L’esorcista di William Peter Blatty rappresenta un’autentica fonte di ispirazione per una delle storie più agghiaccianti che siano mai state raccontate.

romanzo L'esorcista di W.P. Blatty

All’inizio degli anni Settanta uscì nelle sale cinematografiche un film destinato a sconvolgere il pubblico e a segnare un punto di arrivo tuttora imbattuto nella storia dell’horror. L’Esorcista diretto da William Friedkin viene considerato ancora oggi il film più spaventoso di tutti i tempi, con l’indimenticabile viso della piccola Linda Blair divenuta una delle icone più conosciute del genere.

Tale fu il successo del film che sembra sia passato totalmente in secondo piano il fatto che l’opera cinematografica sia stata ispirata a un romanzo, pubblicato un paio d’anni prima, scritto da William Peter Blatty.

Quest’oggi vogliamo quindi puntare l’attenzione proprio su questo libro, che clamorosamente sembra essere ormai dimenticato dal grande pubblico, così preso a elogiare il film da essersi completamente dimenticato del precedente letterario.

Il romanzo di Blatty è all’altezza del film di Friedkin?

Per quanto mi riguarda, il romanzo da cui trae ispirazione il film è (se possibile) ancora più spaventoso di quanto non lo sia il celebre film. Anche se l’immaginario stesso di questa storia sia stata “cementata” ormai dalle fattezze dei volti presenti nel film, L’esorcista di Blatty riesce a prenderci sin dalle prime pagine e a spalancare le porte delle nostre peggiori paure.

Ombre, timori notturni, la camera da letto di una giovane ragazzina che diventa luogo in cui si manifesta il Male tutti elementi spaventosi raccontati in maniera diretta, dando libero sfogo alla fantasia del lettore che si trova a vivere un vero e proprio incubo.

Possiamo dire subito che tra il libro e il film, che ormai ogni appassionato conosce a memoria sequenza per sequenza, non esistono grosse differenze, la storia è la stessa e la caratterizzazione dei vari personaggi è stata rispettata quasi alla lettera dal regista, se non per alcuni tagli dovuti alle tempistiche tipiche di un film.

Detto questo, però, il punto che bisogna mettere ben in evidenza (e che fa pendere la bilancia del terrore in favore del libro) è il fatto che il romanzo di Blatty è scritto con una perizia, una bellezza stilistica degna della migliore letteratura. Una precisione certosina per un romanzo che sembra seguire una sorta di procedimento geometrico e matematico nella sua struttura, un ordine apparentemente ossessivo che cela in sé le radici del Male e una vicenda talmente spaventosa da portarci a consigliare la lettura solo ai veri appassionati del genere.

Avvicinarsi a un romanzo come questo non è una cosa che deve essere presa sottogamba per nessun motivo, visto che ogni singola pagina è segnata da una cupezza ed è impregnata di una malvagità pronta a insinuarsi sibillina nella mente del lettore portandolo quasi sull’orlo della disperazione.

Non c’è la minima speranza nella vicenda raccontata: i vari personaggi non sono altro che individualità perdute che si ritrovano coinvolte in qualcosa che distrugge ogni aspetto della loro esistenza.

Il punto di maggior cupezza, se possibile in una storia tanto spaventosa, riguarda proprio i personaggi del romanzo più che la bambina posseduta dal demone Pazuzu. La storia del terrore prende spunto più da un tipo di letteratura noir che dai grandi classici del gotico e dell’orrore; l’indagine di Kinderman, la disperata ricerca senza pace di Damien Karras, uomo di Chiesa privato della propria fede dalle difficoltà della vita, il nichilismo spietato del regista Burke… sono questi gli elementi di maggior risalto dell’intera vicenda che contribuiscono a costruire uno scenario desolante e ansiogeno.

Su tale contesto vuoto e ricco di tutte le contraddizioni e le difficoltà che gli esseri umani incontrano, ecco che Blatty con suprema perfidia inserisce il suo elemento soprannaturale che deturpa una giovane ragazza, simbolo di un’innocenza destinata a disperdersi nelle problematiche della vita adulta.

Per quanto il film di Friedkin resti senza dubbio una delle migliori opere cinematografiche del Novecento, il mio consiglio è quello di recuperare anche il romanzo originale per apprezzare gli aspetti più terrificanti di questa dolorosa vicenda. Il fatto che gli aspetti più spietati e crudeli in L’esorcista riguardino i comportamenti e le contraddizioni reali della vita di tutti i giorni rende tutto ancor più spaventoso e senza speranza.

L’arrivo del Maligno non è altro che l’elemento distruttivo che Blatty inserisce per deturpare definitivamente ogni certezza su cui si basa la civiltà occidentale.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: William Peter Blatty
TITOLO: L’esorcista
EDITORE: Fazi
PAGINE: 413
ISBN: 9788864114590

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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