Non bastasse un articolo sul perché mi piace leggere storie del terrore, colei che si occupa di Leggeremania mi ha chiesto anche un pezzo in cui avrei dovuto spiegare il mio doppio ruolo di scrittore e lettore. So bene che la mia presenza ormai vi ammorba ma cosa potevo fare, dire di no alla cara Eleonora mi è praticamente impossibile. Perciò ho capitolato, è bastato un sorriso accennato da parte sua ed eccomi qui, di nuovo presente su questo sito che reputo di grande valore e che spero possa crescere sempre di più. Battute a parte, è sempre un piacere per me poter pubblicare contenuti su Leggeremania, magari sarete voi lettori a essere stufi ma tant’è.

Oggi sarò breve e (spero) conciso. Questo doppio ruolo che mi è stato chiesto di mettere in risalto, da scrittore e lettore insieme è una sorta di… un ruolo e mezzo, visto che la mia carriera da scrittore non è certo paragonabile a quella di un vero autore. Sì, ho pubblicato qualcosina nel corso degli ultimi anni ma poca roba, forse nemmeno così interessante. Cavolo, però, quanta passione che ci ho messo.

scrivere_la mia passione di scrittore

Non solo lettore…

La mia carriera di scrittore inizia qualche anno fa, nel momento stesso in cui compresi come il web potesse fornirmi ghiotte occasioni. Iniziai con un mio breve racconto pubblicato in una raccolta messa insieme dalla redazione del sito Sogni Horror che nel 2009/2010 andava molto forte tra gli appassionati. Si trattava di una breve storia, un lavoro ingenuo e grezzo che ricalcava gli scritti giovanili e che però ha fatto da apripista alla prima pubblicazione reale.

In quel periodo io e il mio amico Giuseppe Oliva portavamo avanti un progetto davvero ambizioso: unire i nostri due stili di scrittura (la sua mutuata dagli autori della beat generation, la mia dalla letteratura gotica) e creare qualcosa insieme. Così vide la luce, dopo mesi e mesi di lavoro portato avanti con entusiasmo, al romanzo breve Il faro della coscienza pubblicato con la casa editrice Montecovello. Un classico giallo che nella parte finale si trasformava in una sorta di thriller-psicologico-paranormale-filosofico. Eravamo davvero fieri di quel finale così fuori dagli schemi, tanto da darci tutto l’entusiasmo per fare anche una presentazione ufficiale dell’opera presso una delle migliori librerie della nostra città.

Dopo quel lavoro, nel 2014 è stato il turno dell’ebook L’Estraneo nello specchio – Novelle nere, una raccolta di racconti che ho pubblicato con la casa editrice Teomedia. In questi racconti è emersa la mia anima nera con una serie di storie che mescolavano (in modo efficace, devo ammettere) atmosfere terrificanti con avvenimenti realistici e fortemente drammatici. Diciamo che la sfera noir emerge maggiormente rispetto a quella horror, cosa che ha dato alle storie un’aria ancora più matura. Un lavoro che reputo ben riuscito, pur nella sua piccolezza.

Sempre con Teomedia ho pubblicato un eltro ebook, una piccola raccolta di due racconti entrambi scritti per la festa di Halloween. Titolo dell’opera? Ovviamente Due notti di Halloween. Storie davvero forti e pericolose, in un certo senso.

Qualche mese fa, invece, ho pubblicato una nuova raccolta di racconti dal titolo Paura (titolo scelto con il preciso scopo di citare l’ominima autobiografia di Dario Argento). Si tratta di un’autopubblicazione fatta con You Can Print, ma non è detto che in un prossimo futuro non vi sia una casa editrice disposta a pubblicarla. Si tratta di un lavoro fatto davvero con tutta la passione del mondo, un mio personalissimo atto d’amore verso il genere horror. Sì, le storie contenute in questa raccolta non hanno influenze di altri generi, si tratta di orrore puro.

Questa è, per ora, la mia carriera come autore indipendente che si lega come appare ovvio a quella (mooolto più interessante) di lettore. Su questo versante ho dato davvero il meglio di me, arrivando a leggere un numero spropositato di opere nel corso degli anni. Se avessi una memoria discreta me ne andrei in giro parlando solo per citazioni.

leggere che passione

Non solo scrittore…

Il legame tra scrittura e lettura è inevitabilmente molto stretto, al punto da farmi arrivare ad ammettere che non può esistere la prima se non vi sia una buona base della seconda. Solo chi legge tanto può, secondo me, arrivare a una capacità tale da poter poi rielaborare i suoi pensieri con la scrittura. Tranne se non facciamo riferimento a talenti immensi che si possono permettere di creare capolavori senza mettere fieno in cascina, e non è certo il mio caso.

Come autore potete considerarmi un misero e onesto mestierante, una sorta di parodico Ed Wood della letteratura horror indipendente; come lettore, invece, non permettetevi slanci di ironia, sono in scia ai migliori lettori del mondo 🙂

 

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