Il mio nome è nessuno – Il ritorno: l’Odissea raccontata da Manfredi, Odysseo torna in patria dopo mille peripezie.

Il-mio-nome-è-nessuno-il-ritorno-Valerio-massimo-manfredi-copertinaIl mio nome è nessuno – Il ritorno è la seconda parte del racconto della vita di Ulisse, magistralmente raccontata da Valerio Massimo Manfredi. Il primo volume, Il mio nome è nessuno – Il giuramento, è stato pubblicato nel 2012 e la storia si fermava allo stratagemma del cavallo di legno introdotto dentro le mura di Troia per conquistare la città. Dopo un anno Manfredi ci accompagna alla scoperta di ciò che accadde dopo la guerra, quindi nel vagabondaggio di Odysseo fino al suo ritorno a casa e ad una nuova partenza.
Odysseo, dopo aver espugnato Troia e aver perso molti uomini del suo esercito, si rimette in viaggio per tornare a casa dal figlio, lasciato quando era appena nato, e dalla sua amata Penelope, ma qualcosa va storto. Ci sono delle forze più potenti di lui che non gli permettono di rivedere la sua terra e riabbracciare i suoi cari. E così si ritrova sballottato da ogni parte: dai mangiatori del loto portatore di oblio, dai lestrigoni, passando per Scilla e Cariddi, dalle sirene terribili, da Kirke, Calypso, e molti altri ancora. Ma quello che lo segnerà sarà l’incontro col Polifemo, che lui accecherà scatenando la furia di suo padre Poseidone, che vorrà vendicarsi a tutti i costi. Odysseo scenderà addirittura nell’Hades per sapere cosa gli capiterà: un giorno riuscirà a tornare a casa ma sarà costretto a ripartire, non si sa per dove, per placare l’ira del dio del mare con un sacrificio.
E dopo essere approdato sull’isola dei Faiakes e aver ricevuto l’aiuto del re Alcinoo e della bella Nausicaa, Odysseo riuscirà effettivamente a rivedere la petrosa Itaca, ma il suo popolo e la sua famiglia non saranno lì a festeggiare il suo ritorno. Quasi tutti lo credono morto (tranne Telemaco e Penelope) e la sua casa è stata invasa da giovani nobili che vogliono impossessarsi di tutto e prendersi anche la regina, tramando addirittura per uccidere il principe. Odysseo, con il supporto di chi gli era rimasto fedele e l’ausilio di Athena, fa una carneficina e si riprende tutto per poi dover ripartire poco dopo come gli era stato profetizzato. Parte con un remo, appartenuto al suo compagno Polite, che incredibilmente gli arriva dal mare; parte per terre lontane e da lì la sua vita inizia quasi a diventare sfumata, non si capisce più quale sia il confine tra realtà e sogno.
E in effetti non si sa bene che cosa gli succeda, perchè lo stesso Manfredi, nella nota dell’autore ci dice che

“Omero,sempre nel canto XI, immagina una seconda Odissea, non più di mare ma di terra, fango e polvere fino a un luogo misterioso e remoto in cui l’eroe avrebbe dovuto immolare al dio azzurro signore dell’abisso marino tre animali, chiudendo così per sempre la sua sfida temeraria e ammettendo la sua inferiorità di uomo di fronte a un dio.
Di questo fantomatico poema, vero e proprio mistero della letteratura universale, non si è mai trovata traccia.”

Addirittura non si capisce se Odysseo faccia questo percorso perchè gli dei hanno deciso di dargli l’immortalità, che lo stesso Caplypso gli aveva offerto. È mai morto? Non si sa, o almeno nessuno ha mai scritto o raccontato nulla di quello che gli succede dopo essere ripartito.

Quello dell’Odissea è uno dei diversi nòstoi raccontati, poemi del ciclo che narravano i ritorni a casa degli eroi che avevano partecipato alla guerra di Troia, come quello di Agamennone che viene ucciso dalla moglie Klitemnestra e dall’amante Egisto, quello di Diomede che deve fuggire da Argo o quello di Menelao. Però è l’unico rimasto, gli altri, a parte qualche accenno nei grandi poemi epici, sono andati perduti. Questi nòstoi ci danno l’immagine di un mondo antico che è quasi giunto alla rovina: gran parte dei re partiti alla volta di Troia sono morti in battaglia, e come loro tantissimi giovani soldati e giovani eredi, nel fiore degli anni.

La narrazione di Manfredi, come sempre, è magica. Il lettore si sente già dalle prime pagine catapultato in quel mondo antico, respira quelle atmosfere leggendarie e si appassiona alla storia. In questo libro la figura del protagonista Odysseo sembra un po’ diversa dal precedente: l’eroe dall’ingegno multiforme è cresciuto, e nonostante fosse famoso per la sua astuzia, adesso è maturo davvero, sia come guerriero che come uomo.

VOTO: 10


SCHEDA LIBRO:

AUTORE: Valerio Massimo Manfredi
TITOLO: Il mio nome è nessuno – Il ritorno
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 331
EURO: 19,00
ISBN: 978-88-04-62870-5
Formato Kindle:Il mio nome è Nessuno – Il ritorno

NOTA SULL’AUTORE:

valerio-massimo-manfrediValerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore italiano ha pubblicato numerosi articoli e saggi in sede accademica e ha scritto romanzi di grande successo, tradotti in tutto il mondo.  Moltissimi i riconoscimenti ricevuti: nel 2003 Nomina a Commendatore della Repubblica “motu proprio” del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, Il premio Corrado Alvaro Rhegium Julii (2003) e premio Librai Città di Padova, nel 2004 il Premio Hemingway per la narrativa, nel 2008 il premio Bancarella e nel 2010 il premio Scanno. È autore anche di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione.

 

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2 Commenti

  • Giada Muratore Pubblicato 29 giugno 2015 13:54

    La trama che ho appena letto io l’ho riscontrata nel libro Il Mio Nome è Nessuno – L’oracolo.
    Volevo capire il motivo, anche perché ho paura di aver sbagliato la cronologia di lettura..
    Anche la parte che cita le ultime parole del libro, è appunto del libro l’oracolo.

    • Valentina Pubblicato 29 giugno 2015 14:15

      L’oracolo è stato scritto prima degli altri due, ma per creare una saga è stato aggiunto come terzo volume di “Il mio nome è nessuno”, che prevedeva solo due romanzi.
      Ora come ora L’oracolo va letto come terza parte.

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