La vita di uno dei calciatori italiani più talentuosi e imprevedibili dentro e fuori dal campo raccontata dal giornalista e scrittore Giancarlo Governi.

Bruno Giordano-Giancarlo Governi

Già il titolo Una vita sulle montagne russe, descrive bene la vita intensa del calciatore Bruno Giordano, e chi meglio di Giancarlo Governi (già curatore di importanti biografie come quella su Totò) poteva raccontare delle imprese, le cadute e i trionfi, di un uomo e uno sportivo di tale fama?

La storia e la vita di Bruno Giordano – un nome che fa il verso ad un filosofo – inizia come quella di tanti ragazzi di periferia che grazie al pallone realizzano i propri sogni. Trastevere negli anni 50’ e un prete di un oratorio, Don Pizzi, che segue i ragazzi insegnandogli i valori dello sport. Il talento cristallino emerge subito e il salto dalle giovanili alla prima squadra nella mitica Lazio di Chinaglia e Maestrelli ne è una diretta conseguenza. Un paradosso già questo per chi è stato cresciuto da un padre romanista, così come giallorossa è anche la fede di Don Pizzi.

Arriva giovanissimo alla Lazio di Maestrelli e Chinaglia, passata alla storia come un gruppo di veri scalmanati ma capace di vincere uno scudetto nella stagione 1973-74. Il ricordo di Giordano conferma la fama di quel gruppo:

“Erano dei veri pazzi. Tutti con la pistola e il fucile. Chiedevano all’autista del pullman di fermarsi, entravano nel bosco e iniziavano a sparare all’impazzata. […] poi la domenica potevano farsi uccidere in nome del club e di Maestrelli”.

Giordano vive la fase del declino di quel gruppo storico con Maestrelli che poco dopo si ammala e muore, il bomber Chinaglia che parte per gli Stati Uniti e l’assurda tragedia di Re Cecconi. Il biondo campione laziale ucciso da un gioielliere con un colpo di pistola – la versione ufficiale parla di uno scherzo finito male – ma la cui vicenda ancora oggi solleva forti dubbi. Per primo nello stesso ex centravanti laziale, che lo ricorda come un ragazzo di grande umanità capace di gioire più di tutti quando poco più che adolescente Bruno Giordano firmò la sua prima rete nella partita d’esordio.

La squadra attraversa una fase di crisi ma Giordano con il suo talento si guadagna comunque la nazionale. Le giocate e i gol del campione laziale non passano inosservate e cominciano ad arrivare richieste dai club più prestigiosi della serie A. Proprio quando sembra aver raggiunto il vertice, la carriera di Giordano subisce un brusco arresto e comincia un inesorabile discesa. Il coinvolgimento nel calcio scommesse gli costa nove giorni di prigione a Regina Coeli e a seguire una squalifica di tre anni e mezzo. La Lazio viene retrocessa in serie B, Bruno Giordano perde la nazionale e di conseguenza il mondiale del 1982 in cui l’Italia si laureò campione del mondo, titolo di cui avrebbe potuto fregiarsi anche lui.

La carriera di Bruno sembra compromessa ma non è così, torna a giocare alla grande, poi ancora un grave infortunio la interrompe ma il campione riesce a riprendersi a tempo di record e salva con i suoi gol la Lazio.
Dopo tanti anni di sofferenza sportive e non, arriva per Giordano il meritato riscatto e gli anni del trionfo nel Napoli di Maradona. Maradona, Giordano e Careca formano la Ma-Gi-Ca, uno dei tridenti d’attacco più forti e spettacolari mai visti in serie A che regala il primo scudetto al Napoli nel 1987.

Per Bruno sono anni indimenticabili ma la vita privata presenta ancora un percorso simile alle montagne russe. Un primo matrimonio naufragato che lo tormenterà per anni. La morte dell’unica sorella e della madre in un tragico incidente stradale. Poi il secondo matrimonio con Susanna che oltre ad aiutarlo a far crescere la figlia e sua nipote, gli darà altri due figli, Marco e Rocco, che seguiranno le sue orme calcistiche.

Tutti i dettagli della vita calcistica e umana di Bruno Giordano sono riportati con cura nel libro di Giancarlo Governi insieme agli immancabili aneddoti che a Roma si sono da sempre alimentati intorno al calciatore, molti dei quali frutto di pura fantasia. Si scopre così un Allodi – allora dirigente del Napoli – esterrefatto al momento di conoscere personalmente Giordano, poiché al contrario di quanto circolasse sul suo conto Bruno non fumava, beveva solo acqua minerale e non sapeva nemmeno giocare a carte…

Erano storie. Storie che non sono mai passate. Alimentate da fatti di cronaca che mi sfioravano e in cui non ho mai avuto nulla a che fare. Ma sai come si dice a Roma? Mi hanno detto… Poi tu chiedi: ma chi? Chi te l’ha detto? Che stai a di’? E allora non c’è risposta. Intanto però la diceria si diffonde. Sai quante ne ho sentite, su me e sugli altri, in questi anni?

E poi una velata nostalgia per un calcio ormai cambiato, il legame con i propri colori e la propria città, il rifiuto al trasferimento alla Roma. I ricordi del Napoli di Maradona e della Lazio di Chinaglia, o i ricordi tragicomici del folle allenatore Juan Carlos Lorenzo (“Mi diceva di non battere le punizioni ma andare nella barriera avversaria e dire “toglietevi cornuti, figli di puttana”) e una dedica sentita ai propri figli.

Una vita sulle montagne russe di Giancarlo Governi è un libro che permette agli appassionati del calcio magico degli anni 80’ di rivivere quelle atmosfere e contemporaneamente una storia di vita che insegna a non abbattersi mai perché il riscatto è sempre dietro l’angolo.

SCHEDA DEL LIBRO

AUTORE: Giancarlo Governi
TITOLO: Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
EDITORE: Fazi – Collana: Le vite Anno edizione: 2017
PAGINE: 221
ISBN: 978-8893251273

 

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