Che tu sia per me il coltello di David Grossman è un libro per chi ha una ferita e vuole curarla, un libro per chi ha bisogno di un’iniezione di verità.

copertina romanzo Che tu sia per me il coltelloNelle ultime settimane, ho portato questo libro praticamente ovunque: alla fermata del bus, in coda al supermercato, in banca, in Facoltà, nella vasca da bagno, in borsa, in mano e pure sotto la pioggia. Quello che ne viene fuori è una copia distrutta, bagnata e riasciugata, ingiallita e con gli orecchioni. Questo non perché io non
abbia cura dei miei libri, al contrario. Paradossalmente, il fatto che l’abbia ridotto così dimostra quanto io ci tenga. L’ho ridotto a un rottame sì, ma ridotti a un rottame sono anche gli animi dei due protagonisti – e forse un po’ anche il mio.

Ma andiamo per ordine.


Che tu sia per me il coltello
. Copertina deliziosa, libro atipico, titolo accattivante che riprende una frase di Franz Kafka da una lettera a Milena:

Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso.

Un coltello che è una persona, ma che in questo caso è anche, e soprattutto, una penna.

Quello di Grossman, infatti, è un romanzo epistolare (originalissimo, direi), composto da tre parti, tre parti e due anime: quella di Yair e quella di Myriam, due sconosciuti – ognuno con una storia e un passato difficile – che improvvisamente si trovano invischiati in uno strano rapporto. Yair un giorno vede per caso Myriam, nel cortile di una scuola e un gesto lo colpisce. In mezzo a tanta gente, la vede «stringersi nelle braccia con un cauto sorriso», e così, senza neanche conoscerla, la riconosce.
Riconosce la sua anima.

Quel gesto, in apparenza insignificante, lo convince a scriverle una lettera, proponendole di intrattenere un rapporto esclusivamente epistolare. Solo lettere, solo parole. Niente carne, niente corpi. Myriam, contro ogni aspettativa di Yair, accetta – forse incuriosita, forse sedotta o forse semplicemente perché Yair ci aveva visto giusto. I due cominciano a scambiarsi lettere, entrando in un mondo totalmente irreale, costellato di parole e immaginazione, talvolta di brutalità, ma anche di tanta delicatezza. Un mondo in cui non vi è spazio per il materiale, per la realtà che è piena di brutture, storpiature, imperfezioni e menzogne. Un mondo in cui la verità e la purezza della parola sono al centro (forse è proprio la parola la vera protagonista del libro), e si propongono di mettere a nudo gli animi dei due protagonisti che, in un gioco scandito da momenti teneri, violenti, appassionati e dolorosissimi, scoprono se stessi.

Spesso ho sentito dire che questo romanzo di Grossman non è un libro per tutti, che è difficile e impegnativo. Forse è vero: non è per deboli di cuore, non è per codardi né per vigliacchi. È un romanzo denso, non di fatti, non nella trama, ma denso di parole, di concetti, di pensieri. Non è un libro semplice, e non perché la scrittura sia ostica o elaborata, ma perché è un’ascia, un’ascia che si scaglia impietosa contro il lettore, che diventa l’interlocutore principale delle lettere, e che inerme (e a volte un po’ infastidito per la troppa schiettezza) si trova a fare i conti con le parole di Yair, a fare i conti con se stesso. L’empatia col lettore è fortissima, e qui sta la forza di questo romanzo.

E allora è proprio per questo che, a un certo punto, io ho sentito il bisogno di leggere questo libro: per trovare un coltello. E questo è il motivo per cui spesso lo riprendo in mano. Quando non si ha la forza di scavarsi dentro, quando si ha bisogno di qualcuno o qualcosa che tiri fuori tutto quello che di inascoltato e di sopito abbiamo, e che lo porti alla luce, abbiamo bisogno di uno strattone. In questo caso, quel coltello è un romanzo.

In questo caso, Che tu sia per me il coltello di David Grossman, è un libro per chi ha una ferita e vuole curarla, un libro per chi – come dice Yair in una delle sue lettere – ha bisogno di un’iniezione di verità.

Guardatevi dentro, e se sentite di averne bisogno, provate a leggerlo. A riconoscervi e a ritrovarvi.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: David Grossman
LIBRO: Che tu sia per me il coltello
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 336
ISBN: 9788804588191

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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