Una pazza. Era una pazza.

Nostra Signore della solitudine di Marcela SerranoInizia così Nostra Signora della solitudine di Marcela Serrano, una delle figure più significative della nuova narrativa in Cile e America Latina, pubblicato nel 2001 da Feltrinelli.

Carmen Lewis Ávila, protagonista della storia, viene definita una pazza per la sua natura selvaggia, per il suo modo autentico di vivere solo di sentimenti, che fa impazzire e che alla fine va sempre via. Carmen è una famosa scrittrice di origini messico-statunitensi che, dopo un viaggio di lavoro, scompare nel nulla. La polizia cilena archivia il caso e viene affidato a uno studio di investigatori privati. A occuparsi della scomparsa è l’avvocata Rosa Alvallay che, nell’affrontare il caso, si ritrova ad analizzare, oltre che la famosa scrittrice, anche se stessa.

Dalle testimonianze raccolte emerge una Carmen per alcuni considerata leggera, egoista, disinteressata, per altri una donna dall’esistenza non facile. L’infanzia della scrittrice è, infatti, caratterizzata dalla presenza/assenza di due genitori sempre in giro per il mondo (Messico, India, Stati Uniti), che quando decidono di stabilirsi definitivamente in India per una scelta mistica affidano la figlia alle cure della nonna.

Per esorcizzare il senso dell’abbandono, Carmen inizia a scrivere. Crescendo intreccerà diverse relazioni con uomini sbagliati, tra i quali anche un guerrigliero, un amore puro e vero, ma non corrisposto totalmente. «Il problema dei messicani è che non smettono di essere sposati», confesserà la scrittrice che avrà anche un figlio.

Successivamente, l’incontro con Tomas Rojas, rettore universitario, la spinge a trasferirsi in Cile e a trovare finalmente stabilità. Ma pur diventando moglie leale, in lei non c’è alcuna passione e Carmen inizia ben presto a sentirsi prigioniera delle formalità. Trasformarsi nella moglie del rettore la fa sentire inadeguata e così, stanca di seguire sempre mete che non sono effettivamente scelte sue ma di altri, e di non aver mai avuto un ruolo ben definito, a un certo punto della propria vita sceglie il silenzio totale.

Nostra Signora della Solitudine è un romanzo giallo. La lettura non risulta scorrevole, a tratti è pesante, caotica, forse per il susseguirsi di troppi personaggi, soprattutto nella prima parte, mentre la seconda risulta più fluida. La sensazione di amaro in bocca rimane sino alla fine, sia per il finale scontato sia per la descrizione del personaggio principale, sì sensibile d’animo ma troppo immerso nel proprio mondo immaginario.

Nell’evolversi della trama emerge un confronto tra due donne: Rosa avvocata e Carmen famosa scrittrice. Rosa ha 50 anni, un lavoro, due figli, ed è divorziata. Ha un fisico normale, è una donna che nel quotidiano passa inosservata, non è appariscente. È una donna come ne esistono tante nel mondo ed è cresciuta in una famiglia dove mai nessuno ha cercato l’impossibile. Non c’è niente di eclatante nella sua vita, porta i propri anni con dignità e crede di essere tutto sommato una persona simpatica. Carmen ha 43 anni, è bellissima e famosa, con una vita interiore molto movimentata. Significativo è il passaggio in cui Carmen ritiene che ognuno abbia dentro di sé una dote nascosta, da scovare e da portare in superficie. Trovare una passione rende indipendenti e nel dolore Carmen trova la forza di scrivere. Un altro passaggio da sottolineare è quello sulla sua ricerca di trovare rifugio in un uomo potente, che rappresenta una solidità per se stessa e per il figlio, che non viene mai definito un sacrificio. Nonostante si senta prigioniera, interpreta questa condizione come una forma di saggezza. Ma dopo essere scampata a un incidente aereo, capisce che la vita le sta regalando un’altra opportunità, cioè quella di volersi bene di più.

La mia riflessione sul romanzo

Una particolare riflessione merita il modo in cui l’autrice di Nostra Signora della solitudine considera il Messico e l’India zone del mondo proiettate verso il futuro, ma allo stesso tempo eredi di un passato di cui bisogna difendere la cultura, un passato che da una parte ostacola la crescita ma che dall’altra è necessario salvare: «L’ambiguità fra la rottura e la salvezza».

Suggestive risultano le descrizioni di Oaxaca, definita imponente ed enigmatica, e della Basilica della patrona Nuestra Senora Soledad, considerata «testimone dell’eterno mistero delle donne, […] delle loro speranze e dei loro abbandoni». E Carmen sceglie di camminare nel silenzio. «La solitudine è come una luce senza sole. Quando questa si consuma, le rimane la purezza.»

Il gesto di Carmen sembrerebbe folle, ma non lo è perché dal suo punto di vista «la follia non ha posto nel mondo», non lo è perché è sorretto dalla sua grande ispirazione, la scrittura, e si può scrivere indipendentemente dal mondo esterno. La pace interiore non si può raggiungere nei paesi globalizzati, infatti il Messico viene definito «il santuario per coloro che non l’hanno mai trovato». E i templi e i santuari presenti in quelle zone parlano di tremila anni di storia e i luoghi d’infanzia danno un forte senso d’identità, «È in definitiva, un appartamento cui ogni pellegrino desidera fare ritorno».

Le riflessioni che emergono dalla lettura di Nostra Signora della solitudine sono tante. Personalmente non sono una femminista, ma credo nella donna, nella sua forza, nella sua determinazione, nel suo potere di cambiare la propria vita. Le risorse delle donne sono infinite, soprattutto quando in seguito a drammi intimi hanno la capacità di trovare sempre una via d’uscita. Sicuramente la presenza costante dei genitori e, di conseguenza un’infanzia stabile, contribuiscono a un futuro sano, questo vale per tutti, ma solo una donna può comprendere appieno senza giudicare un’altra donna.

Carmen ha avuto enormi risorse economiche per poter cambiare radicalmente la propria vita e poter scegliere di farlo. Per lei è stato più semplice. Nella realtà il fattore economico può essere un fattore limitante. E poi cosa significa libertà per una donna, coraggio di essere egoista o dannazione interna perenne? Avere solo queste due alternative mi sembra deprimente.

SCHEDA DEL LIBRO

AUTRICE: Marcela Serrano
TITOLO:
Nostra Signora della solitudine
EDITORE: Universale Economica Feltrinelli
PAGINE: 185
ISBN: 9788807817236

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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