A bocca chiusa non si vedono i pensieri

Non ho mai conosciuto un bambino autistico e fino a qualche mese fa sapevo poco di questo mondo. Ancora oggi dovrei informarmi su tante cose che non conosco ma grazie ad A bocca chiusa non si vedono i pensieri mi sento più vicina a famiglie ed educatori che ogni giorno affrontano le giornate insieme ai loro bambini speciali.

Ho scelto questo libro per il suo titolo. Mi è sembrato bellissimo, fragile e profondo. Mentre lavoravo a un articolo su commissione per libri da consigliare alle mamme, ho scoperto il mondo di Benjamin Ludwig e, non so come mai perché di solito non lo faccio, sono andata subito a leggere chi fosse.
Dopo aver letto la sua storia, ho messo in standby il libro che stavo leggendo in quel momento e ho iniziato a entrare nella vita di Ginny Moon, la protagonista del libro.

Leggere A bocca chiusa non si vedono i pensieri è stato come vivere a casa di Ginny, una bambina autistica e speciale per tanti motivi.
Adottata più volte e con una mamma biologica con problemi di droga, affezionarsi a Ginny è stato semplice. In lei c’è sensibilità, dolcezza, ribellione, voglia di avventura, innocenza.
Ginny ha da poco una nuova famiglia. Mamma e papà per sempre – come li chiama lei – si impegnano per renderla serena e col tempo iniziano a sembrarle simpatici. Per quanto stia bene con loro, però, Ginny non riesce – non può – dimenticare la sua bambolina, rimasta con la mamma biologica in una casa di violenze e mancanze.
Per Ginny la bambolina è tutta la sua vita ma anche un’ossessione. Non fa che parlare di lei e, anche se ora non sono più insieme, rappresenta tutta la sua vita. C’è nella sua mente mentre è in casa con la mamma per sempre o se fa una passeggiata con il suo nuovo papà, mentre va a scuola e parla con il suo amico Larry, quando vorrebbe tenere in braccio la neonata appena nata (sua sorellastra) a cui le è proibito avvicinarsi.

Per i nuovi genitori è difficile entrare nella sua mente. I due avevano deciso di adottare una bambina perché non avevano figli, ma subito dopo l’arrivo in casa di Ginny, la donna è rimasta incinta e tutto il nuovo mondo è crollato. Da madre premurosa e attenta alle esigenze della bambina, la mamma per sempre di Ginny ha iniziato a essere isterica, paurosa per tutto. Costantemente in ansia – quasi che Ginny potesse rappresentare una minaccia per la neonata – la vita è diventata sempre più pesante, tanto da pensare di non riuscire a sostenere il compito e decidere di riportare Ginny in istituto.
Ginny poi non aiuta per niente i due nuovi genitori in questo compito così difficile e fa di tutto per ritrovare la sua madre biologica. Sa che è violenta, sa che con lei soffriva, veniva picchiata e lasciata senza mangiare per giorni, ma vuole ritrovare la sua bambolina perché ha paura che le accada qualcosa di male. Vuole salvarla come è stata salvata lei ed escogita piani di fuga che faranno disperare la famiglia.

Ho trovato la storia di Ginny molto commovente. Racconta il profondo disagio di una bambina adottata – per lo più adolescente – che viene sballottata di famiglia in famiglia prima di trovare i genitori che la terranno in casa. Ma non è solo questo. Oltre all’adozione, il libro affronta anche un’altra tematica delicata, quella dei bambini autistici, che hanno una mente complessa, difficile da capire e per alcuni difficile da accettare. Sono bambini speciali ma per i quali ci vuole grande attenzione e impegno, forza d’animo e costanza, sensibilità e amore. È facile soffrire, chiedere aiuto e aver voglia di scappare; diventa impegnativa qualsiasi scelta o momento della giornata. È questo che accade nella casa per sempre, con una Ginny che ha bisogno di essere seguita in ogni aspetto della sua vita, perché ha sofferto molto, è in piena adolescenza e la sua mente lavora in maniera diversa dal solito.

Un’altra cosa bella del libro è la scelta dell’autore di far parlare Ginny in prima persona. Lo stile ridondante, i capitoli con parole ripetitive e spesso pesanti mi hanno fatto entrare nel suo mondo, mi hanno aiutato a capire come può pensare e vivere una bambina autistica, che ogni giorno a colazione deve mangiare 9 acini d’uva, non uno di più o di meno, altrimenti va in crisi.

Questo libro è per chi…

Consiglio A bocca chiusa non si vedono i pensieri a tutte le persone che hanno un cuore sensibile e aperto all’altro, che vogliono conoscere meglio cosa significhi adottare un bambino e hanno la forza di conoscere come ragiona un cervello autistico. Lo consiglio a chi si avvicina al sociale e a chi non si spaventa di leggere parole pesanti ma comunque vere. E lo consiglio a tutte le mamme che ogni giorno si lamentano di avere un figlio vivace e impegnativo. Benjamin Ludwing aiuterà a capire che c’è molto altro oltre alle marachelle di un bambino monello.

SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Benjamin Ludwig
TITOLO: A bocca chiusa non si vedono i pensieri
EDITORE: Harper Collins
PAGINE: 427
ISBN: 9788869051944

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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