Dall’erede di E.A. Poe, Thomas Ligotti, arriva Teatro grottesco, una raccolta di racconti folli e surreali che portano anche in Italia un classico dell’horror che va oltre i limiti della paura.

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Thomas Ligotti non è un autore come gli altri. Considerato uno dei maggiori scrittori weird horror viventi, riconosciuto e apprezzato dalla critica come testimoniano i numerosi riconoscimenti – dai tre Bram Stoker Awards (1996) all’International Horror Guild Award (2002) – Ligotti rimane un personaggio indecifrabile avvolto da un alone di mistero quasi mistico. La sua natura schiva e riservata lo ha portato nel corso degli anni a evitare metodicamente qualsiasi apparizione pubblica, tanto da far dubitare della sua reale esistenza. Solo più tardi si è capito che questo comportamento è dovuto alle gravi patologie depressive di cui soffre, come ammetterà egli stesso durante le rare interviste concesse alla stampa.

La recente popolarità dell’autore americano si deve al grande successo della serie TV True Detective. Uno dei personaggi della serie, infatti, è il detective Rustin “Rust” Cohle interpretato da Matthew McConaughey, un uomo cupo e tormentato portavoce di una visione disperata e nichilistica del mondo che lo porta a sostenere posizioni filosofiche radicalmente antinataliste. Un giornalista americano ha scoperto per caso che gran parte dei dialoghi di Cohle sono parafrasi quasi letterali del saggio di Thomas Ligotti, The Conspiracy against the Human Race (2010); lo sceneggiatore e produttore esecutivo Nic Pizzolatto ammette di aver voluto rendere omaggio al maestro che più di ogni altro lo ha influenzato, per questo motivo ha messo in bocca al personaggio di Cohle le idee, lo stile e il lessico delle opere del grande Ligotti.

Il Saggiatore porta in libreria una versione, molto ben tradotta, della più recente raccolta di racconti dello scrittore, Teatro Grottesco, la cui edizione originale era stata pubblicata nel 2006 e ristampata nel 2008. Il libro ricalca la tradizione più classica dell’horror e lo si intuisce già dalla struttura pensata come una raccolta di racconti  suddivisa in tre diverse sezioni: Disordini, Deformazioni e I guasti e i malati. Ogni sezione è legata all’altra da un unico filo conduttore del macabro che ha la funzione di produrre nel lettore la perenne sensazione di disorientamento e angoscia. I disordini mentali sono un elemento ricorrente nei racconti, a cominciare da Purezza in cui il padre del protagonista cerca con ossessione di purificare la mente delle persone attraverso esperimenti estremi su vittime ignare, usate come cavie nel laboratorio improvvisato nel sottoscala di casa.

Fra i vari elementi perturbanti di molti racconti, ricorre un sintomo che Ligotti ricorda spesso: il disturbo gastroenterico, la diarrea nervosa. Problemi mentali e assunzione di farmaci sono presenti in grosse quantità anche per A favore dell’azione punitiva, in cui la sparizione di un uomo affetto da aracnofobia è collegata a strani esperimenti medici e all’apparizione di un mostro deforme con le sembianze di ragno. Questo racconto, e altri come Il responsabile cittadino e Il nostro supervisore temporaneo, introducono il tema del controllo operato su una comunità da elementi occulti non identificabili che mirano alla lenta ma inesorabile distruzione della collettività. In queste storie l’abituale anedonia dell’autore cede il passo a un allucinato sarcasmo che echeggia persino in toni politici o sociali nella rappresentazione visionaria della condizione operaia, impiegatizia e burocratica o dei processi di produzione industriale, come nel superbo La Torre Rossa.

La narrazione tutta in prima persona aumenta la sensazione di opprimente allucinazione ricercata dall’autore. Lo stile di scrittura di Ligotti, nonostante le sue origini, è più simile a quello europeo che non a quello americano; d’altronde l’ambiente insano delle sue narrazioni, le visioni angoscianti, la natura quasi patologica della sua ispirazione, rimandano ad autori da lui stesso citati come punti di riferimento quali: Kafka, Kubin, Schultz, Borges, Burroughs, Nabokov, Leopardi, Buzzati, Beckett, Bernhard e Cioran, ancor più dei maestri dell’horror più spesso menzionati come Poe e Lovecraft.

In questa sua ultima antologia lo scrittore americano conferma di restare profondamente fedele a se stesso e alle sue ossessioni di ordine filosofico, metafisico ed esistenziale, anzi con Teatro Grottesco Ligotti tocca i vertici dell’originalità e dell’efficacia riuscendo a costruire malsani deliri.

La lettura di Ligotti è un’esperienza particolare che fa sprofondare il lettore negli abissi oscuri della mente, non sempre può essere piacevole, ma resta un’esperienza letteraria affascinante.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Thomas Ligotti
TITOLO: Teatro grottesco
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 281
ISBN: 9788842821670

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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