusione… si parla troppo spesso dei timori degli editori e troppo poco delle loro speranze e delle loro scommesse sul futuro.

Può spiegare ai lettori come nasce un ebook?

Come sempre l’origine di tutto è un buon testo, unica invariabile editoriale. Il nostro lavoro di editing, di redazione e di design grafico garantirà a questo testo di presentarsi al meglio alla prova della lettura, ma senza reali qualità all’origine non si va da nessuna parte. Una volta che abbiamo un file definitivo, solitamente in formato .odt (OpenOffice / LibreOffice), iniziano le fasi tecniche di trasformazione in eBook che, passando dalla lavorazione e pulizia del codice XML, portano alla creazione di un file .epub standard che poi verrà caricato sulla nostra piattaforma digitale Edigita (che ci vede fra i fondatori insieme al gruppo GeMS e a Rizzoli) e distribuita verso tutti i rivenditori digitali.

Sempre più spesso aspiranti scrittori si autopubblicano con degli ebook che poi mettono in vendita su siti come amazon, ibs, ecc. Che cosa pensate di questo fenomeno dilagante nel settore editoriale? È un male per l’editoria e le case editrici?

L’autopubblicazione non è affatto un male, è una possibilità in più che un autore ha per diffondere il suo testo e, in quanto tale, nelle giuste mani può suscitare giusti entusiasmi. Tuttavia si tratta di un lavoro profondamente diverso da quello che si svolge a fianco di un editore. All’autore che si autopubblica è richiesto di rivestire in proprio tutti i ruoli: dal marketing manager al graphic designer, dal redattore all’editor, dall’ufficio stampa al commerciale. Un editore viceversa permette all’autore di concentrarsi sul suo ruolo specifico, la scrittura del testo, affiancandogli una squadra di professionisti che lo accompagnerà a sosterrà durante il lungo viaggio verso la pubblicazione. Insomma, l’autopubblicazione è una one-man-band, il lavoro al fianco di un editore è musica da camera.

Feltrinelli Zoom ha dei progetti in cantiere da condividere con Leggeremania?

Fa parte della natura esuberante di Zoom avere sempre qualche nuovo progetto in lavorazione ma, come capirete, dobbiamo mantenere il giusto elemento di sorpresa. Una cosa almeno possiamo dirvela: consigliamo tutti gli appassionati di poesia di seguirci con attenzione all’inizio dell’anno prossimo …

Un’ultima curiosità: perché ZOOM?

Perchè lo zoom in fotografia permette di osservare la realtà a un diverso livello di ingrandimento, ed è quanto vogliamo fare nella produzione editoriale con il nostro Zoom con la maiuscola: avvicinarci a varie tipologie di libro elettronico e esaminarne da breve distanza le potenzialità. Inoltre, come in un fumetto, zoom è anche un’onomatopea legata alla velocità. E l’editoria digitale o è veloce o non è.

Grazie mille a Fabio Di Pietro e a tutto lo staff di Feltrinelli Zoom per averci concesso questa piacevole intervista. Alla prossima!!!

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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